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Siria, il grande imbroglio

Riccardo Cristiano
http://ilmondodiannibale.globalist.it

Quel che qualsiasi cieco vedrebbe in Siria, e cioè l’agire in nome e per conto di Iran e regime siriano delle brigate qaidiste, nessuno di noi vuole vederlo? I giornali italiani in particolar modo sembrano sicuri: o Assad, il laico, o le tenebre di al Qaida. Eppure come negare che operano insieme, in un modo tanto evidente quanto mostruosamente cristallino? Ora assalgono simultaneamente la stessa città… Non sarà un caso, vero? La domanda non viene posta perchè la risposta sembra semplice. convincente: “è un’alleanza impossibile, dal momento che gli iraniani e i loro alleati siriani sono sciiti, mentre al Qaida è un’organizzazione terrorista sunnita.” Dunque il diavolo e l’acqua santa. Come supporre che siano dalla stessa parte della barricata?

Lasciamo il lavoro da intelligence a chi fa intelligence, benché le prove di quel che qui si afferma (a cominciare dal fatto che numerosi parenti di Bin Laden vivono in Iran) siano abbastanza importanti , resta il fatto che un’alleanza per essere vera e non da elucubrazione da SPECTRE va provata nei fatti, non nei complotti. Quindi nell’oggettivo convergere dei programmi, delle idee. Non nei segreti dei rapporti di un servizio segreto, smentito magari da un altro. E siamo così alla vera prova dello strettissimo rapporto tra Iran e al-Quaida, che sta nella convergenza politica, ideologica e culturale tra l’imam Khomeini, guida spirituale della rivoluzione iraniana e ispiratore della politica iraniana sino ad oggi, e Sayyd Qutb, padre politico del jihadismo sunnita. Le teorie dell’uno si ritrovano in quelle dell’altro sin quasi a specchiarsi. Basta leggere. Basta leggere come Khomeini riprenda pari pari il pensiero di Sayyd Qutb sulla inseparabilità di politica e religione, orrore concepibile solo per via di una ottenebrazione cristianocentrica di importazione europea. Il primo a esprimersi in questi termini è stato Qutb nel 1962, seguito da Khomeini nel 1981.

Analogamente fu Qutb a teorizzare, nel 1974, che un buon governante musulmano deve fedeltà alla sharia e non ai governati, seguito quasi parola per parola da Khomeini nel 1981. E’ Qutb a teorizzare il concetto cardine del khomeinismo, solo l’uguale sottomissione di tutti alla legge divina rende gli uomini uguali, quindi la fedeltà va alla legge, non a ipotetici contratti con gli elettori. Per entrambi questa “de occidentalizzazione” è la sola strada per salvare l’Islam, per uscire dalle tenebre del presente, fatto di intossicazione occidentalista. Questa è la profonda intimità, in estrema sintesi, tra i due pensieri.

Questa convergenza ideologica e culturale rende il patto tra Iran e al-Qaida non un’assurdità complottista, ma un’evidenza storica, scritta, teorizzata e sancita dall’ufficialità dei loro testi. E dalle azioni dei loro seguaci.

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