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Premio Nobel per la pace? di L.Menapace

Lidia Menapace

“Obama fu insignito del Nobel per la pace ancora prima di diventare presidente, se non ricordo male, o comunque appena eletto, e non pochi presero la destinazione del prestigioso premio poco convincente, ma forse indicatrice della speranza che con Obama gli Usa rinunciassero al ruolo autodeterminato di primo imperialismo e gendarme del mondo.

Adesso trasecolo: Obama legittima l’aggressione armata -coinvolgente l’aviazione Usa- contro l’Irak, addirittura senza la foglia di fico della Nato, che evidentemente non è riuscito ad ottenere. Dunque l’aviazione militare americana attacca con bombardamenti le popolazioni civili irakene, per fermare i “ribelli terroristi” che scorrazzano in Irak come vogliono ecc.ecc.

Il prossimo candidato al Nobel per la pace potrebbe essere dunque Netanyao, nota colombella . Persino Hamas potrebbe mettersi in lizza. Mi vien da piangere, trasecolo. La prima cosa che mi viene in mente è di raccogliere firme per chiedere che il premio gli venga ritirato, mi sembra ll minimissimo.

Siamo alla possibile soglia della terza guerra mondiale e alla ripetizione di alcuni fatti che precedettero la seconda, cioè a Guernica. Il bombardamento delle popolazioni civili come strumento per fermare i popoli e rendere lecita la guerra preventiva di aggressione.

Se penso che dopo la seconda mondiale i vincitori obbligarono i vinti a dichiarare solennemente nelle loro costituzione che rinunciavano a ogni guerra di aggressione e i nostri padri e poche madri costituenti aggiunsero, cosa che costituisce una delle glorie della nostra Costituzione, che la Repubblica italiana “ripudia la guerra” anche “come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”.

In generale, sento che il rischio di trovarci alla terza guerra mondiale, mentre ci gingilliamo a “riformare” la Costituzione è molto pronunciato e che tutto ciò avviene avendo cancellato ogni strumento giuridicico che potrebbe farvi ostacolo: siamo alla vergognosa ripetizione del peggio della storia, dal bombardamento di Guernica da parte della della Luftwaffe hitleriana, al lancio dell’atomica e al processo di Norimberga. Non si possono violare impunemente i patti, si ricade nella barbarie e non se ne esce più”.

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