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La poesia cantata di Vasco di B.Manni

Beppe Manni della CdB del Villaggio Artigiano di Modena
pubblicato sulla Gazzetta di Modena del 25 Giugno 2017

Il concerto di Vasco Rossi, a Modena non è solo un fenomeno mediatico. C’è qualcosa d’altro che non riesco bene a decifrare. Il giovane si immedesima, fa sue le canzoni di questi poeti moderni. Le loro parole veicolano i nuovi messaggi.

La nostra terra emiliana e modenese è ricca di poeti e cantautori. Nei miei anni di insegnante quando parlavo della poesia del 900, presentavo qualche testo di cantautori come De Andrè e Guccini. Lo facevo timidamente perché altri docenti di belle lettere, legati alla tradizionale letteratura umanistica, vedevano questa invasione di campo come una dissacrazione. Il premio Nobel dato a Bob Dylan, ha finalmente sdoganato la grande poesia cantata. Già negli anni settanta si era passato dalla retorica roboante dei testi dei sacri padri della letteratura: Petrarca, Ariosto, Marino, Foscolo, Carducci, D’annunzio, ad una interpretazione politica e ideologica dei contenuti, spesso snaturando l’ispirazione poetica dell’autore.

Oggi si ha quasi paura di parlare di argomenti troppo coinvolgenti, cosicché il commento delle poesie è diventato spesso un’arida dissezione e destrutturazione dello scritto poetico ammazzandone il contenuto e la bellezza. La poesia è un’opera d’arte da gustare e fruire. Come una bella musica o un quadro di un buon pittore. Ti commuove perché racconta le emozioni che risuonano nel tuo cuore. Il tanto disprezzato Pascoli e il Carducci che scrivevano Romagna, La cavallina storna, San Martino ecc mandati a memoria nelle elementari, rimangono gli unici pezzi letterari che ci ricordiamo. Leopardi è molto amato perché attraverso un’alta forma poetica traduce i tuoi sentimenti e ti interroga sul senso della vita.

La poesia è nata cantata come indicano le parole ‘canzone, ballata, sonetto’, che indicavano generi di “poesie”. Le poesie antiche erano comprese e cantate da molti, anche dal popolo. Gli stessi poemi dall’Iliade fino ai componimenti cavallereschi erano cantati dagli aedi e giullari ambulanti. Oggi i testi di Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Gino Paoli, Luigi Tenco, Francesco de Gregori, per citarne alcuni, sono un patrimonio comune. La Ballata di Piero, Ausciutz, Gesù Bambino, Marinella, Il cielo in una stanza, sono nel cuore di tutti e hanno sensibilizzato e formato milioni di italiani, sullo sterminio degli innocenti non solo nazista; sulla stupidità della guerra e la dolcezza dell’amore. Sull’amore e compassione per gli ultimi della terra.

Ma questi poeti cantori sono solo maschi e le donne prestatrici di voce?

Il nostro Vasco ha scritto canzoni di grande bellezza come Sally e Albachiara. Allora nella notte di fuoco del primo luglio, ci auguriamo che Vasco, la sua musica e le sue parole possano aiutare i giovani a godere e a trovare qualche senso in più nella vita.

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