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Omofobia: cosa hanno in comune Bagnasco Putin e Thatcher di E.Cucco

Enzo Cucco
http://gayindependent.blogspot.it, 29 marzo 2014

Dovete aver pazienza, ma le menzogne si costruiscono sull’informazione parziale e manipolata.

Dunque è necessario ricostruire quanto appare sui quotidiani, e quanto non appare: il 28 marzo scorso il sottosegretario Silvia Velo (PD, Ambiente) ha risposto ad una nuova interpellanza dell’NCD ( Alessandro Pagano) sulla questione dei materiali prodotti dall’Istituto Beck contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere, e commissionati dall’UNAR. Sono i materiali su cui si è scatenata una campagna denigratoria di tanti fondamentalisti cattolici, culminata dalle dichiarazioni di Bagnasco.

Come ricorderete la parziale promozione di questi materiali era stata censurata dall’allora Vice Ministro alle Pari Opportunità Guerra, ed aveva prodotto una lettera di censura al direttore UNAR. Perchè? Nella risposta (molto burocratica) del Governo si annida una mezza bugia: si richiama un Protocollo di Intesa tra Dipartimento Pari Opportunità (di cui UNAR è parte) e Ministero Istruzione, rinnovato dal Governo Monti il 30 gennaio 2013, dove è previsto un articolo 7 che stabilisce il coordinamento tra Ministero e Dipartimento per le iniziative realizzate all’interno del Protocollo http://www.pariopportunita.gov.it/images/prot_dpo-miur_2013.pdf

Una dizione amplissima, come potete leggere anche voi, ed un protocollo molto generico che non stabilisce affatto che TUTTE le azioni rivolte alle scuole rientrino in questo Protocollo. Figuratevi cosa accadrebbe se tutti i materiali didattici usati nelle scuole dovessero passare al vaglio del Ministero. Leggetevi la lettera di incarico dell’UNAR che non cita affatto il Protocollo http://www.governo.it/AmministrazioneTrasparente/BandiContratti/Archivio/Beni_servizi/pari_opportunita_unar/ISTITUTO_BECK.pdf

Certo, tra Amministrazioni dello Stato ci si dovrebbe comportare in modo collaborativo: ci si confronta sui temi, si condividono i materiali, si riuniscono i gruppi di lavoro e si lavora. Sarebbe interessante sapere se il Comitato attuativo del Protocollo si sia mai riunito ed abbia prodotto qualcosa. Magari se ha deciso in qualche sua seduta la produzione di quesi materiali (la lettera di incarico all’Istituto Beck risale al 19 dicembre 2012). Ma se non lo avesse fatto non c’è nessuna norma, ripeto nessuna norma, che prevede che i materiali didattici extra curriculari proposti alle scuole debbano passare il vaglio del Ministero. Per il semplice motivo che si tratta di attività facoltative (e non potrebbe essere diversamente) la cui realizzazione sta nella piena libertà degli isegnanti. Che le assumono secondo le procedure ordinarie, ovvero proponendole ai Consiglio di Istituto (dove sono presenti genitori e allievi, oltre che docenti) ed ai Collegi docenti. Che sono gli unici organismi che hanno potesta decisionale su quesrta materia.

Tutto ciò a salvaguardia di un diritto fondamentale sempre salvaguardato nella scuola italiana, che è la libertà di insegnamento che, al di fuori delle attività curriculari per le quali esistono programmi definiti è assoluta, a garanzia di ogni intervento censorio o autoritativo degli organi centrali. Tutto quello che produce il Ministero è sussidiario alla libera iniziativa dei protagonisti della scuole, che sono docenti, allievi e genitori. Il limite sta nel diffondere informazioni errate od offensive.

Dico di più: i materiali autorizzati e prodotti da una amministrazione dello Stato passano il vaglio degli organismi di controllo che ne certificano l’adeguatezza all’incarico approvato. Sostenere che questi materiali siano inadeguati significa mettere in discussione i controlli della Presidenza del Consigio dei Ministri, del DPO e dell’UNAR a tutti i livelli, e non solo quelli formali ma quelli sostanziali. Chi contesta quei materiali sta dicendo che Presidenza del Consiglio, DPO e UNAR hanno approvato materiali sbagliati nella sostanza od offensivi nei confronti di qualcuno. E siccome questo è difficile da sostenere si scaricando tutto sull’UNAR. Ora, possiamo essere critici quanto vogliamo sull’istituzione e il funzionamento di questo organismo, ma non capire che in questo caso l’UNAR è diventato lo scaricabarile di una grana che nessuno vuole affrontare è miope, cinico, poco intelligente e oggettivamente pericoloso.

