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Un patrimonio di chiesa altra

Marcello Vigli

Nel marzo di undici anni fa moriva Ciro Castaldo. Dobbiamo anche a lui se oggi siamo qui a confrontarci nel sito delle Cdb lungo la strada che, grazie alla sua tenace e paziente opera di mediazione, le ha portate a farsi movimento senza padri né maestri.

In quarant’anni di “onorato servizio”, hanno partecipato attivamente a eventi significativi nella storia civile ed ecclesiale del nostro Paese: dal referendum sul divorzio a quello sull’aborto; dalla nascita dei Cristiani per il socialismo a quella di Noi siamo Chiesa, dalla resistenza contro la delegittimazione del Concilio, ieri, alla organizzazione, oggi, delle realtà di base che ne vogliono degnamente celebrare il cinquantesimo anniversario.

Soprattutto, senza chiedere legittimazioni, hanno coltivato e praticato la speranza che potesse esserci una Chiesa altra, impegnate ancor oggi, pur se in decrescita, a costruirla e non solo a sognarla come i molti finalmente affascinati dalle parole di papa Francesco. L’hanno fatto senza seguire o proporre modelli, ma percorrendo strade diverse: gelosamente fedeli alle loro esperienze ma, al tempo stesso, disponibili a confrontarle con altre.

A costruire questo prezioso patrimonio di disponibilità e di rispetto reciproco Ciro ha dato un contributo insostituibile rinunciando a imporre le sue idee e le sue soluzioni, attento a costruire uno spazio comune in cui nessuna Comunità si proponesse come egemone e le diversità potessero non solo confrontarsi, ma anche diventare fonte di reciproco arricchimento.

Si è affermata la consapevolezza che la via aperta da Gesù di Nazareth per calare il suo messaggio d’amore nella storia degli uomini e delle donne impone, a chi intende seguirla, di adeguarsi al continuo divenire delle forme associative da loro costruite.

Nel loro camminare insieme hanno adeguato il loro passo attente ai segni dei tempi. Nel promuovere nel lontano 1988 il seminario nazionale a Brescia Le scomode figlie di Eva nessuna/o pensava certo che avrebbe prodotto quel filone radicalmente nuovo di esperienze costituito dai Gruppi donne che, costituitesi in Collegamento autonomo, hanno costretto l’intero movimento a scoprire il valore della diversità di genere e ad assumere al suo interno tematiche restate a lungo emarginate.

Grazie al loro contributo le Cdb hanno arricchito il loro patrimonio di chiesa altra misurandosi con le tematiche teologiche tornate oggi di moda proprio mentre da papa Francesco giunge la sollecitazione a privilegiare la ricerca di una prassi cristiana non viziata da intellettualismi, magari teologizzanti, nei quali è tanto facile rifugiarsi per sfuggire all’ascolto e alla comprensione dell’altro che Ciro ha, invece, incessantemente esercitato, magari con le sue lunghe telefonate.

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