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Crisi di F.Gentiloni

Filippo Gentiloni

Di religioni si parla molto e dovunque e in senso positivo. Le opposizioni e le critiche sembrano ormai tipiche di un tempo passato, così gli ateismi e tutte le forme di opposizioni legate alle culture del passato.

La religione, comunque, è in crisi anche se nascosta. Alcuni aspetti delle culture contemporanee – il plurale è d’obbligo – mettono in crisi la religione, togliendone il terreno e la stessa realtà. Penso soprattutto a tutto quel mondo e quella cultura che va sotto l’insegna dell’etica laica.

Tutto un mondo che si interessa delle stesse cose delle religioni, dice più o meno le stesse cose e quindi finisce per togliere alle religioni il monopolio, la loro importanza e necessità. Le religioni esistono come prima, ma senza più la stessa rilevanza. Le varie società potrebbero farne tranquillamente a meno.

Le religioni, perciò, prendono a poco a poco coscienza della loro inutilità sociale. Come reagiscono? Quale reazione? Il più delle volte non si presenta una reazione qualificata: si ignora ufficialmente la realtà della crisi che l’etica laica impone. Se della crisi si riconosce la realtà e la gravità, al mondo della religione non resta che quell’aspetto che si suole chiamare mistica.

E’ stato detto autorevolmente che la religione di domani o sarà mistica o non sarà. Mistico vuole indicare una relazione diretta con il mistero, rivelato e velato ai sensi, contenente tutta la realtà nella sua pienezza, Il misticismo: un atteggiamento dello spirito orientato verso l’assoluto, caratterizzato solitamente da alogicità, rinuncia alle passioni mondane, estasi, ineffabilità. Incontro con Dio, da persona a persona, nella quotidianità delle piccole cose.

La religione, quindi, o, sarà mistica o non esisterà più. Un impegno molto serio per tutti i credenti del nostro tempo.

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