E qui si arriva al punto: ma li avete letti i materiali? Io ne sono venuto a conoscenza dopo le polemiche, e li ho recuperati di straforo, ma spero che a breve possano essere disponibili sul sito di certi diritti, come già accade su altri siti, alla faccia del blocco degli stessi. Vi prego leggeteli senza pregiudizio e cercate di scoprire informazioni scorrette od offensive nei confrotni di qualcosa o qualcuno. Non ne troverete. Ma SEMPLICEMENTE troverete l’uso di un linguaggio positivo nei confronti di omosessualità e transessualità.

Al di là di ogni falsa polemica formale sollevata da questo e quello, e dalle autentiche menzogne che NCD e Curia stanno diffondendo a piene mani senza alcuna prova fattuale, il nodo di tutto sta nella cosiddetta PROPAGANDA che i fondamentalisti vari leggono in quelle pagine. Il gioco retorico su cui si costruisce tutto ciò si costruisce su due affermazioni apodittiche, prive di riscontri concreti:
1, ogni discorso contro l’omofobia limita la libertà di espressione
2. ogni discorso positivo su omosessualità e transessualità è propaganda

Se non si riesce a censurare (come vorrebbero) queste affermazioni almeno si garantisca la voce di chi la pensa diversamente. Ovvero si riportino le tesi sostenute dalla gerarchia cattolica che considerano tutto questo come violazione dei principi della libertà individuale e della famiglia. Cioè l’esatto contrario della realtà.

Quando ci racconteranno la verità sullo stop dei corsi rivolti ai dirigenti MIUR su tali materie verrà fuori evidente che il problema era questo, e nessun altro. Impedire che questi temi siano affrontati in modo scientifico e oggettivo, ma ridurle ad una contrapposizione di opzioni culturali. E via con l’elencazione di stupidaggini sulle “scelte omosessuali”, ecc. ecc.

L’ossessione di combattere contro la Propaganda omosessuale unisce Putin e le leggi russe contro la progaganda, Thatcher e la follia che fu la section 28 del 1988 e gli argomenti usati da Bagnasco & C. su questi argomenti. La realtà è questa, senza sfumature. Contro la Thatcher si schierò un fronte vastissimo di forze politiche, che non riuscirono a impedire l’approvazione della norma, ma almeno la sua non applicazione. Fallimento completo, almeno fino ad oggi, l’azione contro le leggi della federazione russa. Ora ci prova Bagnasco, attraverso l’influenza mediatica e culturale.

Perchè la sinistra italiana fa finta che non sia così? Perchè i cosiddetti liberali e laici italiani chiudono occhi orecchie e bocche su questo tema? Credo che sia ora di svegliarsi, davvero.

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Cattolici non fondamentalisti: dove siete?

Enzo Cucco
presidente associazione radicale Certi Diritti

Sono stupito dello stupore di tanti e tante alle parole del sottosegretario all’Istruzione Toccafondi e dal rinascente fondamentalismo cattolico sui temi LGBTI, genere, omofobia, prostituzione e via elencando tutto “il peggio del secolarismo modernista”. Le parole dette dal cardinal Bagnasco nel corso della sua prolusione all’assemblra della CEI sono la migliore sintesi del pensiero che unisce tutti costoro, dalla cupola intellettuale dei Ferrara/Roccella/Sacconi alla manovalanza dei vari movimenti che si richiamano a Cristo (a sua insaputa, ne sono certo…).

Stupito perchè è come se queste persone non leggano i quotidiani da mesi, almeno dall’autunno del 2013, periodo nel quale prende corpo una campagna in grande stile dalle colonne di Avvenire, Tempi, Il Foglio, una miriade di blog e siti e le solite testate abbaianti de Il Giornale e Libero. Tante voci ma stesso obiettivo: trasformare la battaglia sulla legge contro l’omotransfobia nel tentativo di raggrumare una destra che dopo il Family Day si era un pò persa.

Già perchè parte tutto da lì, da quella manifestazione del 2007 così sottovalutata da tutti e tutte, anche grazie a un fantastico Pride che si svolse lo stesso anno, quasi una risposta alla manifestazione che raccolse dal movimento per la vita ai cattolici alla Prodi. Vincenti nei numeri e complici il sarcasmo e la faciloneria con la quale la sinistra accolse questa novità (vi ricordate il silenzio e la supponenza con la quale fu accolta la manifestazione di Radicali e Sdi di piazza Navona?) non si capì che quello era un segnale devastante di come proprio la sinistra cattolica e i tanti movimenti cristiani non fondamentalisti vivano la sudditanza ad una morale vaticana in materia sessuale antistorica, antiscientifica e antimorale. E come non riescano ad esprimere, pubblicamente e visibilmente, una posizione distinta: Giovanardi e Bobba, Gasparri e Patriarca uniti nella lotta ad accaparrarsi non quella manciata di voti che il fondamentalismo porta con se ma quella manciata di soldi e di potere che la vicinanza alla gerarchia vaticana favorisce.

