Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia Gli omofobi e l’ossessione per il sesso (gay) di D.Accolla

Gli omofobi e l’ossessione per il sesso (gay) di D.Accolla

Dario Accolla
GayIt

Ero andato a vedere un film anni fa in un cinema a Siracusa, la mia città d’origine. The opposite of sex, con una superba Christina Ricci. A un certo punto, i due protagonisti si baciano e dalla sala arrivano i soliti commenti da cavernicolo, una per tutte: “che schifo i froci”.

La voce narrante (sempre Ricci) dice allora: «Voglio dire una cosa alle ragazze che mi stanno guardando. Se il ragazzo con cui state ha fatto una battuta o una risatina, avete di fronte un bel criptofrocio. E questa è la prima dritta. Ecco la seconda: se uno rompe troppo le palle coi gay nell’esercito e quando parla fa le solite battute sul soldato che sta sotto la doccia e si piega a raccogliere il sapone, non ci siamo. I maschi veri non sprecano tempo a pensare ad altri uomini nudi, datemi retta».

Questa scena è fondamentale per capire l’approccio che hanno sentinelle, presunti eserciti adinolfiani e qualsiasi altra congrega antropologicamente vicina all’uomo di Neanderthal, convinta che per difendere la famiglia tradizionale si debba guardare (e criticare) quanto accade nelle mutande di quelli che loro considerano invertiti. Ma andiamo per ordine.

La difesa dei bambini, per cominciare. Pazienza se in un quartiere ad alto rischio mafioso piccoli infanti saranno esposti a una vita senza qualità (e che li avvicinerà alla malavita), per fare un esempio soltanto. Il problema vero è che due gay o due lesbiche non debbano avere prole. Sottintendendo, di conseguenza, che ci sono bambini/e che non hanno il diritto di nascere e altri sì. Magari nel quartiere di cui sopra. E questo sarebbe difendere le future generazioni?

nudisti_pride_vancouver1Sempre certa gente, poi, non ha problemi a mobilitare intere piazze contro le unioni civili, agitando il fantasma del gender e accettando teorie nel migliore dei casi fantasy sul femminicidio che, manco a dirlo, è colpa della donna (sposata e non sottomessa). Però chissà perché, gli stessi mai scendono in piazza contro gli abusi di una chiesa che non di rado copre violenze sui minori.

Lo so, è più facile ottenere pullman dalle parrocchie per organizzare manifestazioni contro la gay community che contro il proprio sponsor. Comprensibile. Ma se la coerenza è un valore, magari sarebbe il caso, prima di guardare all’inesistente pagliuzza nell’occhio del vicino, soffermarsi sulla trave piantata in mezzo alla propria miope visuale. Magari capirebbero, i fan di Costanza Miriano, che “giù le mani dai bambini” dovrebbero dirlo ad altri.

E si prosegue con gli attacchi ai pride. Centinaia di migliaia di persone vi hanno partecipato, da Milano a Catania, in abiti e con metodi più che civili. E cosa ti fanno i simpatizzanti di Manif pour tous? Vanno in giro per la rete a scovare foto di uomini nudi da accreditare come esempio di perversione delle persone LGBT. Ancora una volta, la realtà è lì a portata di mano, ma certa gente perde tempo a guardare maschi senza mutande. Contenti loro…

I media poi. Il conduttore de La Zanzara dovrebbe spiegarci, ansia da ascolti a parte, per quale ragione c’è sempre una domanda sui gay fatta a personaggi che nulla ne sanno o animati da pregiudizi. Recentemente Carlo Taormina, la cui simpatia è seconda solo a Lord Voldemort di fronte a un auror, ha tuonato contro e riporto testualmente: «Ognuno ha diritto di farsi inchiappettare ma non ha il diritto di rompermi i coglioni mostrandomi che si fa inchiappettare». Ancora una volta, il pensiero va al sesso tra uomini. Che poi il dubbio ti viene: ma che razza di persone frequenta l’avvocato?

taormina_zanzara_againSiamo di fronte a una vera e propria ossessione, da parte di categorie e personaggi specifici, per il sesso tra omosessuali. Quando basterebbe farsi una domanda molto semplice: cosa succede esattamente tra gay? Provo a rispondere io: si fa sesso e basta, anche col primo che capita (a voi etero non succede mai, vero?), poi magari ci si innamora pure, si riesce a costruire una vita insieme, ci si lascia, ci si riprende, si costruisce altrove. Vi ricorda qualcosa? A me una vita “normale”.

Qual è il meccanismo mentale che porta questa gente a prendere, in tutta questa complessità, foto di culi di vecchi nudisti americani o a pensare ad atti di sodomia? Io non mi preoccupo di immaginare cosa accade tra le lenzuola delle persone eterosessuali che conosco. Sarà forse che sono un gay risolto, che vive bene la propria sessualità. Lo stesso, mi pare, non si può dire di qualcun altro. Tornando al film in questione, Christina Ricci ci offre in tal senso un interessante spunto di riflessione.

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