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I rifiuti di B.Manni

Beppe Manni
Gazzetta di Modena, 9 Marzo 2014

Mentre sto dividendo la plastica, dal cartone di una confezione, per allogarli diligentemente nei contenitori appositi, ascolto per radio che agenti della Finanza hanno scoperto che 50 Tir carichi di rifiuti speciali, con la complicità di modenesi (un titolare di un’azienda di trasporti, camionisti ecc) vengono spediti in container ben sigillati come “aiuti umanitari” sotto la copertura di di due finte Onlus, per la Nigeria e il Ghana dove verranno sotterrati.

E poi vedi le montagne di pattume a Roma e a Napoli. La domanda che noi cittadini virtuosi di strada andiamo facendoci da qualche anno è: “Ma cosa serve la nostra scrupolosa raccolta differenziata se milioni di italiani buttano i rifiuti ovunque. Se i rifiuti tossici delle industrie e delle discariche, sono finiti prima nella Terra dei Fuochi napoletani e poi nelle povere terre dell’Africa centrale? O se i nostri inceneritori del nord tecnicamente perfetti, bruciano il pattume di mezza Italia?”

Di fronte alla disgregazione sociale, alla mancanza di moralità di molti responsabili pubblici (politici, amministratori, industriali , imprenditori) e cittadini per anni abbiamo lottato sperando in una rinascita del senso comune che ‘bonificasse’ le strutture pubbliche. Oggi quasi presi dalla disperazione speriamo solo in un radicale cambiamento per un ritorno alla responsabilità della coscienza. Non tanto su una spicciola morale individuale come per secoli è stata predicata dai pulpiti, ma per una coscienza civile rinnovata.

Poi. Le televisioni pubbliche consumano migliaia di ore e di parole per dibattiti inutili e ripetitivi, per show demenziali, per telefim cretini. Non si potrebbe usare un po’ di spazi per richiamare il cittadino al senso civico per una raccolta intelligente dei rifiuti in “tutta” Italia?. Come è successo per il fumo si andrebbe creando in tutti un senso di colpa per chi getta e butta indiscriminante via i rifiuti.

Ancora. In tutte le persone informate e intelligenti (dal altino ‘intelligo’: coloro che leggono dentro alle cose) emerge la richiesta di smettere di consumare le risorse del nostro pianeta: minerali, aria, terra, legno, petrolio. Non chiediamo più ormai (che sembra inutile) di smettere di sfornare cose inutili e dannose dalle nostre cosiddette fabbriche in nome del “consumo” e della crescita senza fine. Ma almeno riduciamo i contenitori, gli imballaggi, le confezioni. O riusiamoli.

E infine. Impariamo dalle buone abitudini dei nostri nonni. Non lo facevano per virtù ma per necessità. Non erano più bravi di noi, ma ci hanno lascito un modello che ha fatto sopravvivere la bestia-uomo per cinquemila anni. Non si buttava via nulla, tutto veniva utilizzato. Riciclato e veramente consumato fino alla consunzione e poi riusato come concime, come combustibile.
La vecchia stufa economica è ancora nelle nostre seconde case di montagna un esempio efficiente ed ‘economico’.

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Sindaci in citta’

Beppe Manni
Gazzetta di Modena, 1 Marzo 2014

La primarie per l’elezione del sindaco di Modena indette dal PD è stata un’occasione di dibattito politico preziosa.

Per eleggere un sindaco non funzionano trappole come i vari porcellum. Nè vengono eletti cittadini che spediamo a Roma o a Bologna e poi at salut Mingoun…chi si è visto si è visto. Il sindaco anche se è ancora figlio dei partiti e da questi condizionato, è eletto direttamente dai cittadini, vive in mezzo alla gente, incontra i suoi elettori per le vie e nelle piazze. Non si può sottrarre a resoconti, domande, e critiche.

La qualità dei nostri sindaci (parlo di tutta la provincia) almeno da noi, è decisamente migliore dei nostri deputati. In genere hanno ben figurato e si sono dimostrati dei paterfamilias attenti alle necessità dei cittadini. E quando le sbandate erano evidenti come è avvenuto nella nostra città per la pressione popolare ha inciso in modo significativo sul cambiamento di direzione.

In occasione delle primarie del PD ci sono stati una serie di incontri dove i tre candidati hanno raccontato ai modenesi il loro progetto di città. Anche altre forze politiche stanno ‘esprimendo’ un loro candidato e hanno cominciato a parlare della loro ‘città futura’.

Che cosa emerge insomma. Non grandi novità. Basta costruire e mangiare altro suolo; bisogna ristrutturare l’esistente. Edilizia per giovani coppie. Viabilità: parcheggi, ciclabili. Lavoro per i giovani e l’industria manifatturiera. Legalità e sicurezza. E poi ascolto e dialogo con i cittadini ecc. ecc.

Ma quale altro politico ha mai osato sostenere il contrario? Fotocopie. Proposte, progetti. Poi in nome del realismo politico, dell’equilibrio dei partiti, e dei vecchi privilegi di partiti, si rischia ancora una volta di adattarsi ad una città vecchia con qualche ritocco.

Le elezioni per il sindaco si terranno il 25 maggio. C’è ancora tempo. E’ un occasione per discutere della nostra città non solo da parte dei tecnici della politica (leggi i partiti) ma dei cittadini. Per coinvolgere quella maggioranza, silenziosa perché sfiduciata, che oramai l’ha presa persa, stanca di parole e di promesse. Giovani, disoccupati, inoccupati…E’ venuto il tempo in cui i nostri eletti ascoltino sulla strada i cittadini e le cittadine.

Forse abbiamo bisogno di sognare. Immaginare una città nuova. Libera dalle auto. Domeniche dove le piazze dei quartieri e non i centro commerciali, sono pieni di gente. Un centro storico vivo e abitato. Una nuvola di biciclette che sciamano per le contrade della città e del contado e frotte di bambini di tre colori che scorrazzano per strade e cortili.

Le migliaia di appartamenti vuoti e degradati abitati dalle giovani copie. Modena capitale della cultura che al Palazzo ducale organizza bellissime mostre internazionali. I cassintegrati e i disoccupati che lavorano per bonificare i nostri territori e restaurare i monumenti.

Il sogno e il mito, hanno da sempre abbeverato il cuore e l’anima degli uomini e delle donne e spesso sono diventati realtà.
La quaresima spoglia e triste prelude sempre ad un mattino luminoso e fiorito di Pasqua.

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