Home Comunità Cristiane di Base Gli anni del ’68. Voci e carte dall’archivio dei movimenti di P.Coscione

Gli anni del ’68. Voci e carte dall’archivio dei movimenti di P.Coscione

Peppino Coscione
Comunità di Oregina – Genova

“Gli anni del ’68. Voci e carte dall’archivio dei movimenti” è il titolo della mostra che si è inaugurata venerdi 27 gennaio alle ore 17.30 nelle stanze della stupenda Loggia degli Abati del Palazzo Ducale di Genova.

Organizzata dall’Associazione per un archivio dei movimenti e dalla Fondazione Palazzo Ducale, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Biblioteca Berio, della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria , ha visto la presenza di tantissime persone anziane, adulte e giovani con la partecipazione e la presentazione tra gli altri di Enrico Deaglio.

Anche su questo terreno la militanza attiva genovese precorre i tempi perché a 50 anni dal ’68 sono in gestazione in diverse città iniziative finalizzate a fare memoria dei 50 anni trascorsi da quei formidabili anni, come Mario Capanna ebbe a definirli nel libro scritto nel 2007.

La mostra presenta una ricca selezione,tra volantini, opuscoli, manifesti, libri, fotografie e filmati, del patrimonio documentario conservato presso l’Archivio dei movimenti nato a Genova nel 2009.

Il titolo del suggestivo percorso allestito mira a rievocare una specifica temperie culturale rivelatasi in grado di incidere a fondo, a prescindere dagli orientamenti politici e consapevolezze delle singole persone, sulle mentalità e gli stili di vita di un’intera società.

Uno spazio è dedicato alla rivista mensile Il Gallo nata nel gennaio del 1946, alla nascita e all’evoluzione del dissenso cattolico genovese ed in particolare al movimento dei camillini , alla comunità del Carmine e alla Comunità di Oregina; materiale dato in prestito dalla nostra comunità e collocato sia in pannelli vetrati che in una teca dove spicca spicca tra gli altri il testo TRACCE DI PERCORSI COMUNITARI.

“Il sessantotto è una storia d’amore, scrive Virginia Niri nel libro Voci d’archivio. L’amore per una lotta, al di là dei risultati, l’amore per la propria generazione, al di là dei tradimenti; l’amore per una storia che è stata fatta ma che è ancora da scrivere”.

A me piace riandare ad alcuni dei valori autentuici dello spirito del ’68, quelli riportati a pagina 10 del nostro testo Tracce di Percorsi Comunitari: l’antiautorismo e la desacralizzazione di istituzioni, di ruoli, di ideologie, di religioni; il rinnovamento non come progetto che cala dall’alto, ma come frutto della presa di coscienza e dell’autodeterminazione delle masse popolari.

La mostra, visitabile fino al 26 febbraio , sarà ravvivata da una serie di eventi e tra questi quello che si terrà al Centro Banchi sul tema : I cattolici e il ’68, evento organizzato dal sociologo e giornalista Salvatore Vento che si è impegnato tanto perché nella mostra ci fosse un adeguato risalto al movimento dei cattolici critici e del dissenso.

1 comment

Alberto Campedelli lunedì, 30 Gennaio 2017 at 12:42

Quello che di errato c’era in molti gruppi del 68, era la pretesa di fare da catalizzatore delle masse a 360° per portarle a fare la rivoluzione armata contri i poteri dominanti a partire dal capitalismo. Quale presunzione! E pensare che le masse nei paesi capitalisti stanno troppo bene per pensare a qualsiasi ribellione. La rivolta ci sarà fra 20 O 30 anni, quando tutto il mondo sarà ridotto in povertà

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