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Liberiamoci dalle armi

Riccardo Troisi

Liberiamoci dalle armi

Una giornata importante per il movimento della pace. All”Arena di Verona migliaia di persone si sono ritrovate il 25 Aprile per festeggiare i 69 anni della Liberazione e per lanciare un forte messaggio a cittadini, movimenti e istituzioni: questo è il tempo per osare, per costruire una nuova cultura di pace e per avviare finalmente «un percorso verso la liberazione dalle armi».

Il primo passo in questa direzione è stata la richiesta al governo fermare la spirale perversa che prevede una spesa di oltre 15 miliardi di euro per l’acquisto drgli ormai noti 90 cacciabombardieri F35 e di stornare invece quei fondi su investimenti di utilità sociale, aprendo così la strada a percorsi di coversione dell’industria bellica e a una politica di disarmo.

Sono stati tantissimi a testimoniare dal palco e dagli spalti questo desiderio di pace e di nonviolenza che si nutre da tempo di un fare sociale poco visibile ai “grandi” media. Diversi i momenti emozionanti durante tutta la giornata, dal lancio di diecimila areoplanini colorati con su scritto “No agli F35“, al ricordo di molti testimoni di pace e alle vittime di tutte le guerre, fino al momento simbolico nel quale tutti e tutte si sono alzati in piedi rappresentando con i corpi, la frase di Tonino Bello, vescovo ribelle, “in piedi costruttori di pace”.

Alla fine della giornata è stata lanciata la campagna “Difesa civile 2014”: un’azione concreta e percorribile subito da tutti. La campagna prevede la raccolta di firme per la presentazione di una Legge di Iniziativa Popolare da sottoporre al Parlamento per promuovere l’istituzione di un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta e la costituzione di Corpi civili di pace alternativi all’esercito, da finanziare con l’opzione fiscale, in modo che i cittadini possano scegliere in sede di dichiarazione dei redditi se pagare per la difesa armata o per la difesa civile; non sarebbero tasse o spese in più, ma uno spostamento di fondi dal ministero della Difesa armata al Dipartimento per la Difesa civile. Entrambi riconosciuti dall’ordinamento come strumenti per mettere in pratica l’articolo 52 della Costituzione, ma per i quali, hanno detto a Verona, la disparità di risorse attualmente a disposizione è evidente e inaccettabile.

E ora? La speranza è stato un sentimento diffuso che si percepiva nei volti delle persone presenti nell’Arena. A evento concluso molti si sono chiesti se questo è l’inizio di una nuova stagione di inizative del movimento della pace. Non lo sappiamo. Quello che però Verona ha mostrato è che migliaia di persone in molti modi e luoghi diversi hanno da tempo deciso di rialzarsi in piedi e di camminare insieme. Solo così, ha detto Renato Accorinti, pacifista e sindaco di Messina, “tutto può cambiare”.

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