Home Europa e Mondo La creatività e la forza dei Comitati Popolari per la resistenza nonviolenta in Palestina

La creatività e la forza dei Comitati Popolari per la resistenza nonviolenta in Palestina

Carissimi/e,
vi inoltro con piacere questa comunicazione di Luisa Morgantini su quanto sta avvenendo in Palestina. Leggendo fino in fondo questa mail si può capire sia l’ampiezza e la creatività della resistenza palestinese, che la necessità del nostro sostegno a queste iniziative.
Un caro saluto,
Anissa

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Il giorno 03 febbraio 2014 19:25, Luisa Morgantini ha scritto:

Mi permetto un suggerimento ai giornalisti, in modo particolare a chi si occupa di Medio Oriente o di pace o di guerra o di diritti umani. Raccontate ciò che avviene nella Valle del Giordano territorio palestinese occupato dal Giugno 1967 da Israele. Dite dell’evacuazione degli abitanti palestinesi, della terra e dell’acqua confiscate, delle case demolite.

Ma sopratutto dite della creatività della popolazione palestinese, dell’unità dei Comitati Popolari per la resistenza nonviolenta che stanno cercando di far rivivere una antico villaggio cananita, spopolato dai suoi abitanti dall’esercito israeliano. ” Noi, le figlie e i figli della Palestina, annunciamo oggi il ripristino del villaggio di Ein Hijleh come parte della campagna Melh Al-Ard (Il sale della Terra), nella valle del Giordano.

Sono tornati con canti, bandiere, balli, per ricostruirlo per farlo rivivere, per affermare il loro diritto su quella terra. E’ una storia positiva, la vita contro la morte.

Ad ogni momento gli abitanti del villaggio rischiano di essere assaliti dai soldati dell’esercito israeliano e di essere cacciati e arrestati, sono al terzo giorno ed ogni notte aspettano che l’esercito arrivi come è arrivato a Bab al Shams, la porta del sole, il villaggio costruito con tende nella zona vicino a Gerusalemme chiamata E1 dove Israele vuole costruire un altra colonia.

Qui, anche se l’esercito circonda il villaggio per impedire alle persone di entrare, non sono ancora intervenuti, forse perchè le terre sono di proprietà della Chiesa Ortodossa, ma certamente stanno cercando un cavillo, forse la dichiareranno ben presto zona militare.

Chiedete ai corrispondenti dei vostri giornali che si trovano in Palestina e Israele di recarsi a far visita al villaggio, chiedete che ne parlino che raccontino, vi accorgerete che sono davvero il Sale della terra.

Luisa Morgantini
già Vice Presidente del Parlamento Europeo
www.assopacepalestina.org

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Lancio della campagna palestinese “Il sale della terra” facendo rivivere il villaggio di Ein Hijleh nella valle del Giordano – COMUNICATO STAMPA

Popular Struggle Coordination Committee

Centinaia di palestinesi hanno annunciato oggi il lancio della campagna “Melh Al-Ard” (Sale della Terra) facendo rivivere il villaggio di Ein Hijleh nella valle del Giordano su una terra che appartiene alla chiesa ortodossa e al monastero di San Gerassimo. La campagna e’ stata lanciata nel rifiuto della politica israeliana che vuole giudaizzare e annettere la valle del Giordano.

Gli organizzatori della campagna e i partecipanti hanno dichiarato,

” Noi, le figlie e i figli della Palestina, annunciamo oggi il ripristino del villaggio di Ein Hijleh come parte della campagna Melh Al-Ard nella valle del Giordano. L’azione mira a rifiutare lo status quo politico, specialmente date le negoziazioni futili che distruggono i diritti della nostra gente alla liberazione e la rivendicazione della loro terra.

Di conseguenza abbiamo deciso di far rivivere un antico villaggio palestinese Cananita nella valle del Giordano accanto alla cosiddetta “Strada 90” che collega il Mar Morto a Bisan. L’azione e’ parte di un continuo passo contro il piano di occupazione israeliana di prendere e annettere la valle del Giordano.

Questo passo e’ un atto popolare contro l’oppressione israeliana della popolazione palestinese e la costante giudeizzazione della terra.

Dal villaggio di Ein Hijleh, noi i partecipanti annunciamo che teniamo saldo il nostro diritto a tutte le terre palestinesi occupate. Noi rifiutiamo il Piano di Kerry che stabilira’ uno stato Palestinese sfigurato e riconosce l’entita’ israeliana come Stato ebraico. Tale stato rendera’ i palestinesi che vivono dentro i territori occupati nel 1948 residenti e visitatori che possono essere deportati in ogni momento. Noi affermiamo l’unita’ della nostra gente e la loro lotta ovunque essi siano per i nostri diritti inalienabili.

Il villaggio di Ein Hijleh si trova in quella che e’ chiamata “Area C” nella valle del Giordano, che e’ sotto minaccia di annessione dalla politica israeliana e dal piano di Kerry. Per questo abbiamo deciso di convocare una azione nazionale per proteggere la valle del Giordano e mettere fine alla costante giudeizzazione dei territori palestinesi.

Basandoci sul nostro supporto del movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) noi ci rivolgiamo ai nostri amici e gruppi di solidarieta’ internazionale perche’ sostengano le richieste della popolazione palestinese e boicottino tutte le compagnie israeliane comprese le fabbriche e compagnie israeliane che lavorano nella valle del Giordano e approfittano delle risorse naturali palestinesi.

Per esempio, vi chiediamo di boicottare Mehadrin, il piu’ grande esportatore israeliano di frutta e verdura, alcune della quali crescono nella valle del Giordano. E Hadiklaim, che esporta datteri prodotti da coloni israeliani nella valle del Giordano. Chiediamo anche di boicottare sia Ahava che Premier, compagnie di cosmetici che usano i minerali del Mar Morto per produrre i loro prodotti.

Il nostro villaggio palestinese si trova vicino a Deir Hijleh o monastero di San Gerassimo, su terreno di proprieta’ del monastero ortodosso. Il terreno consiste di alcune vecchie case abbandonate e palme. Il suolo bianco ha un’alta concentrazione di sale e l’area e’ circondata da terreni presi e usati da coloni israeliani. Una base israeliana separa il terreno dal monastero di Deir Hijleh che ha una proprieta’ di circa 1000 dunams, alcuni dei quali sono stati presi dalle forze israeliane con la scusa di “ragioni di sicurezza.”

La campagna “Melh A-lArd” (Sale della Terra), cita una frase della Bibbia, Matteo 13:5, che dice, “Voi siete il sale della terra. Ma se il sale perde la sua salinita’, come puo’ diventare salato di nuovo? Non e’ piu’ buono a niente, a parte essere gettato via e calpestato sotto i piedi.” Il nome del nostro villaggio, Ein Hijleh, e’ basato sul nome originario cananita e sulla sorgente d’acqua (Ein) li’ presente.

Noi i figli e le figlie di Ein Hijleh chiamiamo la nostra gente a unirsi alla lotta per far rivivere il villaggio e proteggere i nostri diritti, la storia, la cultura e la terra. Figlie e figli di Palestina, siate il sale di questa terra e siate saldi su di lei.

Per contatti: Diana Alzeer, 0592400300 or 0525339054
https://www.facebook.com/PopularStruggle?fref=ts
traduzione a cura di AssopacePalestina www.assopacepalestina.org

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