Home Gruppi e Movimenti di Base IX assemblea di Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna. Sintesi dei lavori

IX assemblea di Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna. Sintesi dei lavori

Giovanni Panettiere
Coordinamento Nsc ER

L’EREMO di Ronzano ha ospitato il 14 settembre 2014 la IX Assemblea regionale di Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna. In apertura dei lavori, trentacinque persone hanno seguito l’incontro con il teologo Vito Mancuso su ‘Chiesa e vescovo: la fatica di camminare insieme’. L’iniziativa ha rappresentato un’ulteriore tappa, dopo la testimonianza diretta dell’ordinario di Fidenza, monsignor Carlo Mazza, di quel percorso di riflessione sul ministero episcopale, intrapreso dal movimento in vista del dopo Caffarra sulla cattedra di Bologna,

Questi i punti salienti dell’intervento del professor Mancuso:
. ogni epoca, ogni paese conosce la religione, intesa come tensione a religere (unire) alla luce di un senso del mondo che comunemente si sintetizza nella parola Dio;
. prima di parlare del vescovo e quindi, volente o nolente, della struttura della Chiesa, onde evitare un discorso comunque clericale, anche se sviluppato lungo coordinate negative (anticlericale), va detto che l’essere cristiani non può essere il fine della propria esistenza. Semmai questo è un mezzo, come può esserlo la fede in Buddha, Jahvé o Allah, per realizzare il vero obiettivo della vita: l’essere un pezzo di vetro trasparente, in grado di far filtrare la luce;
. la parola vescovo deriva dal greco episcopein (osservare dall’alto). Questo rimando etimologico ci è utile per delineare la funzione del successore degli apostoli. Sorvegliare dall’alto, essere guida implica di per sé una distanza del vescovo dagli altri fedeli: è in gioco l’assolvimento stesso del mandato episcopale;
. non solo la gerarchia (l’autorità) ha un proprio fondamento biblico – altrimenti non si spiegherebbe perché Gesù scelse i dodici apostoli e fra questi Pietro, Giovanni e Giacomo come i suoi preferiti – ma è connaturata a ogni religione;
. non è sostenibile una massificazione, un’eguaglianza dei fedeli. Esiste ed è imprescindibile un’autorità religiosa/spirituale, al netto della pari dignità fra i correligionari;
. la distanza di cui si parla non va confusa con la freddezza o la soggezione: è il rispetto di un figlio verso il papà, è la reverenza a un padre spirituale, è la distanza calda che trascina al discepolato. Questo era quello che trasmetteva Il cardinale Martini, per esempio;
. la tragedia è l’opulenza, l’arroganza di quei vescovi, che, non riuscendo a essere di per sé autorevoli, cercano scorciatoie per diventarlo. E finiscono così per essere autoritari, non certo guide spirituali;
. riconoscere la necessità di un’autorità nella Chiesa non significa elogiare la sudditanza. La gerarchia non ha e non può avere un potere che schiaccia il primato della coscienza. L’obbedienza non è mai alienazione della coscienza e il vescovo dovrebbe semplicemente servire il discernimento del singolo;
. l’errore è fare l’equazione ‘gerarchia uguale obbedienza, uguale sottomissione, uguale potere, uguale soggezione’;
. l’autorità religiosa, la gerarchia, in altri termini, è, invece, autorità spirituale, con lo spirito che è vento ossia libertà. Ma non va dimenticato che sempre lo spirito ha una doppia natura, Bene e Male, e che quindi nella Chiesa c’è e ci sarà sempre uno scontro dialettico fra queste due forze. L’obiettivo è quello di far prevalere lo spirito inteso come Bene;
. sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI le nomine dei vescovi hanno premiato per lo più dei prelati ‘cinghie di trasmissione’: sacerdoti obbedienti che non ponevano questioni né dottrinali, né pastorali. Uno dei criteri per capire se davvero il papato di Francesco sia o meno una novità è la scelta dei pastori alla guida delle diocesi;
. quanto alle sfide attuali della Chiesa, l’ordinazione sacerdotale delle donne non è all’ordine del giorno. Molto più probabile è la creazione di un diaconato femminile che ha un suo riscontro biblico in Rm 16, dove si parla chiaramente della diaconessa Febe, nonostante la traduzione della Bibbia da parte della Cei abbia reso Febe mera ‘servitrice’ della Chiesa. La battaglia per le diaconesse è strategicamente vincente, perché realistica e rispettosa del principio della gradualità della riforma ecclesiale.

