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Lettera aperta a Benedetto XVI

di Bertrand Audoin, Françoise Barré-Sinoussi, Jean-François Delfraissy, Yves Levy
da “Le Monde”, 25 marzo 2009 (traduzione: www.finesettimana.org)

Sua Santità,
la sua dichiarazione sull’aereo che la portava in Africa ha gettato costernazione e suscitato numerose reazioni indignate del mondo scientifico, politico, di malati di aids e delle associazioni che lottano quotidianamente sul campo per frenare l’epidemia e aiutare i malati. Perché?

Perché quella dichiarazione è contraddetta dai risultati di venticinque anni di ricerca scientifica. Quegli studi mostrano che il preservativo è una barriera impermeabile agli agenti infettivi sessualmente trasmissibili (1). Le norme internazionali di fabbricazione di questo strumento di prevenzione gli assicurano la più grande efficacia.

L’analisi globale di quasi 140 articoli scientifici dedicati al controllo di coppie in cui uno dei due partner è sieropositivo dimostra in maniera inconfutabile che l’uso regolare del preservativo permette di ridurre di almeno il 90% il rischio di trasmissione dell’ HIV, ma anche di altre malattie sessualmente trasmissibili (2).

Quelle ricerche mostrano anche che l’uso del preservativo e le campagne di prevenzione sessuale sono state, e restano, il principale freno all’estensione dell’epidemia in tutto il mondo, anche in Africa e in Asia. In Brasile, la politica di promozione e di distribuzione dei preservativi tra la popolazione in generale ha per esempio fortemente contribuito al controllo dell’epidemia.

Perché la sua dichiarazione mostra un cinismo insopportabile. Lei non può ignorare che sui 33 milioni di persone con l’HIV, quasi 22 milioni vivono in Africa, proprio là dove lei ha scelto di esprimersi sull’aids. Lei sa che, sui 2,7 milioni di persone che si sono infettate dall’HIV nel 2007, il 45% ha tra i 15 e i 24 anni. Sono questi giovani, dai quali lei spera tanto di essere ascoltato, che la sua posizione rischia, tra l’altro, di esporre ad un rischio accresciuto di infezione da HIV. La sua posizione su questo problema è pericolosa per l’umanità.

Perché non può ignorare che gli ultimi venticinque anni di lotta contro questa epidemia sono stati caratterizzati da battaglie scientifiche, ma anche politiche. La sua posizione, evidentemente ideologica, la associa a coloro che portano sulla coscienza una pesante responsabilità. Nessuno ignora che la negazione del ruolo dell’HIV nell’aids da parte del presidente Thabo Mbeki ha ritardato l’introduzione di trattamenti antiretrovirali in Sudafrica, il che ha comportato la morte di circa 300 000 persone.

Nutriamo la speranza che di nuovo i nostri colleghi e i malati che lottano quotidianamente contro l’epidemia non si lascino sviare dalla loro lotta da dichiarazioni che testimoniano un tragico ritardo nella considerazione dell’urgenza e della gravità della situazione. Sappiamo tutti che l’uso del preservativo deve situarsi in un processo globale di prevenzione, che integra l’informazione sulla malattia, l’accesso alle cure e, più ampiamente, misure individuali di riduzione dei rischi.

Ma sappiamo anche che il suo rango le permette di consultare gli esperti più eminenti prima di esprimersi pubblicamente su di un’epidemia che ha già colpito 60 milioni di persone e ucciso 25 milioni di esse. Le loro opinioni avrebbero dovuto evitarle quella presa di posizione dalla conseguenze drammatiche, che, sicuramente, segnerà il suo pontificato. Può ancora ritornare sulle sue dichiarazioni, per il bene degli uomini e delle donne dell’Africa e del mondo intero.

1. “Information note on effectiveness of condoms in preventing sessually transmitted infections including HIV”. Who/Unaids, Geneva, august 2001.
2. “Effectiveness of male latex condoms for HIV/STD prevention”. National HIV Prevention Conference.Abstract T1-C1301.Atlanta, 2003.

Bertrand Audoin, direttore esecutivo di Sidaction;
Françoise Barré-Sinoussi, ricercatrice in virologia all’Institut Pasteur, premio Nobel di medicina 2008;
Jean-François Delfraissy, direttore dell’Agence nationale de recherche sur le sida e les hépatites virales;
Yves Levy, presidente del consiglio scientifico di Sidaction.

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