2007 quindi, ben prima delle varie Manif pour tous, sull’onda della mobilitazione spagnola pro-familia partita dal 2005 per opera diretta della locale conferenza episcopale, ma su una ispirazione radicata e tutta italiana, che affonda le sue radici nel cattolicesimo ruiniano (andatevi a ri-leggere il “Progetto culturale”) e nella lotta senza quartiere al “secolarismo modernista” condotta con le stesse tecniche comunicative e negli stessi luoghi dove il secolarismo si è diffuso: il web, la tv, le piazze.

L’ “eccezione italiana”, si diceva, preoccupati di come il mondo moderno avanzasse senza sosta, ma già disponibili agli infernali ed indicibili accordi con islamisti e ortodossi di varia natura per bloccare o almeno depotenziare il Consiglio d’Europa, l’OMS e l’ONU nella loro strada. In quel 2007 sembrava che il tema della difesa della famiglia potesse rappresentare il collante di quella presenza diffusa dei cattolici in tutto il sistema politico per impedire le riforme moderniste (appunto): non furono un caso le dichiarazioni che da allora alle ultime elezioni politiche si sono ripetute identiche sulle labbra dei vari Monti, Bersani e Berlusconi sulla famiglia “vera” formata da due persone di sesso opposto, con figli.

I recenti sviluppi politici hanno infranto quella illusione ed ecco che parte la nuova menzogna, quella della libertà di espressione che sarebbe ferita dalla prevalenza della “teoria del genere” (ma cosa è….), della lobby gay, dell’UNAR fuori controllo (ma non era stato creato dal Governo Berlusconi e non è sempre stato gestito da persone molto vicine al Centro destra?). E siamo sempre di fronte alla stessa scena muta delle forze cristiane non allineate, cieche sorde e mute di fronte a tanto scempio della ragione e del senso comune. Il PD incapace di rispondere con senso dello stato a questi attacchi, che gioca come il gatto con il topo pensando che tutto si risolverà con le prossime elezioni europee (e poi le politiche, e poi…..), e che si deve lasciar passare qualche intemperanza NCD (in fondo sono al governo solo per i loro affari incidendo praticamente su nulla, dobbiamo pur dimostrare che anche loro contano qualcosa no?).

Gli altri piccoli partiti della sinistra troppo schiaccianti su temi e parole vecchie, che non reggono il confronto con il ritmo e lo stile della menzogna infiocchettata sulla bocca di questi signori. tanto infiocchettata che pezzi da novanta del cosiddetto liberalismo italiano, dalle trombe del Corriere della Sera, hanno suonato a ritmo serrato contro gli “eccessi”, “il lobbysmo gay”, il “politically correct”, dimostrando che il vecchio adagio del guardare il dito e non la luna è sempre validissimo.

La cosa più pericolosa, per me, è la risposta che a questo fronte si offre. Cosa sentono le nostre orecchie e leggono i nostri occhi? Parole stupite ad ogni Toccafondi che appare, gridi di allarme sul fascismo che torna (ma quale fascismo…) e poco più. Nessuna analisi continuativa delle posizioni e delle loro evoluzioni, nessun pensiero strategico su come muoversi per non farsi sommergere dalle bugie, niente di niente, solo la voglia di far male a questo o a quel deputato del PD che facendo finta di niente tiene il moccolo di questa politica cinica e bara. Trovo insopportabile che invece di chiedere, a gran voce, ai vari Renzi, Delrio, Formigoni e Bindi, ma soprattutto ai vari movimenti cristiani e cattolici non allineati a questo fondamentalismo, da Don Ciotti in su (o in giù) di prendere le distanze in modo netto e chiaro dalle farneticazioni antiscientifiche di questa banda, ci si nasconda dietro le parole esagitate e scioccamente anticattoliche di qualcuno che usa il web come il personale sacchetto per il vomito.

E’ facile attaccare di anticlericalismo di maniera chi usa argomenti a sproposito, ma volete per favore dirci cosa significa garantire la libertà di pensiero a chi crede che l’omosessualità sia una malattia, o un peccato? Che direste per chi pensa la stessa cosa per gli ebrei, o i rom, o le persone di colore?

E’ la solita regola italiana: vince chi riesce a dividere il fronte opposto. E loro ci stanno riuscendo benissimo. Non mi rimane che tifare per Papa Francesco, che non guardando solo all’Italia potrebbe dire parole e fare azioni distoniche rispetto a questo fronte. E magari dare un pò di coraggio a chi questo coraggio non vuole o non può avere.

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