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Il partito del Giubileo di E. Martini

Eleonora Martini

il manifesto 11 Nov. 2015

Tutto pronto per il Giubileo? Non proprio, e soprattutto non per tutti. A Roma c’è un «clima

esplosivo» come hanno riferito le rappresentanze sindacali dei lavoratori pubblici: i vigili urbani

sono sul piede di guerra sulla questione del salario accessorio e minacciano la «paralisi totale del traffico», e il commissario al Campidoglio Paolo Tronca corre ai ripari allocando ben tre dei sei subcommissari di cui è composta la sua squadra “tecnica” ad occuparsi delle vertenze sindacali.

Ma il «grande evento», che dovrebbe nei piani di Matteo Renzi bissare il «successo» di Expo, se da un lato inizia a delinearsi come un mezzo flop in termini numerici (finora prenotate solo la metà delle strutture alberghiere per l’Anno santo, malgrado il periodo natalizio, secondo i dati di Federalberghi), dall’altro si prefigura come la migliore occasione per costruire un nuovo soggetto politico che riunisca il mondo dell’associazionismo cattolico attorno ad una figura forte e potente come Andrea Riccardi, candidato di centro per eccellenza.

Non a caso ieri il fondatore della Comunità di Sant’Egidio è tornato a rilanciare, sull’Huffington

Post, con più verve che nel passato, la sua idea di «una Costituente per salvare Roma» lanciata la prima volta alla fine di giugno dall’Avvenire, pochi giorni prima del commissariamento politico alla giunta Marino da parte di Renzi.

Il quale da una settimana propone (come ieri sera, ospite di Ballarò, su Rai3) «una moratoria delle polemiche»: «per sei mesi» zitti e «mettiamoci a lavoro: le buche, le strade le luci in periferia, la pulizia e la polizia, cioè più presenza di forze dell’ordine, ma anche più decoro e qualità urbana, più attenzione al bello». «Su queste cose si valuta il comportamento di un Governo locale», aggiunge il premier/segretario che ormai punta tutto sul successo della gestione commissariale.«Ci sono 7 mesi di commissario, utilizziamoli bene per fare ciò che serve a Roma. Poi le discussioni politiche su Pd, 5 Stelle, Forza Italia, le vedremo a tempo debito. Per il momento attenzione solo alle cose concrete».

E la prima cosa concreta sono le vertenze dei vigili urbani, degli operatori dell’Ama (rifiuti) e degli autisti dell’Atac (trasporto pubblico): le trattative più delicate che potrebbero trasformare il

Giubileo in un incubo. Perciò non basta un commissario: Iolanda Rolli il «vicario» di Tronca, Ugo Taucer e Pasqualino Castaldi saranno i tre subcommissari che da lunedì faranno partire il tavolo di concertazione con le rappresentanze sindacali, alle quali il prefetto Tronca, incontrandole ieri dopo l’assemblea degli agenti organizzata da Cgil Cisl e Uil, ha chiesto di preparare entro venerdì un elenco di priorità.

La polizia municipale ha già fatto sapere che «nemmeno un centinaio di vigili su 6000 hanno dato la disponibilità per gli straordinari durante il Giubileo». E poi ci sono i contratti scaduti «con chi si occupava delle rimozioni delle auto e dell’applicazione delle ganasce» (servizi sospesi) e «uno scollamento tra direzione e operatori». Problemi che potrebbero trovare una soluzione con il decreto, atteso per venerdì in consiglio dei ministri, che nominerà il «dream team», definirà i super poteri per il prefetto Gabrielli nel ruolo di commissario giubilare e stabilirà i relativi finanziamenti.

In ogni caso, l’Anno santo sarà l’occasione per riflettere sui partiti che «sono finiti», la città che è «parcellizzata» e chissà «quanti romani andranno a votare alle prossime elezioni», come afferma Andrea Riccardi che ieri si è di fatto proposto a capo di una «Costituente» con «chi è disponibile a lavorare per il bene comune». «Bisogna ricostruire laboratori di classe dirigente in cui convergano persone di ogni competenza e orientamento, per disegnare una riforma», scrive il capo della Sant’Egidio, la stessa comunità che ha “sbugiardato” il sindaco Marino sulla bolla degli scontrini.

L’idea era stata abbozzata anche dall’ex sindaco Rutelli, anche lui molto attivo sul fronte anti-

Marino. «Si deve creare una corrente di passione civica e di speranza», perché Roma «ospita una Chiesa — con il Papa — a cui un miliardo e 200 milioni di cattolici guardano. La nostra città —conclude Riccardi — non può vivere per se stessa e senz’anima». C’è chi è già pronto a dargliela.

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