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Lettera alla CdB dell’Isolotto di CdB Viottoli

Alla Cdb dell’Isolotto
p.c. Al Collegamento Nazionale delle CdB

Care sorelle e cari fratelli

abbiamo ricevuto le vostre lettere, quella di Luciana e quella della comunità, e ve ne siamo grati. Sono occasioni importanti di dialogo e di confronto, che desideriamo mantenere vivi, perché parliamo di noi, della nostra storia, della nostra vita, delle nostre ricerche…

Anche noi siamo reduci da un’esperienza che ci fatto soffrire: non la nascita di un’altra comunità di base a Pinerolo, ma che non sia stato possibile convivere con chi stava maturando una visione del fare comunità che nasceva da percorsi di ricerca non ugualmente condivisi.

Ma restiamo convinti/e che le differenze appartengano alla nostra comune umanità, siano l’impasto quotidiano delle nostre storie e della Storia Universale dentro cui ci troviamo a vivere, con tutti i nostri limiti e tutte le nostre fragilità.

Crediamo davvero che ciascuno/a di noi sia storia, viva una storia, una storia a partire da sé, parziale, ma che, nel confronto e nel dialogo all’interno della comunità, dei gruppi, e nel cammino con altri uomini e altre donne, assume i caratteri di Storia con la S maiuscola.

Le comunità di base, nel loro cammino che dura da 50 anni (come la vostra) o qualche anno in meno (come la nostra), hanno costruito la Storia del movimento, nella loro autonomia e varietà di percorsi, mosse dal desiderio di aprirsi e accogliere ogni differenza.

E tutto questo nel contesto della storia sociale, politica, religiosa… della comunità umana più ampia in cui ci siamo trovati/e a vivere, a credere, a lottare. Il libro di Mira ci sembra che racconti uno di questi cammini. Come abbiamo scritto nella presentazione del dossier (che vi invitiamo a rileggere e che riportiamo in calce), è il racconto di un’esperienza comunitaria scritto da una donna a partire da sé.

Anche nella nostra comunità c’è stato un momento in cui abbiamo cominciato a prendere coscienza dell’esistenza di una differenza, fondamentale perchè originaria, quella tra uomini e donne, che per millenni è stata cancellata dalla cultura dominante, tutta al maschile: quando alcune donne ci hanno offerto il frutto delle loro ricerche sulle teologie femministe attraverso il quaderno di Viottoli “Nel segno di Rut”. Di lì è cominciata anche la differenziazione all’interno della comunità: tra chi, donne e anche uomini, si è lasciato/a trasformare, a poco a poco, da questa consapevolezza e chi vi ha fatto resistenza, tra chi oggi sostiene che questa differenza è il paradigma fondamentale per leggere la realtà e la Bibbia e chi la ritiene uno dei paradigmi, e non quello più importante.

Per questo siamo convinti/e che questa nuova consapevolezza femminile sia un dono e un’occasione decisiva anche per la parte maschile dell’umanità.

Nella vostra lettera ricordate il lavoro di Sergio Gomiti e di chi ha collaborato alla creazione dell’archivio della vostra CdB e non solo. Vi siamo grati/e per questo prezioso servizio, che va a vantaggio di tutto il movimento. Ci pare che da questa storia, e dalle nostre storie, emerga un messaggio importante, determinante per la vita delle CdB: l’invito ad essere fedeli al messaggio evangelico, che ha guidato e continua a guidare il cammino delle nostre piccole comunità, e ci dice che la conversione, il cambiamento di vita, a cui ci chiama il Vangelo di Gesù, è una pratica sessuata, diversa per gli uomini e per le donne.

Questo, per noi, è il centro del nostro desiderio di vivere da discepoli e discepole di Gesù. Cammino non immune da difficoltà, errori, incomprensioni… ma se siamo ancora qui è anche grazie a tanti uomini e tante donne che hanno radicato questo messaggio nei nostri cuori e nei nostri orizzonti.

Con questo spirito accogliamo il vostro desiderio di un periodo di silenzio, ma vi rinnoviamo il nostro: di poterci incontrare un giorno, le nostre due comunità, magari dopo l’estate, come abbiamo capito dalla telefonata di Giuseppe a Beppe.

Carissimi saluti a ciascuno e ciascuna di voi dalla CdB Viottoli di Pinerolo

Pinerolo, 5 aprile 2018

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(da Viottoli 2/2017)
Care lettrici, cari lettori,

abbiamo pensato di fare cosa gradita nel pubblicare un dossier, preparato dal gruppo donne della CdB Viottoli di Pinerolo, che raccoglie articoli, recensioni e altre notizie intorno al libro di Mira Furlani, Le donne il prete. L’Isolotto raccontato da lei.

Le comunità di base italiane hanno ormai una storia di circa 50 anni: è stato (ed è) un cammino proficuo, animato da donne e uomini, preti, laici e laiche che hanno creduto nella possibilità, dopo il Concilio, di cambiare la chiesa e rimettere al centro il Vangelo e il suo messaggio di amore e di solidarietà.

La ricchezza di questa esperienza è maturata grazie all’impegno e all’entusiasmo di chi ha creduto al cambiamento investendo tutto se stesso, tutta se stessa in una ricerca a cui ciascuno/ciascuna ha donato i propri carismi, i propri limiti, ma soprattutto la propria umanità.

Ecco, a nostro avviso, la centralità del messaggio: siamo uomini e donne in ricerca e in cammino senza avere nessuna verità in tasca, ma convinti e convinte che solo il confronto, la sperimentazione e soprattutto l’amore sono la strada per continuare a camminare insieme.

Le CdB hanno la loro storia o, meglio, “tante storie” raccolte in libri e documenti. Pensiamo che il libro di Mira sia uno di questi, con una particolarità: è il racconto dell’esperienza comunitaria scritto da una donna a partire da sé.

Ecco perché riteniamo sia importante ed utile diffondere il dossier, proprio per contribuire a quel cammino che dà spazio a tutte le voci in un crogiuolo fecondo e appassionato.

La redazione

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