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Amore, bellezza, poesia, le cose da ricercare nelle religioni di G.Sarubbi

Redazione
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E’ uscito per la collana FattoreR della EMI il volume «Avventisti, Christian Science, Mormoni, Testimoni di Geova» di Giovanni Sarubbi direttore del nostro giornale. Gli abbiamo fatto alcune domande sul libro per capire meglio il senso del suo lavoro.

D. Ha ancora senso oggi parlare di religioni? Non erano una cosa scomparsa con l’avvento della modernità?

R: Le religioni esistono e svolgono ancora una loro funzione sociale. Che ci sia da un paio di secoli a questa parte una corrente filosofica che sostiene l’inutilità delle religioni, non significa affatto che esse siano scomparse o inutili o destinate all’oblio. Religione del resto deriva dal termine latino religiōnem che deriva a sua volta da religăre che significa “vincolare, tenere insieme” o di relÄ›gere che significa “raccogliere in maniera ordinata” in riferimento al complesso di credenze e di riti organizzati in una religione. In questo senso non c’è società che possa fare a meno di una idea che la tenga unita. Pensare che le religioni, con tutto il loro carico di mito e mistero che le circondano, possano essere cancellate con un tratto di penna è un errore drammatico. Ci provarono per esempio in Albania durante il periodo di governo del Partito Comunista Albanese (che in realtà si chiamava Partito del Lavoro) guidato da Henver Hoxa. Avevano persino un museo dell’ateismo con sede a Scutari dove portavano tutti coloro che, da turisti, andavano in visita in Albania. Caduto il Partito Comunista, le religioni sono ritornate in auge come se nulla fosse successo. E’ necessario quindi conoscere in profondità le religioni per capirne le dinamiche interne, i punti fondamentali, le loro debolezze o i loro punti forza. Ed è questo il compito che si è proposta la collana FattoreR della EMI diretta da Brunetto Salvarani, ed è questo il compito che mi sono assunto trattando le religioni che mi sono state affidate nell’ambito della collana.

D. E’ possibile fare un libro completamente esaustivo su una specifica religione?

R: Ovviamente non è possibile realizzare un libro che sia completamente esaustivo su una qualsiasi religione sia perché in ogni caso si tratta di un punto di vista dell’autore, sia perché la quantità di informazioni da analizzare per ogni religione è molto elevata. Nello sviluppo del mio lavoro non mi sono quindi posto l’obiettivo di essere esaustivo ma di indicare gli elementi fondamentali di ogni specifica religione e di fornire poi gli strumenti affinché ogni lettore possa approfondire le sue conoscenze se lo desidera. Stimolare quindi la ricerca e la conoscenza, fornendo dati ed informazioni che di solito non vengono date, senza dare giudizi di merito.

D. Hai dedicato il libro ad una donna di nome Karmen che avrebbe letto il tuo testo “come se fosse un bel romando d’amore”. Sembra una dedica un po’ inverosimile visto l’argomento di cui tratta il libro. E’ così?

R. Il libro è dedicato ad una persona in carne ed ossa ma vi è, casualmente, anche un’altra interpretazione di questa dedica che è quella che poi mi ha convinto a lasciarla un po’ generica e apparentemente inverosimile, quasi si trattasse di un espediente letterario per indicare un significato più profondo. E’ oggettivamente difficile trovare qualcuno che legga un libro che parla di religione come se fosse un bel romanzo d’amore. La dedica così assume anche il valore di una indicazione su come questo libro è stato scritto e su come occorre leggerlo. Mi spiego. Il nome Karmen, che io ho scritto con la “K”, indica sia una persona in carne ed ossa sia vuole richiamare i suoi significati che hanno attinenza con l’argomento del libro. Il nome Karmen con la “K” è l’equivalente del nome Carmen con la “C” della lingua italiana mentre quello con la “K” è relativo alle lingue sloveno, croato, polacco e tutti derivano dall’ebraico Karmel. Con questo nome gli ebrei indicavano il Monte Carmelo, Karmel in ebraico che significa “giardino di Dio”. E’ una montagna ampiamente citata nelle scritture ebraiche ed è un luogo sacro per gli ebrei, per i cristiani, per i musulmani e anche per i bahá’í. Il più famoso dei profeti legato a questo monte è il primo profeta di Israele, il profeta Elia la cui storia è raccontata nei libri biblici dei Re. Una storia, quella di Isaia, fatta di sangue ma anche di aiuto agli “orfani e alle vedove” che, nel linguaggio biblico, indicano i poveri e i diseredati. Ma Carmen in latino aveva il significato di “poesia dal tono solenne e dal carattere rituale e propiziatorio”. Dal latino Carmen è derivata la parola italiana carme che ha lo stesso significato. E, infine, Carmen è anche il titolo di una famosa opera lirica di Bizet che musicò una novella con lo stesso titolo di Prosper Mérimée che parla di amore e di varia umanità. La sua ballata più nota ha per titolo L’amour est un oiseau rebelle, sulla musica di un Habanera che è una danza popolare dal ritmo lento e non rigido di origine cubana molto diffusa in Spagna. La prima strofa di questa ballata recita così: L’amore è un uccello ribelle/ Che niente può addomesticare, / Ed è davvero inutile che lo si chiami/ Se ritiene di rifiutare.

Karmen è dunque un nome che richiama Dio e il suo monte/giardino più alto e bello, la poesia nella sua forma più alta, l’amore, che non si può imprigionare, l’umanità che si dibatte tra mille contraddizioni. Con quella dedica ho voluto quindi dire che le religioni, che a ben ragione possono definirsi il “giardino di Dio”, vanno studiate con attenzione, con amore, cercando l’umanità di cui sono intessute e la poesia che esse sanno regalare al cuore degli uomini e delle donne di ogni tempo.

D. Quanti significati in un semplice nome. Ma questi elementi si ritrovano in tutte le religioni?

R. Quando mancano questi elementi, l’amore, la bellezza, la poesia, le religioni sono strumenti di oppressione e non di vita. E per capirne bene il senso occorre allora accostarsi ad esse avendo nel proprio cuore amore, poesia, bellezza e ricercare l’umanità di cui sono intessute.

D. Riuscirai a trovare altre Karmen che sappiano leggere il tuo testo con lo stesso metodo che tu suggerisci?

R. Io ovviamente spero di si. L’amore, la bellezza, la poesia sono in ogni essere umano e occorre fare solo un piccolo sforzo per farle venir fuori. E quando sono venute fuori ti riempiono la vita e non ne puoi più fare a meno. E allora la religione continuerà ad avere un senso e continuerà ad esistere e nessun decreto potrà dichiararla finita.

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