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Si può fare qualcosa? di L.Menapace

Lidia Menapace
lista-di-lidia-menapace@googlegroups.com 6 novembre 2013

Certamente, ma che non sia troppo sproporzionata rispetto alla grandezza dei problemi. Se davvero è in corso l’avvio della caduta del capitalismo, a me pare ovvio che non si può pensare a rimedi simili a quelli che abbiamo usato fino a ieri, cercando con le lotte di introdurre riforme nell’assetto dato. Il frutto di quella stagione è lo stato sociale, nel quale vengono definiti “diritti” i bisogni storicamente emersi:diritto al lavoro, alla salute, allo studio ecc. Oltre non si può andare senza “mutare lo stato delle cose presenti”, cioè senza una vera mutazione, un cambiamento non reversibile.

Che non si produce da solo lasciando andare la crisi dell’assetto capitalistico alla sua spontaneità: come già si vede, questo atteggiamento non serve affatto a generare mutamenti parziali (riforme) nella direzione dell’alternativa: ma solo barbarie. “Il sonno della ragione genera mostri”, che hanno spesso i volti belli puliti e senza espressione nè sorriso delle giovanissime prostitute; o la tendenza e l’incentivo a sottrarre alla privatezza qualsiasi messaggio di minori, dati in pasto -dai proprietari delle multinazionali del virtuale- per sempre a tutte le curiosità più banali e morbose. E per mettere in guardia dall’orrore i commentatori più “etici” fanno sapere che le immagini identificate potrebbero essere comunicate a chi offre lavoro e costituire uno strumento di esclusione da esso. Mancava infatti solo lo spionaggio industriale.

Non mi dilungo, aggiungo solo i titoli del femminicidio, cioè dell’uccisione di una perché –essendo donna -pretende di essere una persona dotata di decisionalità e del diritto di decidere di sé, mentre è soltanto una cosa animata che si rifiuta a chi ne ha il possesso legittimo o ammesso: per questo appunto viene eliminata. E il messaggio del presidente della Repubblica, il 4 novembre, festa delle Forze armate, che richiama chi insiste a chiedere una riduzione delle spese militari accusandoli di leggerezza e di scarso amor di patria. Il ministro della Difesa rincara la dose riconfermando tutte le “missioni”all’estero e annunciando l’acquisto degli F35.

Credo che possa bastare come breve appunto preliminare. E adesso ci compete per quanto ne saremo capaci di mettere insieme una analisi e una proposta che in primo luogo non può dimenticare nemmeno per un momento la dimensione planetaria Né l’obbligo di esaminare se si possa e come rappresentare e gestire la molteplicità dei soggetti alternativi o rivoluzionari.

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