Home Politica e Società “Stop Ttip”: la raccolta firme europea approda anche in Italia di G.Petrucci

“Stop Ttip”: la raccolta firme europea approda anche in Italia di G.Petrucci

Giampaolo Petrucci
Adista Notizie n. 8 del 28/02/2015

È partita anche in Italia la raccolta firme europea contro il Trattato transatlantico di partenariato tra Europa e Stati Uniti (Ttip), che si sta discutendo nelle sedi internazionali all’oscuro dell’opinione pubblica e dei Parlamenti locali per creare la più grande area di libero scambio del pianeta. Accordo che, denunciano i suoi oppositori, potrebbe entrare in conflitto e di fatto azzerare le legislazioni nazionali e comunitarie in ambiti delicatissimi come salute, alimentazione e beni comuni, alle quali si è giunti dopo anni di lotte della società civile. L’accordo infatti, denunciava un dossier di Mosaico di pace a dicembre scorso, prevede la «liberalizzazione selvaggia dei mercati e della finanza, accordi al ribasso, rimozione di regole e controllo, rischi per la sicurezza agroalimentare e per l’ambiente».

Ad esempio, i referendum popolari del 2011, che hanno proibito ogni forma di privatizzazione e speculazione sui servizi idrici, con l’approvazione del Ttip potrebbero essere considerati come un ostacolo al libero mercato perché non offrono pari condizioni di competizione alle imprese pubbliche e private, e le multinazionali del settore idrico avrebbero così la possibilità di ricorrere ad un’autorità internazionale istituita ad hoc per il loro superamento.

A livello agroalimentare, il Ttip provocherebbe un tracollo della qualità dei prodotti alimentari, dal momento che, rispetto agli Usa, l’Europa ha una tradizione culturale e legislativa molto più stringente riguardo ad esempio cibi a basso costo, ogm, ormoni, antibiotici e pesticidi, prodotti altamente calorici, carichi di zuccheri, grassi e di additivi chimici. Per gli europei (e in particolare per gli italiani) sudate conquiste, per i fautori dell’accordo “barriere commerciali” da rimuovere. Proprio su questo tema, al termine dell’ottavo round di negoziati sul Ttip avviati a Bruxelles il 2 febbraio, oltre 100 organizzazioni nazionali e internazionali hanno firmato un documento in cui ribadiscono, scrive la Campagna “Stop Ttip Italia” il 6 febbraio, che «il meccanismo della Cooperazione regolatoria è in verità un vero e proprio cavallo di Troia degli interessi economici a svantaggio dei diritti dei cittadini, del lavoro e dell’ambiente»: «Investimenti e commercio avranno la precedenza sull’interesse pubblico», minacciando «regolamentazioni e standard senza che gli organi democraticamente eletti, come i Parlamenti, abbiano il potere di intervenire».

E che dire del sistema sanitario dei singoli Paesi Ue? I controlli statali, il finanziamento del servizio pubblico a scapito di quello privato e i vincoli all’accesso al “mercato” della salute da parte di molti soggetti privati potrebbero essere considerati anch’essi limitazioni della concorrenza, per esempio, delle multinazionali statunitensi che sono nate e cresciute in un sistema sanitario fortemente privatistico. Dal 2014, le oltre 140 realtà aderenti alla Campagna “Stop Ttip Italia”, tra cui Adista, avvertono l’opinione pubblica sul pericolo che, una volta in vigore, l’accordo commerciale potrebbe cancellare con un colpo di spugna quel sistema di protezione che i cittadini europei hanno conquistato con decenni di lotte per i diritti, perché il primo obiettivo dell’accordo è, appunto, la rimozione delle “barriere commerciali”, non solo tariffarie, tra cui anche norme, regole e buone pratiche consolidate. In definitiva, una vera minaccia alla democrazia e alla sovranità.

Il primo milione di firme raccolte dalle campagne Stop Ttip che operano a livello nazionale – ad oggi si contano quasi un milione e mezzo di adesioni nel vecchio continente – è già stato consegnato nelle mani del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker come regalo per il suo compleanno, lo scorso 9 dicembre. Alla mobilitazione internazionale, che si pone l’ambizioso obiettivo del raggiungimento di 2 milioni di firme entro ottobre, si può aderire attraverso i link forniti dalla Campagna italiana (stop-ttip-italia.net).

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