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ARRIVANO IN CINA UN MILIONE DI BIBBIE

di Elena Ferrara

Per ora saranno solo 100.000 ma entro il 2010 si arriverà ad un milione di copie. E’ questo, in concreto, il piano d’azione e di propaganda religiosa nei confronti della Cina, avviato dalla comunità di Taizé (Francia) – e precisamente dal priore Alois che guida l’associazione internazionale “monastica-ecumenica” – ed annunciato a Bruxelles. La prima fase dell’ “invasione” é già cominciata. Con le prime centomila copie del Nuovo Testamento che hanno già raggiunto diocesi, seminari e congregazioni religiose della Cina. Il progetto generale, sostenuto dalla comunità ecumenica, consiste nel far stampare e distribuire nel Paese asiatico un milione di bibbie, più esattamente duecentomila bibbie complete e ottocentomila copie del Nuovo Testamento con Salmi e libro del Siracide.

Quanto alla traduzione in cinese l’immenso lavoro è opera dello Studium Biblicum Franciscanum di Hong Kong, nella versione con scrittura orizzontale, ufficialmente accettata e utilizzata dalla Chiesa cattolica nella Cina continentale, a Hong Kong e a Taiwan. L’opera prevede un’introduzione per ogni libro e note esplicative in modo da aiutare il lettore ad entrare nel mondo della Bibbia e a comprenderne il significato. Nel dettaglio il lavoro “tecnico” è stato affidato all’Amity Printing Company di Nanchino, una delle più grandi aziende del settore, che nel passato ha già stampato sessanta milioni di bibbie per la Cina e per l’estero. All’opera sta contribuendo anche l’Alleanza biblica universale, che fornisce la carta per la stampa.

Sul piano propagandistico – come spiega una nota della comunità di Taizé – i responsabili delle Chiese incoraggiano la lettura della Bibbia, in particolare fra i giovani e i catecumeni. E donando la Bibbia, “Taizé vuole sostenere questo sforzo pastorale” invitando coloro che la ricevono “a leggerla e a condividerla con gli altri”. L’attuale operazione di propaganda religiosa assume, intanto, un carattere particolare dal momento che in Cina, per riprodurre la Bibbia, occorre un’autorizzazione del governo; per questo, ogni anno, le Chiese del Paese chiedono l’assenso per stamparne un certo numero. Ogni copia distribuita in Cina deve essere stata stampata in Cina. “È vietato importare bibbie – sottolineano a Taizé – ma uno straniero che giunga nel Paese può averne con sé una copia, per suo esclusivo uso personale”. Le bibbie finanziate da Taizé – stampate legalmente a Nanchino – non corrono quindi alcun rischio di essere confiscate.

E ci sono – sul piano dei ricorsi storici – alcuni precedenti. Perché durante il concilio Vaticano II i vescovi latino-americani chiesero alla Comunità ecumenica internazionale, di inviare in Sudamerica un milione di volumi del Nuovo Testamento in spagnolo e cinquecentomila in portoghese. Nel 1989 Taizé fece stampare un milione di copie del Nuovo Testamento in russo per la Chiesa ortodossa russa. E quest’anno, appunto, sosterrà anche il lavoro biblico della Chiesa protestante in Cina. Va avanti, quindi, quella che è definita come “Operazione speranza” che provvede all’istituzione di mini-biblioteche in diciannove parrocchie di sei diocesi della provincia di Shaanxi, sempre in Cina. E in questo contesto va sempre ricordato che il cattolicesimo in Cina è il punto dolens del sistema comunista.

Il Paese, infatti, con il suo miliardo e trecento milioni d’abitanti, può dirsi il più grosso paese ateo. Ma il Vaticano, è noto, non molla. Proprio nelle settimane scorse si è riunita, sotto la direzione del Papa, una Commissione incaricata di studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina. Nell’occasione si è parlato della formazione dei seminaristi e dei sacerdoti. In unione con i Vescovi della Chiesa in Cina – che sono i principali responsabili delle comunità ecclesiali – si è cercato di promuovere opere tese alla formazione intellettuale, spirituale e pastorale del clero. Si è detto, però, che i rapporti con le autorità di Pechino restano difficili e complessi perchè l’ora d’eventuali negoziati al momento non figura nell’agenda di Pechino.

Ma, come sempre, mai dire mai. C’è un piccolo segnale che viene dal Vaticano e, precisamente, dalla grande “Aula Paolo VI” dove si è svolto, in onore di Ratzinger, un concerto diretto dalla cinese Xian Zhang. Ed è stata la prima volta in as¬soluto che una donna è salita sul podio dell’Aula vaticana di fronte al Cristo scolpito da Pericle Fazzini. Non è poco per una diplomazia del “ping-pong” che si nutre anche di piccole parentesi di carattere musicale. La Cina s’avvicina.

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