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Cittadinanza attiva e responsabile anche nella Chiesa di CdbItaliane

COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale

Comunicato stampa

Bologna, 28 ottobre 2015

La conclusione del Sinodo dei vescovi, convocato da papa Francesco sulla famiglia e sulle conseguenze della sua crisi, invita a riflettere sul significato dell’evento oltre le pur importanti novità che introduce con il suo documento finale, in cui concede ai vescovi la possibilità di autorizzare i divorziati a partecipare all’eucarestia, anche se il tutto è scritto in forma diplomatica senza nominare questa possibilità in modo esplicito.

Il Sinodo, in quanto organo collegiale consultivo, pur costituito di nominati, ha lavorato per tre lunghe settimane consentendo ai 270 membri di svolgere liberamente la loro funzione e di esprimere, secondo coscienza, il loro voto.

Se ne può dedurre che la opportunità e la necessità della collegialità nel governo della Chiesa (Ecclesia = assemblea del popolo di Dio) hanno avuto un’ulteriore e inequivocabile conferma; essa ha così ripreso il suo cammino iniziato dal Concilio, interrotto dai papi, che ne hanno tradito il messaggio, e riaffermato con il precedente Sinodo straordinario convocato da papa Francesco.

Questa collegialità, coniugata con le sue recenti dichiarazioni sul ridimensionamento del Primato, consente di coltivare la speranza che il Popolo di Dio si stia avviando a darsi strutture per sostituirsi al gregge, in questo modo legittimando quelle realtà di base che da tempo si sono incamminate sulla strada indicata dal Concilio di una cittadinanza attiva e responsabile anche nella Chiesa.

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