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Religioni in crisi? Parla con lei

Doranna Lupi
Gruppo donne della Cdb di Pinerolo

In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». GV 4,27

“Perchè parli con lei?” è una domanda mancata che i discepoli non hanno saputo fare e che solo lo sguardo libero (sul mondo e sulla bibbia) delle donne ha saputo rimettere al centro di un dialogo tra uomini e donne. Impossibile non partire da qui, dalla meraviglia e dal silenzio dei discepoli alle prese con una difficoltà maschile mai sciolta e ancora presente sia nella sfera privata come in quella pubblica.

Partendo da questa domanda ed elaborando una traccia sul tema, la rete ecclesiale chiccodisenape di Torino, nel 2013 ha dato inizio ad un cammino di riflessione rivolto a tutte le persone e a tutti i gruppi ecclesiali, sulla questione delle donne nella chiesa.

L’iniziativa si è svolta in collaborazione con il Coordinamento Teologhe Italiane che ha partecipato a vari momenti di dibattito pubblico nella città ed è sfociata in un convegno tenutosi il 29 Marzo 2014 intitolato “Vai dai miei fratelli. Di’ loro” gv. 20,17 Le voci delle donne nella chiesa.

La qualità dell’evento, sia per le cose che sono state scritte e dette che per le relazioni messe in campo, ha mostrato l’efficacia di un dialogo tra uomini e donne che può sfociare in prossimità di quesiti fondamentali per il nostro tempo e riuscire in qualche modo ad illuminarli.

L’attenzione posta sull’osservazione e l’analisi critica del linguaggio e degli immaginari che ci abitano , sedimentati nel tempo e la ricerca dei nessi esistenti tra la crisi di istituzioni patriarcali, come la chiesa, e la libertà femminile sono nodi cruciali da affrontare per arrivare a un cambiamento simbolico e fanno parte di quelle domande che vengono al mondo solo se si fa loro lo spazio necessario aprendo varchi di libertà tra dogmi, stereotipi e visioni della realtà che co-stringono in spazi e orizzonti ristretti.

I versetti tratti dal vangelo di Giovanni contengono il fulcro di un’ intuizione che si fa avanti, nel nostro tempo, in più luoghi e in diversi contesti dove donne e uomini, a partire dalla loro differenza sessuale e specificità, tentano di dialogare per trovare modi nuovi di stare in relazione.

Di sicuro, per molti uomini, persistono la fatica e il disagio di parlare con Lei e di appassionarsi agli argomenti di questo parlare, perchè quando Lei parla con autorità e libertà si sovvertono i cardini di un ordine simbolico che volutamente non l’aveva prevista e che è riluttante ad accoglierla e a lasciarsi modificare.

Questo non toglie che Lei abbia parlato e parli comunque con autorità e che il suo nominare il mondo e dargli misura da un punto di vista differente, abbia portato e porti, in ogni caso, cambiamenti radicali che , però, senza la sua voce è impossibile comprendere.

Non è quindi un parlare su di Lei o per Lei, bensì proprio con Lei, pena l’impossibilità di comprendere dove siamo e chi stiamo diventando.

Si tratta di questioni radicali che , ben oltre qualsiasi questionario sulla famiglia, vanno al cuore di un cambiamento di civiltà irreversibilmente in atto che chiede di rendere visibile e dicibile il conflitto esistente tra i due sessi e trovare modi e parole per guadagnare una relazione tra uomini e donne generativa di umanità nuova.

Succede già come nella rete del Chiccodisenape, nelle nostre Comunità cristiane di base e con l’associazione culturale Identità e Differenza che organizza il convegno “Donne e uomini in relazione politica tra impasse e fiducia”, che si terrà a Torreglia (PD) giorni del 23, 24 e 25 maggio, ventesimo convegno annuale sul tema delle relazioni tra uomo e donna.

Sicuramente in queste circostanze ci può soccorrere la mistica, come accenna Flippo Gentiloni .

E qui ancor di più vale l’esortazione ad andare oltre la meraviglia (che già di per se è grazia), oltre il timore e il silenzio e parlare con Lei…che di mistica spesso è maestra.

Ce lo insegna Luisa Muraro ed è proprio di recente pubblicazione la ristampa aggiornata di Amiche di Dio, libro scritto nel 2000, con l’intento di offrire qualcosa dei tesori della mistica europea, specialmente femminile, alla cultura di oggi.

In un momento storico in cui religioni e istituzioni, incarnate in un tempo e in uno spazio dove non corrispondono piu alla vita concreta delle persone, si svuotano di senso mostrandosi sempre più come impalcature inconsistenti , la “libertà che si guadagna contrattando tra se e se, con gli altri, e con il cielo.[…]Con il lavoro tenace e leggero che[…]dall’intimità arriva alle questioni più generali” tipico delle mistiche di tutti i tempi, appare come merce preziosa.

“Quella che le scrittrici mistiche mettono in parole, per quanto ciò sia possibile, è la verità dell’esperienza, guadagnata praticamente dal vivo del loro vivere, lottando per le parole. Nè più ne meno. Che ne è di Dio sottoposto a questa prova?[…]Diventa un Dio di passaggio: dal chiuso della teologia scientifica, delle discussioni scolastiche, delle cerimonie e delle gerarchie, dei canoni e dei trattati, si trasferisce nella relazione d’amore e da questa scorre per il mondo, liberamente e segretamente.” (Luisa Muraro, Le amiche di Dio, pag.200).

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