Home Comunità Cristiane di Base “La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro” da M.Vigli

“La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro” da M.Vigli

Messaggio finale dei presidenti di tutte le Conferenze episcopali europee al termine della plenaria a Minsk. «Abbiamo stima e fiducia nei giovani», «affrontare l’immigrazione con accoglienza e legalità»

«La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro». È un messaggio di speranza per l’avvenire del continente europeo, nonostante i venti di populismo, chiusura delle frontiere, sfiducia nel progetto di Unione, quello lanciato dai vescovi presidenti di tutte le Conferenze episcopali d’Europa da Minsk, dove si è conclusa l’assemblea plenaria avviata il 27 settembre. «Nonostante le spinte che tendono a isolare crediamo a quella unità di ideali spirituali ed etici che da sempre è l’anima e il destino dell’Europa», scrivono i presuli nel documento rilanciato dall’agenzia Sir. E «crediamo ad un continuo cammino di riconciliazione che è parte non solo della storia, ma della vita, e che porta al rispetto e alla valorizzazione delle diverse tradizioni e religioni oltre ogni estremismo».

I presuli invitano l’Europa ad aprirsi «alla religione, alla trascendenza, alla relazione solidale, alla comunione» per proseguire «il cammino non sempre facile dell’Europa» e illuminare anche «lo stesso fenomeno dell’immigrazione» da affrontare – affermano – «nel segno dell’accoglienza, della integrazione e della legalità, nonostante difficoltà e timori, consci dello sforzo di una necessaria responsabilità comune».

Proprio l’immigrazione è stato uno dei temi affrontati dai vescovi nei piccoli gruppi di lavoro e nelle riunioni plenarie di questi giorni, durante i quali sono stati anche analizzati da diversi punti di vista e diverse prospettive anche geografiche problematiche come: la solitudine, le questioni del lavoro e della disoccupazione, la cultura dello scarto, il traffico di armi e degli esseri umani, il terrorismo.

Non è mancata infine una intera giornata dedicata ai giovani, tema sul quale sarà incentrato il prossimo Sinodo del 2018. I vescovi hanno ribadito che pensare al futuro del Vecchio Continente significa oggi prendersi cura delle nuove generazioni; quindi si sono interrogati sulla condizione giovanile nei diversi Paesi europei. Tutte le loro osservazioni sono contenute in un documento che sarà presentato alla Segreteria del Sinodo come contributo del Ccee alla preparazione.

«La Chiesa – si legge ancora nel messaggio finale -crede fermamente nei giovani, ne ha stima e fiducia, come una madre verso i suoi figli», quindi desta grande preoccupazione la cultura “liquida” che essi respirano a diversi livelli e che si concretizza nella «esasperazione individualista diffusa che genera incertezza e solitudine» e in «alcuni conflitti e ingiustizia che ancora oggi feriscono il grande bene della pace». «Sono motivi – scrivono i vescovi – che confermano il nostro impegno di stare accanto e camminare con loro; di far sentire che il Vangelo è l’annuncio del grande “sì” alla vita, all’amore, alla libertà, alla gioia: è dire “sì” a Cristo».

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