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Sull’ignoranza religiosa di L.Menapace

Lidia Menapace
www.italialaica.it

Se voleste o aveste voluto fare una tesi sul’induismo, avreste studiato l’induismo stesso, oppure no? immagino che lo avreste studiato col massimo impegno.

Se si tratta di cattolicesimo, l’ignoranza invece è raccomandata: non scherzo, fino al Concilio Vaticano secondo, cioè fino a ieri sera, la lettura diretta e conoscenza personale e interpretazione parimenti personale della Scrittura era vietata ai cattolici, come “libero esame “, una delle caratteristiche delle chiese evangeliche, dunque esecrabile.

Fino a farci le tremende guerre di religione, che in Europa ebbero fine solo col Trattato di Vesfalia del 1648, quando si decise che ciascun suddito (le donne non erano contate, né citate) seguisse la religione del suo capo di stato, “cujus regio, eius religio”. Sicché Ratzinger non avrebbe avuto possibilità di diventare papa, se invece che in Baviera fosse nato in Prussia, bel criterio!

Quando poi si confrontano fra loro, mettono fuori della porta chi non condivide i loro criteri, ad esempio si sottraggono al ridicolo di domande, come la seguente: “ma che cosa si diranno i tre dei unici delle tre religioni più diffuse sulla terra, tutte e tre religioni del Libro, che cioè hanno un testo canonico, sulla base del quale giudicano gli eventi? e quando un testo è comune e due delle tre grandi religioni come ad esempio l’Antico testamento, chi giudica? e se si debbono attribuire torti e ragioni, si può dire che la guerra santa fu inventata da un frate cattolico via di testa, che al grido “Dio lo vuole” capeggiò la rovinosa avventura finita male della prima crociata?

Sulla base della quale poi si fecero sanguinose spedizioni militari: la motivazione ufficiale fu sempre la Liberazione del Santo sepolcro, che gli islamici, ricordando la visita di san Francesco, non negarono ai credenti cattolici di custodire e visitare, spesso dovendo frenare con la forza i litigi tra ordini religiosi che se ne contendevano il possesso.

Ma il massimo fu tollerare che i soldati di Hitler portassero sulla pancia un cinturone sul quale era scritta una delle più atroci bestemmie “Gott mit uns!”, dio è con noi.

L’ignoranza arriva al punto di ostinarsi a chiamare “Olocausto” invece che Shoà o Endsolution la Shoà: orbene olocausto è una pia parola pagana, che indica i sacrifici dei quali le vittime animali erano interamente bruciate, e non mangiate come si faceva nei sacrifici più modesti. E’ vero che il popolo ebreo è famoso per il suo umorismo nero, ma chiamare “interamente bruciati per sacrificio religioso”, milioni di Ebrei passati per il camino, è davvero intollerabile.

E non parliamo della tortura, usata dalla Santa Inquisizione come mezzo per strappare la “verità” agli eretici e alle streghe (finalmente anche delle donne!): c’é voluto un illuminista per dimostrare che la tortura serve solo per far dire menzogne.

Insomma la conclusione troppo rapida e troppo poco ragionata è che l’ignoranza é sempre ignoranza.
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