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Le ribelli di Dio. Un’altra narrazione biblica di G.Romualdi

Giovanna Romualdi

“Gioia di vivere – volontà di autonomia – passione”: mi piace partire dalla dedica “a Rossella” che Adriana Valerio fa del suo libro “Le ribelli di Dio. Donne e Bibbia fra mito e storia” perché in quel messaggio ritrovo la sua persona, quella che abbiamo conosciuto in tanti anni di convegni Cdb, teologhe… e che ritrovo lungo tutto l’asse del libro.

Un libro innazitutto importante perché porta il tema del rapporto Donne e Bibbia fuori dal campo delle case editrici “di nicchia”, quelle nei cui cataloghi siamo sempre andate a cercare i lavori delle teologhe che ci consentissero di avere strumenti per un’altra lettura dei testi biblici: la casa editrice è in questo caso Feltrinelli, per la collana “Campi del sapere”.

Questa novità già dice come questo nuovo lavoro di Adriana Valerio nasce dalla consapevolezza che il suo sapere possa andare oltre i confini delle appartenenze religiose, collocandosi in un campo più ampio dell’esegesi biblica. “Questo libro – dice Adriana Valerio nelle ‘considerazioni preliminari’ – nasce dalla necessità di proporre un’altra narrazione dei testi più noti della Bibbia che riguardano le donne sia per offrire a coloro che credono, donne e uomini, un percorso più vicino alle esigenze odierne della fede sia per far cogliere le potenzialità di liberazione insite nel messaggio religioso a coloro che non credono o sono scettici”. Ma, come premette alle note bibliografiche, “Questo libro è l’esito di passione e di ricerche che porto avanti da più di quarant’anni”.

Da queste due premesse, nasce un libro nella cui tessitura si intrecciano molti fili, a partire da quel filo rosso della lettura di genere che tende a “liberare la Bibbia dalle categorie patriarcali e riconsegnare alle donne la dignità e la radice salvifica del proprio essere al mondo”.

E’ una lettura della narrazione biblica, sia del Vecchio sia del Nuovo Testamento, che fa emergere profili di donne con una loro valenza importante, “il potere delle donne che non hanno potere”, quel patrimonio di rappresentazioni simboliche, di azioni ed esperienze femminili che è stato reso invisibile ma che ancora oggi può diventare fonte di riconoscimento per un percorso di autonomia femminile o aprire a questioni non più eludibili da chi voglia ancora oggi interrogarsi sull’immaginario religioso e sulla costruzione di “una chiesa altra”. Riporto alcuni titoli dei paragrafi “questioni aperte”, posti alla fine di quasi tutti i capitoli: l’immagine di Dio, la memoria fondatrice, la parola libera, la solidarietà tra donne, il potere e le donne, la fragilità del potere maschile, Gesù oltre Gesù, l’autorità nella Chiesa.

Il libro ci apre anche finestre di lettura su altre narrazioni, interpretazioni della tradizione portate avanti dalle tante “ribelli di Dio” che nel corso dei secoli hanno lasciato traccia della loro “parola libera”, della loro autonomia di rapporto con l’immagine di Dio e con i testi, della loro valenza profetica.

Ma questo libro dalla tessitura complessa non è solo frutto della competenza scientifica (storica e teologica) dell’autrice: nella parte relativa alla rilettura del Nuovo testamento, al rapporto fra Gesù e le donne , “un incontro rivoluzionario”, traspare – ameno mi sembra – con forza anche l’esperienza personale di un percorso di fede che interroga con decisione una Chiesa “che voglia rinnovarsi” e perché no anche le Cdb.

Adriana Valerio, Le ribelli di Dio. Donne e Bibbia fra mito e storia, Feltrinelli 2014, €1 9,00

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