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Grecia, l’Alba degli assassini

Mario Lombardo
www.altrenotizie.org

L’assassinio premeditato avvenuto mercoledì ad Atene del rapper e attivista anti-fascista Pavlos Fyssas ad opera di un membro del partito di estrema destra Alba Dorata (Chrysi Avgi) ha messo in luce in maniera drammatica la crescente audacia di un movimento a lungo ai margini della società greca e oggi sempre più influente grazie a legami con organi dello stato e alla devastazione sociale del paese voluta dagli ambienti finanziari internazionali e dai loro rappresentanti di Bruxelles.

Il 34enne artista hip-hop, noto anche con il nome di Killah P, è stato accoltellato al petto mentre si trovava con un gruppo di amici nel quartiere popolare Keratsini poco dopo essere stato fermato all’uscita di un caffè da una trentina di affiliati ad Alba Dorata.

Secondo alcuni testimoni, dei poliziotti in motocicletta avrebbero assistito all’omicidio, intervenendo però solo dopo che Fyssas è stato colpito e alcuni dei suoi assalitori fuggiti. Questo resoconto dei fatti confermerebbe i rapporti molto stretti e ampiamente documentati tra il partito neo-fascista e le forze di polizia, le quali continuano a garantire una sorta di protezione ai suoi membri frequentemente impegnati in azioni violente. Come aveva rivelato un’indagine seguita alle ultime elezioni greche, oltre la metà degli agenti di polizia del paese ha votato a favore di Alba Dorata.

Gli imbarazzanti legami con Alba Dorata hanno anche probabilmente spinto la polizia a cercare di nascondere l’appartenenza a questo partito del presunto assassino di Fyssas. Alcuni media greci avevano infatti citato esponenti della polizia che sostenevano come l’accusato fosse soltanto un “simpatizzante” di Alba Dorata, anche se il 45enne già finito agli arresti avrebbe ammesso di far parte del movimento e di avere ordinato alla moglie di fare sparire la sua tessera del partito.

La notizia della morte di Fyssas ha scatenato una serie di proteste nelle principali città della Grecia, dove i manifestanti hanno cercato di raggiungere le sedi del partito Alba Dorata prima di essere fermati dalle forze di sicurezza.

I vertici del movimento neo-fascita hanno invece respinto ogni responsabilità, accusando coloro che puntano il dito contro il partito di volere “sfruttare un tragico evento per scopi politici, così da conquistare voti e dividere la società greca”.

Le principali forze politiche del paese, da parte loro, hanno rilasciato dure dichiarazioni di condanna nei confronti di Alba Dorata, mentre il ministro per l’Ordine Pubblico, Nikos Dendias, ha cancellato un viaggio all’estero per sottoporre al governo la proposta di una legge di emergenza che metterebbe fuori legge il partito entrato in Parlamento per la prima volta dopo le elezioni dello scorso mese di giugno.

Nella giornata di giovedì ha parlato pubblicamente anche il primo ministro conservatore, Antonis Samaras, il quale ha affermato che il suo governo “non permetterà agli eredi del nazismo di destabilizzare la Grecia”.

Con una buona dose di ipocrisia per un capo di governo che ha presieduto alla devastazione sociale del proprio paese imponendo misure semi-dittatoriali, il premier ha poi assicurato che “la democrazia è molto più forte di quanto credano i suoi nemici”.

Ancora più grottesca è stata la presa di posizione dell’Unione Europea, con il Consiglio d’Europa che, ad esempio, ha espresso la propria preoccupazione per l’avanzata dell’estremismo in Grecia e nel resto dell’Europa.

L’atmosfera sociale esplosiva in cui versa la Grecia, nella quale l’estrema destra ha trovato terreno fertile per proporsi come una delle principali forze politiche del paese, è infatti la diretta conseguenza delle misure anti-sociali prescritte ad Atene.

Di fronte alla rabbia popolare esplosa per l’assassinio di Fyssas, in ogni caso, la polizia si è vista costretta a prendere provvedimenti. Alcuni uffici di Alba Dorata in varie località del paese sono stati così perquisiti, mentre giovedì il quotidiano Ekathimerini ha riportato l’arresto di un ex autista e guardia del corpo del leader del partito, Nikos Michaloliakos, il quale deteneva svariate armi nella propria abitazione di Atene.

Al di là delle dichiarazioni di questi giorni, qualsiasi misura dovesse essere adottata dal governo contro Alba Dorata, per quato auspicabile, servirebbe in primo luogo ad occultare le responsabilità dei principali partiti greci nella sua ascesa e, oltretutto, l’implementazione di un eventuale bando ai danni del partito di estrema destra sarebbe tutt’altro che garantita visto che spetterebbe ad una polizia che ha finora in buona parte appoggiato e, di fatto, protetto i suoi membri.

È inoltre tutt’altro che da escludere anche la possibilità che l’establishment politico di Atene possa usare nel prossimo futuro l’annunciata legge di emergenza per colpire movimenti e partiti di “estrema sinistra”, considerati come minacce alla stabilità dello stato in un frangente storico caratterizzato da crescenti tensioni sociali.

L’assassinio di Fyssas ha comunque rappresentato uno shock per la Grecia nonostante la risaputa aggressività e il ricorso alla violenza dei membri di Alba Dorata. Questo partito – che detiene attualmente 18 seggi in Parlamento – aveva finora preso di mira sia retoricamente che fisicamente soprattutto gli immigrati che vivono sul territorio greco, così che l’assassinio politico di mercoledì nella capitale è apparso come un preoccupante cambio di passo della strategia neo-fascista.

Oltre ad avere avuto la possibilità di proporsi come unica forza alternativa al servilismo mostrato dai principali partiti greci nei confronti delle istituzioni europee e delle grandi banche, l’avanzata negli ultimi anni di Alba Dorata – come ad esempio del Fronte Nazionale in Francia – è stata favorita anche dall’appello alle forze più retrograde e reazionarie della società greca da parte degli stessi leader politici impegnati nell’applicare rovinose e impopolari misure di austerity.

La promozione del razzismo e della xenofobia ha infatti trovato ampio spazio nel vocabolario politico degli ultimi governi di Atene, intenzionati come nel resto d’Europa a sfruttare questi sentimenti per distogliere l’attenzione della popolazione dalle politiche di classe ordinate da Bruxelles e per cercare di neutralizzare sul nascere qualsiasi reale opposizione organizzata nel paese.

In questo clima, l’intolleranza e l’estremismo fascista di Alba Dorata hanno perciò raccolto consensi tra una parte degli elettori più disorientanti, consentendo al partito di trovare spazio all’interno del panorama politico con conseguenze drammatiche come quelle a cui tutta la Grecia ha assistito nella giornata di mercoledì in seguito al brutale assassinio di Pavlos Fyssas nelle strade di Atene.

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