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Il registro dei sogni di ComunitàCristianaOlbia

Comunità cristiana “Per le strade del mondo”
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IL REGISTRO DEI SOGNI: cronaca della preghiera di condivisione del Natale 2014

Che bella cosa è stata per la nostra comunità essere ospitati a casa di Ida e Tonino, pochi giorni prima di Natale, per cercare, costruire insieme le molte vie, libere e soggettive, che conducono al compimento dei sogni che Dio sogna per ognuno di noi.

Dio è un grande sognatore, sogna sempre di noi, incessantemente, e noi ci muoviamo nei suoi sogni, non come soggetti sognati, ma come creature libere e creatrici del sogno di Dio.

Dio ci parla nel sogno, notturno e diurno, incessantemente, ci indica i suoi insegnamenti e attende che noi troviamo un modo per compierli.

Il frastuono del mondo copre spesso la voce dei sogni, ma durante la preghiera di Natale, abbiamo ridato loro corpo e voce.

Ognuno di noi si è impegnato a fare un patto con Dio per realizzare il suo grande sogno: una umanità libera in un mondo di pace, amore e carità.

Il primo sogno si è avverato quando Mariame, la nostra piccola compagna di viaggio musulmana, ha letto il brano del Corano in cui si parla della nascita di Gesù che si presenta al mondo come inviato da Dio per compiere il Suo progetto in preghiera ed elemosina.

Proprio come avviene nei sogni notturni il volto di Allah e di Jahvè si fondono in questo comandamento che accomuna tutte le religioni.

Il sogno di Dio è proseguito con i pensieri, i progetti e le promesse che ognuno di noi ha rivelato.

È mio compito annotarli tutti in questa breve narrazione che assume le sembianze di un vero e proprio registro dei sogni.

Francesca interpreta il sogno della scala di Giacobbe, ci fa notare come questa scala sia bidirezionale, come su di essa gli angeli salivano e scendevano, dalla terra al cielo e dal cielo alla terra. Così deve compiersi la nostra relazione con Dio, partire dalla terra, trasformarla, dare un nostro contributo per migliorare la realtà sociale. Solo così potremo salire in alto sulla scala che conduce a Dio.

Franca ci invita a sognare sempre e comunque perché se rinunciamo al sogno perdiamo linfa vitale, perdiamo la speranza e la nostra più profonda capacità progettuale. Si augura che il nostro sogno non sia nebuloso, astratto, ma concreto, colmo di parole e azioni.

Tonino ci racconta di aver sempre sognato ad occhi aperti il sogno di Dio e di come, meravigliosamente questo sogno si sia realizzato nel quartiere di “Orgosoleddu”, quando, negli anni 70 era tra i più poveri della città. Grazie a questo sogno il quartiere si è dotato di scuola, ospedale, sistema fognario, strade e catechesi di giovani e adulti.

Roberta ci rivela uno degli ingredienti principali per realizzare i sogni. Questo ingrediente è l’autostima che ci sostiene nel difficile percorso dell’esistenza, ci permette di non rinunciare a realizzare i nostri progetti nonostante le difficoltà. Un altro importante ingrediente è la capacità di gioire delle piccole cose, anche solo di essersi svegliati la mattina.

Ginetto ha presenziato solo per poco tempo a causa dei suoi impegni di lavoro, ma Roberta ce lo presenta come un grande sognatore. Ed egli stesso è presente con la preghiera che ci ha dedicato: è un inno alla capacità che Dio ha di rinnovarci profondamente, di trascinarci via con l’impeto del Suo amore.

Aly ringrazia don Raimondo che insieme a don Mauro lavora alla costruzione del dialogo interreligioso. È sicuramente un sogno, un grande sogno di Dio che trova compimento.

Secondo Ida il sogno di Dio si realizza nella solidarietà reciproca, nel dare e nel ricevere. Ci sono tante piccole realtà che si muovono in questa direzione, ma poiché hanno la stessa sostanza dei sogni di Dio, sono sommesse e silenti, non fanno clamore, non appaiono nella cronaca quotidiana. Noi però dobbiamo tenerle vive nei nostri sogni.

Maurizio ci rende partecipi della gioia che egli prova nel veder realizzati i sogni del prossimo. Come tutti i grandi sognatori ne parla con la moglie Carla perché in essa trova ascolto partecipe ed egli stesso ne trae forza e pienezza di vita.

Giorgio frequenta da poco la nostra comunità, ci ringrazia per l’accoglienza che lo sostiene in un momento particolare della sua vita.

Chiara dichiara la sua appassionata appartenenza al sogno, lo conosce come persona e come giovane psicologa, è pregnante nella sua vita diurna e notturna, va a braccetto con la sua crescita, con il suo andare per il mondo. Per questo ha dei momenti in cui procede e altri in cui si ferma, in attesa, in riflessione.

Roberta si è accorta del silenzio di Irene e per aiutarmi a compilare il registro le ha chiesto un parere.

Il suo intervento non ha una voce specifica ma riempie e completa tutte le altre.

Ha infatti dichiarato di non essere intervenuta perché ha trovato completa la voce che abbiamo dato ai sogni.

Ivana

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Gli auguri della Comunità cristiana “Per le strade del mondo” – Olbia

I nostri auguri a tutte/i voi, care amiche e amici del blog, per un Natale quotidiano vissuto sulle orme dell’umile vescovo ecuadoregno Pedro Casaldàliga, bastonato dai due papi precedenti per la sua teologia della liberazione, ma già glorificato dai poveri dell’America Latina (e non solo) e, mi auguro, quanto prima, da papa Francesco.

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ANCORA “NON C’E’ POSTO PER LORO”

Ancora “non c’e’ posto per loro”,
ne’ a Betlemme ne’ a Lampedusa.

Natale e’ un sarcasmo ?
“Se il tuo Regno non e’ di questo mondo”,
cosa vieni a fare qui,
sovversivo, guastafeste ?

Per essere il Dio-con-noi
devi esserlo nell’impotenza,
con i poveri della Terra,
così, piccolo, così, spoglio
di qualsiasi gloria,
senz’altro potere che il fallimento,
senz’altro luogo che la morte,
ma sapendo che il Regno
è il sogno di tuo Padre,
ed è anche il nostro sogno.

C’è ancora Natale,
nella Pace della Speranza,
nella vita condivisa,
nella lotta solidale,
Regno dentro, Regno dentro !

Pedro Casaldàliga

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