Nel pomeriggio, invece, dopo il pranzo comunitario, una dozzina di persone ha partecipato ai lavori più ‘interni’ dell’assemblea che si sono aperti con una relazione di Mauro Castagnaro, membro del Coordinamento nazionale di NSC, sullo status ecclesiae e sulle prospettive del movimento, con alcune linee operative interessanti anche per l’azione di NSC ER.
Ecco la sintesi del discorso di Castagnaro:
. assistiamo a un moto di attesa e speranza nei confronti del Papa, specie fuori dalla Chiesa;
. di contro a questo entusiasmo si registra un’inerzia generale degli episcopati che appaiono disorientati davanti al nuovo corso. Sostanzialmente il quadro ecclesiale attuale risulta inservibile per una riforma della Chiesa (Serena Noceti);
. in questo anno e mezzo di pontificato non è maturato nessun movimento teologico di base a sostegno del percorso di riforma avviato da Francesco. Crescono anzi le resistenze, ultima quella dei cinque cardinali, fra i quali Caffarra (Bologna) e il prefetto dell’Ex Sant’Uffizio Mueller, che hanno scritto un libro contro la comunione ai divorziati risposati, sostenuta da Kasper, guarda caso proprio alla vigilia del Sinodo dei vescovi (5-19 ottobre) che affronterà soprattutto questa tema;
. il Sinodo sarà decisivo per capire dove andrà la Chiesa di Bergoglio, così come le designazioni dei vescovi italiani da qui a un anno (sono 40 su 226 quelle in scadenza);
. sull’ordinazione presbiterale delle donne ha ragione Mancuso, ma almeno ora con Francesco c’è un clima favorevole alla discussione su questo argomento come sui preti sposati e sulla pastorale omosessuale. Il Papa vuole favorire un decentramento della Chiesa per permettere agli episcopati nazionali di avere un’autorità magisteriale, anche sui temi più delicati (Evangelii gaudium, 32);
. è opportuno leggere, studiare e divulgare la Evangelii gaudium;
. come Nsc abbiamo il dovere di favorire un movimento dal basso in un’ottica di liberazione nella Chiesa;
. senza voler dettare la linea a nessuno, in Emilia Romagna sarebbe interessante se, in attesa della scadenza a giugno del mandato dell’arcivescovo di Bologna, Caffarra, si favorisse una riflessione su come è stata questa esperienza episcopale, su che cosa ci si attende dal prossimo vescovo e su come il popolo di Dio tutto possa contribuire alla scelta del nuovo pastore;
. Nsc ER potrebbe anche organizzare un qualche incontro sul nodo dei divorziati risposati visto che a Bologna c’è Caffarra, che è su posizioni oltranziste, e a Parma c’è il vescovo Solmi che, in quanto presidente della Commissione famiglia della Cei, potrebbe partecipare al più nutrito Sinodo ordinario del 2015 che deciderà sulla pastorale familiare. Proprio a Solmi si potrebbe inviare un contributo firmato Nsc ER;
. tre sono le questioni più urgenti, ora come ora, per Nsc: la partecipazione alla rete ‘Chiesa dei poveri, Chiesa di tutti; l’appello per la riabilitazione di Buonaiuti; la scomunica della portavoce e fondatrice di Nsc internazionale, Martha Heizer, un problema che sta creando qualche tensione nel movimento: Nsc Italia è su una posizione più flessibile circa la possibilità di dimissioni di Martha. i rappresentanti dei Paesi nordici le hanno chiesto un passo indietro (la Norvegia si è autosospesa dalla direzione di Imwac), gli altri Paesi sono contro le dimissioni.

La relazione di Castagnaro è stata apprezzata da tutta l’assemblea, mentre l’intervento di Mancuso ha suscitato reazioni distinte: ha convinto la componente più legata alle cdb nella parte sul fine della nostra vita, e i giovani con riferimento alla riflessione più ecclesiologica. Dopo aver invitato il coordinamento regionale a riflettere sulla scarsa presenza di pubblico alla conferenza del teologo (tema sbagliato? Titolo poco azzeccato? Inflazionamento di Mancuso?), l’assemblea ha assunto le seguenti decisioni:

. il percorso di riflessione sul vescovo continuerà il 23 ottobre 2014, ore 21, nell’oratorio di San Bartolomeo della Beverara, via della Beverara 90, Bologna
con la presentazione del libro ‘Il silenzio della parola’ sugli ultimi anni di vita del cardinale Martini. L’autore è don Damiano Modena, ultimo segretario personale dell’arcivescovo. Il ciclo di incontri si concluderà con una serata di analisi sullo status quo della Chiesa di Bologna e sui suoi bisogni primari. Non si esclude una lettera o una petizione prima dell’arrivo del nuovo vescovo (giugno 2015);

. il 26 ottobre 2014 Nsc Emilia Romagna, insieme con altre sigle del mondo cattolico e musulmano, per il terzo anno consecutivo animerà la ‘Giornata per il dialogo cristiano-islamico. L’appuntamento è a Bologna, ore 18, nella sala dell’Ex Cinema Castiglione, piazza di Porta Castiglione 3;

. resta da definire la presentazione, a novembre, dell’autobiografia di dom Giovanni Franzoni a Bologna. L’assemblea è concorde nel pensare, sentiti Luigi Sandri, i responsabili della cdb di Roma e Vittorio Bellavite, un’iniziativa per riabilitare o comunque valorizzare una figura straordinaria come quella dell’ex abate di San Paolo fuori le mura, ridotto allo stato laicale da Paolo VI (1976);

. in concomitanza con le due sessioni del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, il Coordinamento regionale di Nsc ER studierà un appuntamento sulla questione dei divorziati risposati. Saranno consultati don Maurizio Mattarelli, legali e magistrati;

. a maggio 2015 si terrà la tradizionale veglia per le vittime dell’omofobia;

. il Coordinamento regionale di Nsc ER per il 2014-2015 risulta così composto: Micol Santi (portavoce e rappresentante in coordinamento nazionale), Giovanni Panettiere (rappresentante in coordinamento nazionale), Lamberto Pedrini (tesoriere); Maria Luisa Cavallaro, Mauro Ortelli. Si proverà a implementare il numero dei componenti il direttivo, cercando di coinvolgere in primis Giovanni Dazzi (Reggio Emilia);
. il fondo cassa del gruppo non supera i 160 euro;
. la filosofia di fondo di Nsc ER resta quella di lavorare in rete con altre realtà di base e non.
Al termine dell’assemblea si sono avuti 4 rinnovi, 1 nuova adesione e 4 nuove simpatie

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.