Home Chiese e Religioni La doppia libertà e la doppia morale sta presentando il conto a Ruini e alla chiesa

La doppia libertà e la doppia morale sta presentando il conto a Ruini e alla chiesa

di Clelia Mori
da www.womenews.net

Mi pare che sia finita la politica di Ruini. O che stia finendo per luce riflessa. Comunque traballa. E quando trema vuol dire che sotto bolle qualcosa e che prima o poi accade del nuovo a meno che non si spenga il fuoco.

Ma qui, accanto al fuoco è stata messa troppa legna e accatastata male perché il fuoco non possa propagarsi anche alla catasta.
Questo giocare tra politica e fede, con alle spalle la mantellina rossa, ha fallito la scelta del personaggio e del luogo pubblico per innervarvi il credo cattolico.

E’ stato un logorio lento, su cui lo sguardo ha preferito rimanere distratto a lungo ma alla fine i nodi sono arrivati al pettine grazie all’uomo prescelto da Ruini come affidabile.

I continui silenzi sui suoi comportamenti e i troppi veti agli uomini e alle donne senza potere, per uniformarli al dovere e non al piacere della religione, hanno liso la corda.

E non è servito a irrobustirla nascondere sotto il tappeto l’assenza di desiderio di attrarre con gli esempi, i pensieri e la passione della fede.
Una sola croce si intravede sulle spalle di questi raffinati prelati: d’oro e pietre preziose…

La scorciatoia di imporre con la legge la fede non si è rivelata una via più breve alla fede ma la solita politica da monarca cattolico, vecchia come il cucco, che ha già dato nei secoli dimostrazioni a iosa del suo potere fuorviante.

Ma non sembra che il nostro clero, come già molti altri nel tempo, abbia voluto prenderne consapevolezza soprattutto ai piani alti, pur avendo gli strumenti storici a disposizione.

Pur sapendo che l’imposizione non convince e che non c’è grande guadagno per Dio da questo tipo di atteggiamenti avendo Lui dato all’uomo il privilegio della libertà di scegliere.

E pare che l’uomo se la tenga ben stretta la libertà e anche le donne, così come la capacità di discernere per gestirla. Gli uomini e le donne non sono stati certo tentati dalla delega della loro libertà ai prelati.

La parola interpretativa di Ruini non è riuscita ad essere una guida per arrivare a Lui, ha diviso i “credenti” di potere da quelli senza potere, le donne dagli uomini, e le ha ridotte a corpi contenenti senza identità desiderante e questo corpo vuoto da riempire ha uniformato di sé religione e potere politico e potere mediatico, trascinandovi fede e democrazia.

Ha regredito l’identità maschile a un modello d’attore da terz’ordine, malato da pensiero fisso nella finzione del video e nella realtà.

Mettere nelle mani del potere temporale la fede, perché questa è stata la delega che Ruini ha traslato al potere civile, non è stato lungimirante per entrambi, ma soprattutto per Ruini.

Ha rafforzato il senso di onnipotenza e la certezza dell’impunità per qualsiasi atteggiamento politico, pubblico e privato, anche se un pregio l’ha avuto: ha fatto emergere il valore indiscutibile del privato come garanzia o condanna del pubblico, anche se fino ad ora si pensava di poterlo tenere sotto traccia.

Ma ha anche autorizzato ogni libertà nei potenti se stiamo ai loro comportamenti, e ridotto la libertà delle altre e degli altri.
Due libertà in contraddizione tra loro sono comparse sulla scena pubblica e religiosa, confondendone il senso.

E’ difficile poter disporre della libertà in questo modo anche se si è alto prelato, e mantenerne il senso generale: uno dei due salta.
Non la si può fare e disfare a piacimento neppure se si chiede alle fedeli e ai fedeli obbedienza quasi assoluta.

Il sacramento della confessione sta scomparendo dai confessionali, le chiamate sacerdotali sono vistosamente diminuite, le chiese sono spesso vuote. L’8 per mille ha rimpinguato le casse del clero ma svuotato di passione la fede.

La doppia libertà e la doppia morale sta presentando il conto e sta arrivando sul tavolo di Ruini ma anche su quello della Chiesa.

Il corpo vuoto delle donne, calpestato a fondo dal calcagno del clero che ha cercato in questo tutti gli accordi possibili, si è preso la sua rivincita sconfermando tutti: tv, chiesa e politica.

Forse tutto questo vuoto che si è voluto vendere non c’è, e le donne lo sanno, è un’abile invenzione del potere civile e religioso che per questioni storiche è maschile… Duole dirlo ma è così.

E la rivinciata non è neanche tale, perché le donne, comunque intese, sono altro, pur vendendo parti del loro corpo. Alla fine non stanno nel posto dove si vuole metterle: mogli, amanti, veline o escort…

Le donne, come dice Alain Touren, nel suo “ Il mondo è delle donne ” investono su se stesse. Oggi soprattutto.

E’ l’invenzione del corpo vuoto femminile che non esiste, si è scambiato accoglienza all’uomo e alla vita per vuoto. Il vuoto è quello del non saper vedere il ruolo delle donne nella vita e quello maschile…

Non so se siamo al post femminismo e al post patriarcato, a cui credo di più, come dice Ida Dominijanni, di certo siamo in un luogo che le donne hanno curato affinché potessero prendere sempre più parola ed è accaduto anche nei rapporti di commercio del proprio corpo fino a scuotere ogni potere alla radice, persino il senso di sé degli uomini.

Pur non condividendo né il commercio di troppe parti del corpo, maschile o femminile che sia, nè lo scambio di queste parti con favori politici perché non credo che da lì nasca la propria libertà.

E’ una materia troppo viva questo corpo femminile e ormai troppo sapiente di sé perché possa accettare ancora di stare per sempre dove lo vogliono mettere senza creare danni: alla storia, alla tradizione, alla politica e alla chiesa che, magari, fa finta di non cogliere il nesso, ma dovrà misurarsi comunque coi risultati che il suo pensiero mondano ha prodotto.

E non c’è vanto, basta guardarsi intorno, da difendere nell’aver fatto proliferare questa idea di vuoto femminile in ogni angolo della relazione umana nazionale…

E non serve chiedere una tregua come fa oggi il nostro presidente Napolitano in vista del G8, anche se lo capisco.

I buoi sono scappati e non è colpa dei giornali se ne parla e non si fodereranno gli occhi di prosciutto i leader dei G8 con la tregua.
Ormai il nostro carisma per troppi silenzi è saltato, e la mano che ha avuto il coraggio di renderlo nudo, per poter ricominciare, è femminile.

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