Home Europa e Mondo G20 in Russia: il totalitarismo omofobo di Putin non è in agenda

G20 in Russia: il totalitarismo omofobo di Putin non è in agenda

Alessandro Baoli
www.cronachelaiche.it

Al G20 di S. Pietroburgo, i capi di Stato e di governo più potenti del Pianeta si incontrano per parlare dell’impiego di armi chimiche contro la popolazione in Siria e valutare le possibilità di un intervento contro obiettivi strategici dell’esercito di Assad, oltre che delle regole dell’economia e della finanza globale.

Nulla da eccepire se non fosse che sul tavolo dovrebbe essere posta anche la questione dei diritti civili, e soprattutto umani, delle persone glbt, pesantemente sotto minaccia nell’intera Russia e specialmente a San Pietroburgo. Proprio in questa città, infatti, sono state approvate delle leggi che vietano persino la “propaganda” – così la chiamano – dello “stile di vita” omosessuale nei confronti dei minori. Con l’approvazione – qualcuno dice la regìa – della Chiesa ortodossa. Da quelle parti le persone glbt subiscono di frequente aggressioni violente, e le forze dell’ordine sono particolarmente indulgenti nei confronti degli aggressori.

In agenda però la questione – salvo sorprese – non c’è, malgrado la presenza del presidente Barack Obama, colui che nella sua patria tanto si sta spendendo per i diritti delle persone glbt. Si vede che anche in questa occasione ci sono temi più urgenti o importanti da trattare, e le persone glbt devono come sempre mettersi in fila, aspettare e nel frattempo subire la violenza. Ma da quelle parti i problemi con la democrazia non sono pochi; di seguito il comunicato integrale dell’associazione radicale Certi Diritti, che parteciperà alle manifestazioni di protesta (che si stanno svolgendo in tutto il mondo, nel silenzio assordante dei media italiani) per fare pressione sui rappresentanti delle istituzioni da oggi in Russia, a cominciare dal nostro presidente del Consiglio Enrico Letta e dal ministro degli Esteri Emma Bonino:

«Chiediamo al governo italiano di prendere una posizione chiara ed esplicita contro la continua violazione dei diritti umani in Russia durante il G20 che si terrà a San Pietroburgo i prossimi 5 e 6 settembre. La legge contro la cosiddetta “propaganda di rapporti sessuali non tradizionali” tra i minori è l’esempio più eclatante di come in Russia si stiano mettendo a repentaglio non solo i diritti delle persone LGBTI, ma la fondamentale libertà d’espressione di tutti i cittadini russi. Altri esempi sono la legge sui cosiddetti “agenti stranieri” – che ha colpito varie associazioni che si occupano di diritti umani in genere e anche associazioni culturali -, la legge Dima Yakovlev – che introduce il divieto per i cittadini americani di adottare bambini russi e di finanziare l’attività “politica” delle ONG russe, una legge che impone restrizioni all’utilizzo di Internet dando al governo la possibilità di chiudere un sito web che pubblichi materiale contrario alla morale pubblica, una legge penale che estende la definizione di tradimento sino a poter includere le attività internazionali di advocacy a favore dei diritti umani e altre leggi che limitano gravemente la libertà d’assemblea e d’associazione.
Nel complesso fa impressione che si stiano reintroducendo repressioni alle libertà che erano presenti nel sistema dittatoriale sovietico. Sinora la Russia ha ignorato gli appelli delle ONG che difendono i diritti umani, quelli del Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e quelli della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per questo il governo italiano deve sollevare la questione e chiedere fermamente che la Russia inverta questa tendenza e rispetti gli impegni e obblighi internazionali riguardanti i diritti umani che ha sottoscritto. Nei giorni del 3 e 8 settembre ci uniremo anche in Italia al coro di voci che si leva da varie città del mondo quali Londra, New York, Seattle, Rio de Janeiro, Montevideo, Ottawa e Parigi, supportando la campagna globale promossa da All Out anche grazie all’hashtag #Russia4Love e il global kiss-in ToRussiaWithLove”».

L’associazione, insieme ad altre associazioni e gruppi, manifesterà l’8 settembre alle ore 15 a Firenze in via Guicciardini 15, a Roma davanti l’Ambasciata russa dalle ore 15 in via Gaeta 5, a Palermo in viale Orfeo, Mondello, a Bari in Corso Benedetto Croce, a Perugia in Piazza 4 Novembre e a Milano, alle 17.30, in piazza San Babila. La campagna Sos Russia a sostegno degli attivisti per i diritti umani delle persone LGBTI in Russia continuerà fino alla fine di settembre.

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