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Di cosa dobbiamo preoccuparci

Maria G. Di Rienzo
http://lunanuvola.wordpress.com/

Prima o poi moriremo tutti/e, non c’è dubbio, ma è comprensibile ed auspicabile che noi si operi al meglio delle nostre capacità per vivere a lungo e in buona salute. Il punto è: ci stiamo preoccupando delle cose giuste, a questo proposito? Pensate che il pericolo maggiore per voi sia…

L’EBOLA?

Se vivete in Guinea, Liberia o Sierra Leone, sì, dovreste prendere ogni precauzione e usare equipaggiamento protettivo se entrate di frequente in contatto con persone affette dal virus (se per esempio siete un’infermiera, una medica o una volontaria in quei paesi). Anche se la situazione nell’Africa occidentale dovesse peggiorare, è assai improbabile che un’epidemia di Ebola si diffonda in Italia. La percentuale di minaccia alla vostra vita posta dal suddetto virus, in questo momento, è praticamente uguale a zero e nello scenario del peggioramento diventerà al massimo uno zero virgola qualcosa.

L’ISIS (o IS)?

Hanno un sacco di soldi (proventi dalla vendita di petrolio), un bel po’ di armi pesanti made-in-Usa, l’accesso a vecchie ma sempre mortali armi chimiche e attualmente controllano una discreta fetta di territorio. Alcuni dei loro soldati hanno passaporti occidentali, e alcuni dei loro sostenitori vivono in occidente, ma da qui a preoccuparsi che facciano saltare in aria il supermercato sotto casa vostra o la metropolitana che usate ogni giorno scorre un oceano di improbabilità. Le difficoltà di organizzare una cosa simile dove non si hanno basi solide di sostegno, il rischio reale che l’operazione salti prima di essere portata a termine e le ripercussioni di tale scenario, nonché lo scarsissimo guadagno politico se effettivamente l’attentato riesce, fanno sì che essere uccisi dall’ISIS diventi una possibilità consistente solo se ci si trova in Siria, Iraq e zone limitrofe.

LA TERZA GUERRA MONDIALE?

Le possibilità sono basse, perché gli attori principali sullo scenario sono potenze nucleari e nessuno dei relativi presidenti/leader è abbastanza stupido da desiderare un conflitto globale termonucleare per assicurarsi la successiva supremazia sul nulla. Putin e Obama si sono minacciati l’un l’altro con questa ipotesi per scoraggiare l’avversario dall’agire aggressivamente. Inoltre ci sono abbastanza guerre in atto sul pianeta per assicurare serenità e profitto a tutte le nazioni produttrici di altri armamenti. Diciamo che, volendo, la terza guerra mondiale c’è già: ma i paesi “sviluppati” – in senso economico e criminale, due termini che ormai sono quasi sinonimi – la fanno combattere su dozzine di fronti diversi ai paesi non “sviluppati”.

IL COMPLOTTO DELLE SCIE CHIMICHE?

Ma-per-piacere. Qualsiasi siano la loro fattura, la loro durata, il loro “comportamento anomalo” – che è determinato dalla temperatura e dall’umidità dell’aria – sono tutte scie di condensazione create dal passaggio di aerei. I cosiddetti “ricercatori indipendenti” che vi dicono il contrario non solo non hanno nessuna qualifica specifica come esperti, ma non hanno mai fornito analisi delle scie prese in aria o al momento dell’emissione e persino il capoccione americano che sostiene di aver analizzato campioni di aria raccolti a livello del suolo (il bario!) non li ha mai voluti mettere a disposizione di istituzioni scientifiche, ne’ ha mai spiegato con che metodi ha svolto le sue analisi. Il bario è al 14° posto come elemento costituente (su 92) della crosta terrestre, non è difficile trovarlo a livello del suolo. Però le scie si incrociano, fanno i quadratini, e questo cosa vuol dire, eh? Creatura che così ti arrovelli: hai mai guardato le stelle? Alcune sembrano molto vicine fra loro, vero? Be’, sono invece talmente distanti che nello spazio potresti metterci migliaia di altri corpi celesti e tutti avrebbero sufficiente vuoto intorno per bearsi di migliaia di satelliti. A un osservatore che guardi il cielo da terra l’immagine tridimensionale, appunto per via della distanza, appare bidimensionale: le scie che vedi incrociate o pronte per farti giocare a tris possono avere fra loro centinaia di metri in verticale.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO?

Ci siamo. Questa è davvero la minaccia che dovrebbe allarmarci. Se la temperatura globale, che è già aumentata di 2 gradi, arriva ad aumentare di 4 la catastrofe sarà totale: innalzamento del livello del mare con distruzione delle città costiere, ondate di caldo mortale, siccità e inondazioni, estinzioni di specie animali, impossibilità di assicurare la produzione di cibo a livello globale. Se Stati Uniti e Cina non smettono di fare orecchio da mercante sull’emissione di gas a effetto serra tutto ciò potrebbe accadere. E se pensate che tanto non accadrà a voi direttamente (ma comincia a non essere vero), per favore abbiate almeno compassione dei vostri figli e nipoti. E se pensate che danni non siano ancora stati fatti, chiedetelo a chi da essi è maggiormente investito: donne e bambine. Donne e bambine povere e marginalizzate, che non possono salvarsi da cicloni e tempeste perché non sono autorizzate a lasciare la casa senza un guardiano maschio o perché togliersi di dosso le gabbane e nuotare è loro proibito; donne e bambine che sono state socializzate ad occuparsi della sicurezza di tutti prima che della propria e che muoiono come mosche nel tentativo di salvare altri; donne e bambine agricoltrici che hanno accesso limitato a risorse naturali, informazioni e servizi e quindi non riescono a rispondere alla devastazione che colpisce l’ambiente in cui lavorano e vivono. Non è un caso se così tanti movimenti di base per un futuro sostenibile sono guidati da donne (leggi Si sollevano per la Terra di Vandana Shiva, ndr). E, si sia uomini o donne, ciascuno di noi dovrebbe davvero farne parte o sostenerli nei modi che preferisce. Se amiamo un briciolino la vita, intendo.

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