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Fare un passo indietro per fare un passo avanti? di G.Romualdi

Giovanna Romualdi

Con il suo ultimo libro “Padre nostro? Dio, genere, genitorialità. Domande”, Elizabeth Green ancora una volta scombussola le carte in tavola, come lei stessa avverte in apertura. In tavola, le carte sono sia quelle della tradizione cristiana in cui lei come sempre si colloca sia le critiche e le acquisizioni della teologia femminista negli ultimi decenni ma anche le domande e gli interrogativi che circolano nella società attorno alla figura del “padre” e quindi in campo psicoanalitico.

Perché Elizabeth Green sta negli incroci, come ha detto Gianna Urizio nella presentazione del libro fatta a cura del Cipax e della Fdei (Federazione donne evangeliche italiane) presso la Cdb San Paolo di Roma; tende cioè sempre a porsi in situazione di ascolto e di percezione dei problemi che le arrivano innanzitutto dalla sua comunità battista dove svolge il suo ruolo di pastora, dai luoghi dove lei viene chiamata come teologa “esperta” e dalla società in generale, aprendo poi altre strade di ricerca e mai dando per definito, acquisito qualcosa.

Padre dimezzato, evaporato, da ritrovare? Forse bisogna per un momento mettere al centro la questione maschile, se vogliamo scardinare le impalcature patriarcali? “Fare un passo indietro per fare un passo avanti”? Non si tratta di mettere in sordina le acquisizioni dei percorsi delle donne ma capire come usarle per scardinare quelle impalcature patriarcali ancora solide o appena scricchiolanti affrontando la questione nodale dell’equazione Dio=Padre.

Ne viene fuori un libro provocatorio innanzitutto nei confronti delle chiese e delle comunità cristiane che hanno nella figura del Dio Padre una colonna portante della loro tradizione, non soltanto offrendo gli strumenti di indagine per vedere come si è via via strutturata nel percorso biblico la figura del Padre, dal Dio progenitore biblico alla “promessa del Padre” nel Nuovo Testamento. Basta fermarsi alla riscoperta di immagini di un “Padre paterno” o un “Padre materno” per dire l’indicibile? O spingere più in là la ricerca, riscoprendo il significato destabilizzante delle immagini di comunità di “sorelle, fratelli” proposta dal messaggio del Gesù di Nazareth che va oltre un modello di famiglia che ci viene sempre riproposto come naturale?

In appena 100 pagine, ricchissima la bibliografia, si affollano tanti nodi tematici lungo il filo conduttore snodato dall’autrice che sollecitano percorsi di ricerca anche critici rispetto alle sue tesi. Impossibile individuarli tutti in poche righe di una segnalazione: leggere per scoprirli e poi discuterli a partire da sé.

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Elizabeth Green, Padre nostro? Dio, genere, genitorialità. Domande, Claudiana, Torino 2015, pagg. 100, €11.50

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