Home Europa e Mondo Ucraina: i finanziatori della rivolta «on demand»

Ucraina: i finanziatori della rivolta «on demand»

Simone Pieranni
il manifesto, 1 aprile 2014

Alcuni eventi, come quelli acca­duti in Ucraina, sono il frutto di mol­te­plici fat­tori. Istinto, vio­lenza, abi­lità diplo­ma­tica, ma anche aiuti, soste­gni e la capa­cità di gui­dare l’opinione pub­blica a deter­mi­nate rea­zioni. A Kiev, potremmo soste­nere di aver assi­stito ad una rivolta che ha visto la mano­va­lanza di piazza dei neo­na­zi­sti di «Set­tore Destro» e «Svo­boda», una classe poli­tica locale filo ame­ri­cana e Fmi (non­ché oli­gar­chi, con­tro altri oli­gar­chi) gio­carsi le pro­prie carte nella nuova situa­zione poli­tica creata e deter­mi­nata dalla piazza e un valente gruppo di comu­ni­ca­tori, messo a dispo­si­zione da fon­da­zioni, finan­zia­tori pri­vati e Con­gresso Usa, capace di gui­dare la «nar­ra­zione» degli eventi e addi­rit­tura di «pre­pa­rarli» a livello mediatico.
Molti di que­sti soste­gni, in Ucraina, sono in gesta­zione da lungo tempo. E sono, appunto, finan­ziati: dagli Stati uniti, da tycoon, da amba­sciate. A col­pire è il miscu­glio di fon­da­zioni pri­vati, di miliar­dari che in altre situa­zioni, come vedremo, gui­dano le bat­ta­glie per la libertà di espres­sione e isti­tuti che gli esperti ame­ri­cani hanno iden­ti­fi­cato fin da subito come appa­rati dell’intelligence, la Cia. Inte­ressi, obiet­tivi poli­tici e un’agenda ben deter­mi­nata: non signi­fica rite­nere che gli eventi ucraini siano avve­nuti solo gra­zie a que­sti fat­tori, ma l’utilizzo delle con­tem­po­ra­nee forme di comu­ni­ca­zione da parte dell’intelligence, non è certo sto­ria di oggi e non si può dire non abbia un suo peso.

L’«AGENZIA» AL LAVORO

Come rac­conta il pre­mio Puli­tzer Mark Maz­zetti nel suo ultimo libro, Kil­ling Machine (Fel­tri­nelli, 15 euro), la Cia negli Sta­tes è un ragno capace di usare tutti i suoi arti­gli, mischian­dosi abil­mente ad ogni tipo di ini­zia­tiva. Ed è anche deter­mi­nata a otte­nere obiet­tivi, nono­stante le guerre interne. Se nel suo libro Maz­zetti rac­co­glie tutti gli ultimi «ordini di ucci­dere» dell’«Agenzia» dopo l’11 set­tem­bre, in un capi­tolo ana­lizza una tec­nica più fine di mani­po­la­zione, ovvero quella mediatica.

Nel 2005 un agente della Cia aveva infatti rac­colto il con­senso della diri­genza a seguito dell’utilizzo di una pic­cola società di svi­luppo soft­ware della Repub­blica ceca, che rea­liz­zava video dif­fusi in strea­ming via cel­lu­lare (ten­den­zial­mente di fil­mini porno). Una cosa cui oggi siamo abi­tuati, non nel 2005. Que­sta tec­no­lo­gia venne messa a dispo­si­zione della Cia per creare con­te­nuti mul­ti­me­diali in quei paesi in cui ser­viva una visione «posi­tiva» degli Stati uniti. Pun­ta­rono, gra­zie a musica e video­gio­chi, ai paesi musulmani.

E a Kiev? Comin­ciamo da un ex ana­li­sta Cia. «Ora, la domanda è: chi ha pro­vo­cato l’agitazione gene­rale? Abbiamo prove inde­le­bili, sulla base di una con­ver­sa­zione tele­fo­nica inter­cet­tata. E chi sta par­lando? L’assistente del segre­ta­rio di Stato per gli affari euro­pei, Vic­to­ria Nuland. Parla con il nostro amba­scia­tore a Kiev. E cosa dice? Dice: «Yats, Yats, Yatse­nyuk, è lui il ragazzo che ha espe­rienza eco­no­mica, l’esperienza di governo, è lui il nostro uomo». Ora, indo­vi­nate un po’: poche set­ti­mane dopo Yatse­nyuk è diven­tato il primo mini­stro ad inte­rim dell’Ucraina. Non sto dicendo che il Natio­nal Endo­w­ment for Demo­cracy sia com­ple­ta­mente respon­sa­bile, ma sicuro è stato un cata­liz­za­tore. E quando hai 65 pro­getti in Ucraina finan­ziati con 100 milioni di dol­lari se fossi un russo, direi, “Sem­bra che stiano cer­cando di fare con l’Ucraina quello che hanno fatto per il resto dell’Europa orien­tale”, cioè allar­gare la Nato a est, in fun­zione anti russa».

A par­lare è Ray McGo­vern (su demo​cra​cy​now​.com), ex ana­li­sta Cia per 27 anni. McGo­vern fa un rapido rife­ri­mento anche alla Natio­nal Endo­w­ment for Demo­cracy (Ned), brac­cio eco­no­mico della Cia attra­verso i finan­zia­menti alle ong locali, cui arri­ve­remo a breve.

