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Dissentire: un diritto e un dovere di CdbItaliane

COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale

Comunicato stampa

Bologna, 14 ottobre 2015

Non siamo soliti difendere il papa (nessun papa) dai suoi avversari intraecclesiali né dal sensazionalismo di certa stampa: come quella che in questi giorni diffonde sospetti di complotto di questa o quella fazione di vescovi e cardinali contro papa Francesco che, anche se possono rispondere al vero, sono smerciati come facile merce mediatica a un pubblico distratto e disinformato.

Sappiamo, e non da ieri, che le divisioni (teologiche, pastorali, politiche) dentro gerarchia cattolica ci sono e sono molto forti: non è una novità. Come ogni comunità e organizzazione umana le tensioni interne possono essere anche aspre, e per noi questo è un bene: guai alla passiva omologazione e al calcolato conformismo. Non furono forse durissime, già fin dai primi dell’esperienza cristiana, le tensioni fra Pietro, Giacomo e Paolo?

Le Comunità di base hanno sempre apprezzato il dissenso e giudicato positivamente la diversità di vedute dentro la Chiesa: ne siamo, da molti anni, testimoni e anche, per la nostra piccola parte, protagonisti.

Questo perciò non ci esime dal dovere di segnalare l’ipocrita contradditorietà dell’atteggiamento di chi – come i tredici vescovi e cardinali che hanno sottoscritto un documento indirizzato al papa fortemente critico nei confronti della gestione del Sinodo – in pubblico propugna criterio dell’obbedienza e dell’acquiscenza al potere ecclesiatico ma per sé rivendica il diritto a dissentire, a dissociarsi e magari anche a disobbedire.

Per noi dissentire è un diritto e anche un dovere, ma un dovere che va praticato in pubblico e a fronte alta, davanti a tutta la Chiesa.

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