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Una cronaca di S.Toppi

Stefano Toppi
(Cdb San Paolo – Roma)

Questa volta in Primo Piano, non un commento ma una cronaca.

La cronaca è quella della visita alla nostra comunità dell’attuale abate del Monastero di San Paolo, don Roberto Dotta, e dell’arciprete della basilica di San Paolo fuori le mura, il Cardinale James Michael Harvey, statunitense.

img_abati-arcipLa visita, annunciata, avveniva in occasione della consegna, in comodato d’uso gratuito, dei locali del seminterrato di Via Ostiense 152/B da parte dell’abbazia alla comunità cristiana di base di San Paolo, locali che, con il concorso economico della amministrazione apostolica della Basilica, sono stati restaurati e imbiancati prima della consegna.

E questa consegna non poteva avvenire in modo più solenne, ma anche familiare.

Presente naturalmente Giovanni Franzoni e un buon numero di persone della comunità di base, non troppe data l’ora, le 11 di mattina.

L’incontro è iniziato con una breve descrizione delle attività sociali che si svolgono da anni (43 per la precisione) all’interno dei locali di proprietà dell’abbazia da parte di Salvatore Ciccarello, presidente dell’associazione Spazio Comune, che rappresenta la figura giuridica che detiene i contratti di affitto dei locali.

Dea Santonico ha ricordato che nella comunità i diversi gruppi in cui è suddivisa sul territorio ed i gruppi biblico e delle donne preparano la celebrazione domenicale.

Poi ha preso la parola Giovanni, che ha ricordato le radici lontane che hanno alcuni impegni sociali della comunità, soffermandosi in particolare sull’esperienza delle donne bosniache, che hanno creato una cooperativa per fare marmellate, mettendo insieme persone di diverse etnie e religioni (la parola italiana “Insieme” ha dato il nome alla cooperativa: rende bene lo spirito dell’iniziativa ed ha il vantaggio di non essere comprensibile a tutti), e sulla drammatica prospettiva del popolo indigeno Guaranì, in Brasile, che ha deciso l’auto estinzione a causa della progressiva espropriazione del territorio in cui vive.

Infine ha concluso il suo intervento con parole che hanno toccato il cuore di molti dei presenti. Ha detto con molta semplicità che la notte precedente non aveva dormito e che era molto felice che finalmente si fosse dissolta la cortina che per tanti anni aveva separato l’abbazia dalla CdB.

Poi hanno preso la parola l’abate e il card. Harvey che hanno riconosciuto il valore delle opere sociali che vengono svolte in quel luogo.

Ha avuto quindi inizio un momento di preghiera (che riporto in questo allegato)  con la sola differenza (forse non piccola) che la lettura biblica non è stata quella che potete leggere nell’allegato stesso, ma quella che abbiamo proposto e letto noi, tratta da 1 Corinzi cap. 12 (riportata di seguito).

Si è poi recitata una preghiera dei fedeli ed un Padre nostro, prendendoci per mano. A conclusione del momento liturgico il cardinale, invitando l’Abate e Giovanni a seguirlo, ha benedetto, con l’aspersorio, tutti i locali del seminterrato.

Dopo di ciò abbiamo offerto un rinfresco a base di dolci preparati da noi.

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1 Corinzi 12 (4-14, 26-27)

4 Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. 5 Vi è diversità di ministeri, ma non v’è che un medesimo Signore. 6 Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.
7 Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune. 8 Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; 9 a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; 10 a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l’interpretazione delle lingue; 11 ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole.
12 Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. 13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito.
14 Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra.
26 Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.
27 Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua.

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