L’INTERESSE USA PER L’UCRAINA

Cosa inten­deva dire McGo­vern? Che gli Stati uniti hanno da tempo un grande inte­resse per l’Ucraina, rea­liz­zato attra­verso il finan­zia­mento di fon­da­zioni pri­vati e orga­ni­smi dipen­denti dal Pen­ta­gono, in favore di orga­niz­za­zioni non gover­na­tive e appa­rati media­tici ucraini; non si tratta dell’unica causa della rivolta, ma di sicuro potrebbe appa­rire una scusa per­fetta per Putin e la sua azione in Cri­mea. Quando la tele­fo­nata tra Nuland e l’ambasciatore ame­ri­cano a Kiev diventa nota, sco­priamo la figura di Nuland, moglie di un noto neo­con. L’intercettazione fu regi­strata soprat­tutto per le parole anti Europa di Nuland. In realtà la per­sona inte­res­sante nella con­ver­sa­zione è l’ambasciatore Usa a Kiev: Geof­frey Pyatt.

È lui uno dei prin­ci­pali arte­fici del finan­zia­mento ame­ri­cano ai media di Maj­dan. Nell’agosto del 2013 auto­rizza un ver­sa­mento eco­no­mico alla Hro​mad​ske​.tv che ha coperto per intero le pro­te­ste «pro Europa». Molti dei gior­na­li­sti della sta­zione tv hanno espe­rienza con i media ame­ri­cani: il diret­tore Roman Skry­pin, ha lavo­rato con le «ame­ri­cane» Radio Free Europe e di Ukrain­ska Pra­vda, fon­data da ame­ri­cani. Skry­pin ha anche otte­nuto fondi da Soros, con­tri­buendo a fare nascere Chan­nel 5 la tv della rivo­lu­zione aran­cione e della pro­te­sta di Maj­dan. Hro­mad­ske tv è stata sup­por­tata anche dall’ambasciata olandese.

L’UOMO DEL FONDO MONETARIO

L’ambasciatore Pyatt ha tro­vato molto del lavoro già fatto. E per spie­garlo serve met­tere a fuoco un per­so­nag­gio chiave dell’Ucraina con­tem­po­ra­nea. Si tratta di un uomo che ha fon­dato una ong, capace di rac­co­gliere quasi un cen­ti­naio delle ong anti Yanu­ko­vich del paese, e che secondo il Finan­cial Times, nel dicem­bre 2013, «sta gio­cando un ruolo deci­sivo nelle pro­te­ste». Si tratta di Oleh Ryba­chuk, espo­nente di punta della cricca neo­li­be­ri­sta ucraina, descritto come il favo­rito del Dipar­ti­mento di stato, dei neo­con di Washing­ton, della Ue e della Nato».

Ryba­chuk dun­que è un uomo Nato, vicino a Washing­ton: nel governo uscito dalla rivo­lu­zione aran­cione è vice primo mini­stro di Yuschenko e guida un’ondata di pri­va­tiz­za­zioni non­ché le rela­zioni tra Ucraina, Ue e Nato.
Poi arriva Yanu­ko­vich e per Ryba­chuk arri­vano momenti grami, viene anche messo sotto inchie­sta per «lavag­gio di denaro sporco». Per­ché? Per­ché, avrebbe rice­vuto oltre 500mila dol­lari per la sua ong, di cui il 54% pro­viene dalla Pact Inc., fon­data all’Agenzia per lo svi­luppo inter­na­zio­nale degli Usa; il 36% pro­viene dalla Omi­dyar Foun­da­tion, fon­data da Pierre Omi­dyar e la moglie. Altri dona­tori erano la Inter­na­tio­nal Renais­sance Fun­da­tion (di Soros) e la Natio­nal Endo­w­ment for Demo­cracy, fon­data in larga parte dal Con­gresso ame­ri­cano. Ma chi sono Omy­diar e la Natio­nal Endo­w­ment for Democracy?

IL FON­DA­TORE DI EBAY E LA NED

La nuova crea­zione di Rya­ba­chuk è la Cen­ter Ua per la quale sono pio­vuti altri soldi. Nel 2013, il sito inter­net forei​gnas​si​stance​.gov mostra come orga­niz­za­zioni ame­ri­cane abbiano pagato la Pact Inc., alla voce «Ucraina» per 7 milioni di dol­lari, per pro­getti di «demo­cra­zia, diritti umani e gover­nance). Sui siti delle sue orga­niz­za­zioni, fino al 2012, è sem­plice: basta andare sul sito e sca­ri­carsi il bilancio.

 

Tra i soste­ni­tori anche la Natio­nal Endo­w­ment for Demo­cracy, ovvero un’organizzazione che costi­tui­sce una sorta di brac­cio cha­rity della Cia ed è pre­sente in tutti i finan­zia­menti ai «media di Maj­dan». Cos’è? Come ha spie­gato il maga­zine Salon, a pro­po­sito dell’espulsione di una ong ame­ri­cana dall’Egitto «nel tempo la Cia ha sem­pre finan­ziato segre­ta­mente, e tal­volta la ha pro­prio create, orga­niz­za­zioni non gover­na­tive pri­vate per fare pro­pa­ganda e per for­nire coper­tura per ope­ra­zioni segrete in tutto il mondo». Qual­cosa però a un certo punto non fun­ziona: l’apparato comin­ciò a sfal­darsi alla fine del 1960, minato da una cre­scente oppo­si­zione alla guerra del Viet­nam. «Un maga­zine, Ram­parts, e altri mezzi di comu­ni­ca­zione denun­cia­rono l’utilizzo della Cia di fon­da­zioni pri­vate, tra cui la Fon­da­zione Ford». Per gestire al meglio que­sto tipo di mis­sione, venne riem­pito un vuoto ammi­ni­stra­tivo. E ci pensò la pre­si­denza Rea­gan, con una mag­gio­ranza bipar­ti­san: nel 1983 creò il Natio­nal Endo­w­ment for Demo­cracy (Ned). Ancora vivo e attivo, anche in Ucraina.

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