Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia I gay, Bergoglio e l’opera del Diavolo

I gay, Bergoglio e l’opera del Diavolo

Fabio Della Pergola
http://www.agoravox.it

Bergoglio un giorno si è riferito agli omosessuali dicendo “chi sono io per giudicare?”. E molti hanno interpretato questa frase come un’apertura “rivoluzionaria” del papa argentino all’integrazione dei gay nella società o addirittura alle unioni omosessuali.

Sbagliato.

Grazie ad un vero giornalista, cioè ad uno che non si beve qualsiasi cosa come se fossero tutte sacrosante verità, ma vuole andare a “vedere le carte” – parlo di Sandro Magister – oggi si sa qualcosa di più sulle intenzionalità latenti di questo furbacchione di Papa (“io sono un po’ furbo e so come muovermi”, l’ha detto lui stesso nell’ormai famosa intervista a Civiltà Cattolica).

Uno che dice mezze verità per incantare la platea e piacere a tutti, ma che non dice mai “tutta la verità” che invece si rivela essere la solita minestra riscaldata di sempre; quella che la Chiesa somministra al suo gregge da millenni. E che tanti si bevono.

Ebbene Magister si è chiesto “quale esempio ha dato Bergoglio, quando da arcivescovo di Buenos Aires si trovò alle prese con l’approvazione di una legge che consentiva a persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio e di adottare bambini?”

E si è risposto: “Era il 2010 quando in Argentina quella legge fu approvata. Il cardinale Bergoglio prese posizione contro di essa in una forma da lui ben studiata. Non con dichiarazioni pubbliche che sfidassero frontalmente i poteri politici (ricordate? Lui sa come muoversi, ndA) ma con due lettere interne alla Chiesa: la prima alle suore di clausura di quattro monasteri carmelitani di Buenos Aires e la seconda a un dirigente del laicato cattolico argentino”.

Ma nonostante l’allora arcivescovo di Buenos Aires non fosse in parlamento “i promotori di quella legge vedevano in lui il loro nemico numero uno, da sconfiggere a qualsiasi costo, anche boicottando qualsiasi negoziato che aprisse la strada a soluzioni accettabili per la Chiesa”.

In altri termini Papa Bergoglio ci fa credere con la sua misericordiosa “sospensione di giudizio” sui gay di essere un “aperturista” verso la regolamentazione giuridica delle unioni omosessuali, ma, in realtà – Miserikordyna a parte – ne è il vero “nemico numero uno”.

La conferma viene da una deputata cattolica del parlamento argentino, ovviamente fiera oppositrice della legge, Liliana Negre: “Sulla questione del matrimonio omosessuale la coppia Kirchner (l’ex presidente e la moglie, attuale presidente del paese sudamericano, ndA) aveva identificato in Bergoglio il nemico”.

Nella lettera alle suore di clausura, ricorda la Negre, Bergoglio “criticava con durezza la catastrofe umana alla quale poteva condurre la legalizzazione del ‘matrimonio’ omosessuale”.

Questo è il vero pensiero del Papa venuto dalla fine del mondo; per lui la questione delle unioni gay non è semplicemente una forma di contrapposizione politica sulle regole da applicare ad un libero accordo sociale tra adulti liberi e consenzienti, ma “una pretesa distruttiva del piano di Dio”.

Per Bergoglio “non si tratta di un mero progetto di legge – questo è solo lo strumento – ma di una ‘mossa’ del padre della menzogna che ha la pretesa di confondere ed ingannare i figli di Dio”.

Proporre l’approvazione del matrimonio fra omosessuali sarebbe una manovra del Diavolo. Avete letto bene: il padre della menzogna è Satana; lo dice il Vangelo (Giovanni 8, 44). E adesso, esultate e applaudite il Papa “rivoluzionario” se potete.

Non si tratta della (tutto sommato banale) regolamentazione di diritti e doveri civili fra due persone responsabili dei propri atti di fronte alla legge, ma nientemeno che un intervento del Maligno nella società per far fallire il “piano di Dio”. Da contrastare quindi, sempre e comunque, con tutte le forze della Chiesa.

Parlare di oscurantismo medievale sarebbe il minimo; ma non interessa affatto quello che il Papa pensa o dice. In fondo fa il suo mestiere di Papa e se crede davvero che il Diavolo esiste saranno solo affari suoi (e del suo psichiatra, casomai).

Ma forse è il caso che tutti quelli che ne esaltano la presunta rivoluzionarietà (da Vendola in giù) si diano una bella svegliata; per ora ci stanno proprio facendo la figura dei perfetti tonti.

Perché confondere l’oscurantismo medievale più retrivo e ottuso con una “rivoluzione” progressista è – questo sì – davvero diabolico. Demenzialmente diabolico.

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