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I ragazzi della via Pal studenti di serie B? di B.Manni

Beppe Manni
Gazzetta di Modena, 15 giugno 2014

Mercoledì 18 giugno sono cominciati gli esami di maturità. Per i giornali e per le TV sono abitualmente intervistati solo studenti dei licei, prima del Muratori e del Tassoni poi del Wiligelmo e del San Carlo. Forse del Corni. Possibilmente modenesi doc.

Alcuni mesi fa nell’Auditorium del Polo Leonardo, Marco Bersanelli professore di astrofisica presso l’Università di Milano ha dialogato con gli studenti dell’Istituto Corni su come è possibile innamorasi dello studio. La sala era piena.

Duecento studenti e studentesse hanno ascoltato con grande interesse il noto astronomo che raccontava la sua vita, la sua passione per il cosmo, il suo lavoro di ricercatore in California e la partecipazione alla costruzione di un telescopio spaziale. Il suo entusiasmo per il cielo. Ha catturato l’attenzione per due ore. Domande, risposte. Molti interventi di ragazzi extracomunitari.

Una domenica al Lapidario Romano dei Musei Civici: un evento tutto colorato. “Il Vestito dell’altro”, un progetto interculturale realizzato dall’Istituto professionale “Cattaneo-Deledda” Moda.

E’ uno dei pochi istituti che dialogano con la città. Nella splendida cornice tra steli, vetrinette e busti romani, 40 ragazze italiane, tunisine, marocchine, cubane, ghanesi, cinesi, giapponesi e turche cantano, danzano e sfilano vestendo i loro coloratissimi abiti tradizionali usciti dai loro laboratori. Nel 2011 hanno avuto il premio FISH per i progetti di interculturalità e integrazione.

Quando Corrado Augias o la Concita De Gregorio presentano un libro e un autore, già conosciuto e venditore di migliaia di copie, anche loro chiamano classi selezionate dal Liceo classico e se proprio siamo in vena democratica dal liceo scientifico. Studenti e studentesse tirate a spigolo vivo, professoresse compiaciute ed eleganti. Seduti compostamente sulle sedie del salotto.

Gli ‘scolari’ fanno poche domandine, preparate prima, banali e prevedibili alle quali l’autore risponde immancabilmente con simulata sorpresa: “Brava signorina: proprio una domanda intelligente, mi permette di approfondire un concetto che non avevo approfondito…” (con quel che segue).

Esiste ancora questa divisione di classe per cui le scuole si classificano in ordine decrescente cominciando dal liceo classico fino al triennio professionali. La cultura non è solo quella classica con l’insegnamento del greco del latino e della filosofia.

Perchè non chiamare un gruppo di giovani di scuole cosiddette tecniche, artistiche e professionali? Della Città dei Ragazzi di Modena, o delle “Ferrari” di Maranello o gruppi di giovani operai.

Far leggere un libro di un autore emergente e giovane, dialogare con loro? Sarebbe un modo di rivalutare studenti, insegnanti e istituti che spesso vengono trattati come scuole di seconda categoria. Certamente questi studenti farebbero domande e riflessioni meno ingessate e più interessanti.

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