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La madre di tutte le bombe di B.Manni

Beppe Manni – C.d.B. del Villaggio Artigiano di Modena
(pubblicato sulla Gazzetta di Modena del 7 maggio 2014)

Il I° aprile del 1945 la mia famiglia era sfollata in campagna da mio nonno per sfuggire ai bombardamenti. Il I° maggio la guerra era finita da una settimana e i tedeschi che avevano una importante postazione nella grande casa erano appena scappati. Avevano lasciato il cortile e i campi disseminati di ordigni bellici e di oggetti ‘interessanti’. Noi ragazzi giocavamo a cercare e smontare bombe e pallottole per ricavarne micce e polvere per i nostri fuochi artificiali. Ma un oggetto strano non riuscivamo a smontarlo e allora dietro la guida di mio cugino, pensammo di buttarlo nel fuoco. Era una spoletta di bomba. Eravamo 10 bambini e allo scoppio dell’ordigno ne uscimmo feriti e sanguinanti. A noi andò bene, altri ragazzi rimasero uccisi o invalidi. Pochi giorni prima le bombe non intelligenti inglesi avevano distrutto la mia casa e uccisi bambini e donne inermi che dormivano tranquilli. Nel Bombardamento erano morti cento cittadini e nessun tedesco, repubblichino o fascista. E neanche partigiano.

Oggi si parla con un’incredibile disinvoltura di una possibile guerra atomica. Trump è orgoglioso di avere fatto scoppiare in Afganistan la più grande bomba non nucleare mai esistita è alta dieci metri e larga uno, ha un potere distruttivo quasi come la prima bomba atomica, rade al suolo un cerchio di 200 metri di diametro. L’hanno chiamata Mother off all Bombs, “La madre di tutte le bombe”. E’ bella la bomba. Grande, luminosa, colorata. Immaginatela in piedi su un piedistallo d’acciaio, illuminata dai fari. Il grande idolo, il Moloch moderno.

La bomba sganciata su Hiroshima fu chiamata Little boy ‘ragazzino’. Nomi affettuosi e osceni che indicano la stupidità umana. Le genti si inginocchiano davanti, chiedono protezione, benedizioni e salvezza da lei e dai suoi figli: razzi, mitragliatrici, fucili a pompa, pistole. E dai suoi angeli neri di morte, portatori di distruzione e di morte. Nomi sconci: alla grande dea madre e al ragazzino figlio di Marte, affidiamo la nostra salvezza e il nostro futuro. Viaggiano su un missile luminoso a 2000 mila Km orari silenziosi, arrivano sull’obbiettivo per stanare, distruggere e annientare uomini, case piante.

Si parla di bombe intelligenti ma sono solo bombe assassine. Anche a noi può capitare la guerra. Una guerra europea o una guerra civile. E poi non si parla più degli arsenali atomici. Al mondo esistono mille ordigni atomici. 50 solo in Italia. Capaci di distruggere cento volte il pianeta. Si deve solo aspettare a chi arriva per prima la morte atomica la catastrofe ambientale.

Urliamo denunciamo terrorizziamoci, come si fece con il film del 1983 “Il giorno dopo,The Day After”, consapevoli che siamo sull’orlo del baratro.

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