Home Comunità Cristiane di Base Uscire dal pensiero unico neoliberale di L.Sandri

Uscire dal pensiero unico neoliberale di L.Sandri

Luigi Sandri
www.confronti.net

«Uscire dal pensiero unico neoliberale è l’unica uscita giusta dalla crisi europea». Questo il titolo del manifesto approvato a Buizingen, nelle Fiandre, a conclusione del IX Incontro europeo delle Cdb che si è svolto dal 19 al 21 settembre e ha visto al presenza di un centinaio di persone provenienti da Austria, Germania, Francia, Belgio (Fiandre e Vallonia), Svizzera, Italia e Spagna (Aragona, Andalusia, Paese Basco).

«Il Vangelo ci farà liberi» è il tema del nostro IX Inconto europeo delle Cdb. Sollecitati dalla questa verità, pensiamo che il neoliberismo e il pensiero unico, come forme moderne del capitalismo, sono all’origine dell’impoverimento e della morte di milioni di persone e dello stesso pianeta, precisamente nel giorno nel quale milioni di persone si mobilitano per ricordare ai governi la nostra responsabilità nel cambiamento del clima.

«L’attuale sistema economico è ingiusto e, nella sua radice, uccide», afferma papa Francesco. «Quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare?» (salmo 11). «Non si opprimeranno gli uni gli altri» (Levitico, 25). Il pensiero unico stabilito dal Sistema è responsabile di gran parte dei mali della gente. Nel 1995 Ignacio Ramonet lo definì come «…una visione sociale, una ideologia che si pretende esclusiva, naturale, non discutibile, e che sostiene – tra le altre – queste tesi:

1) L’egemonia assoluta dell’economia sul resto della realtà sociale;
2) il mercato come mano invisibile capace di correggere qualsiasi tipo di disfunzione sociale;
3) l’importanza della competizione, quando quelli che dominano sono gli oligopòli e le lobbies;
4) il mercato libero, un libero scambio senza limiti;
5) la mondializzazione, nella sua accezione economico-finanziaria;
6) la divisione mondiale del lavoro;
7) la deregolazione sistematica di ogni attività sociale;
8) la privatizzazione del pubblico

Come persone credenti in Gesù di Nazareth siamo convinte che, per imboccare una uscita diversa da questa crisi che ci domina, abbiamo l’obbligo di denunciare questi demoni del capitalismo, ivi compreso quello della guerra – strumento scelto per dominare il Sistema – perché non possiamo continuare a tacere, né a guardare dall’altra parte («il silenzio dei buoni» che tanto temeva Martin Luther King), né accettare l’uscita che ci propongono i tecnocrati e i capitalisti a costo delle sofferenze della gente.

La paura, la disinformazione, il controllo dei mass media, la manipolazione del linguaggio e il sequesto dei valori del Regno di Dio, ci addormentano e ci immobilizzano per non uscire da questo pensiero unico.

Le alternative, senza dubbio, sono chiare. Oltre a non continuare silenti, né accomodati/e nell’individuaismo borghese, né rifugiati/e in una spiritualità rilassata e immobilizzante, abbiamo il dovere di recuperare la denuncia profetica, l’evangelica correzione fraterna e l’impegno per la causa delle persone più sfruttate dal Sistema, e abbandonate ai margini: è il mandato che ci dà Gesù di Nazareth.

E, partendo dalla Teologia della liberazione, nostro compito è lottare per la liberazione delle persone oppresse, specialmente le donne che doppiamente soffrono per questa crisi, così come per la libertà e la solidarietà di tutti i popoli e di tutte le culture e identità. Perché la nostra lotta per lo sradicamento della povertà, deve poi divenire una lotta senza quartiere né tolleranza contro l’accumulazione della ricchezza e per una migliore distribuzione dei beni di questo mondo.

Buizingen, 21 settembre 2014

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.