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Lettera al Papa, dal Cile e dall’Argentina

LE COMUNITÀ CHE SI OPPONGONO AL PROGETTO “PASCUA LAMA” CHIEDONO AL PAPA CHE SVOLGA LA SUA FUNZIONE DI GARANTE MORALE DEL TRATTATO DI PACE ED AMICIZIA TRA IL CILE E L’ARGENTINA.

In vista della prossima riunione tra il Papa Benedetto XVI e le Presidentesse del Cile e dell’Argentina, per celebrare i 25 anni del Trattato di Pace ed Amicizia tra le due nazioni, le comunità andine dei due paesi informano la società che questo accordo rappresenta il pericoloso precedente che diede via libera alla perdita di sovranità pubblica sulla cordigliera ed alla cultura della morte appoggiata dai governi cileno ed argentino fino ai giorni nostri.

Comunità ecclesiali e civili del Cile e dell’Argentina, attraverso una lettera aperta, chiedono al Sommo Pontefice che, in qualità di garante morale del Trattato di Pace tra le due nazioni, rifiuti i vizi interpretativi che ne sono seguiti, che hanno permesso alle multinazionali dell’industria mineraria di diventare le vere ed incontrastate sovrane di questa terra andina.

Secondo le organizzazioni firmatarie, il Trattato di Pace venne utilizzato come base giuridica del Trattato Minerario Binazionale. Questo accordo, redatto in pratica dalle multinazionali per difendere i loro interessi economici in questa zona di confine, e sottoscritto dai due paesi sulla pelle dei cittadini, sta permettendo progetti ecologicamente devastanti come “Pascua Lama”.

Il Trattato Minerario Binazionale mette nelle mani delle grandi imprese minerarie straniere più del 25% del territorio cileno e 6% del territorio argentino. Basandosi su un documento che pretendeva di salvaguardare le frontiere e “preservare, rafforzare e sviluppare vincoli di pace inalterabili e di amicizia perpetua”, i governi dei nostri paesi hanno poi approvato altre leggi che di fatto cedono alle multinazionali straniere (totalmente indifferenti agli interessi dei popoli cileno ed argentino) questi territori di confine, prima intoccabili, dove si trova la stragrande maggioranza delle sorgenti d’acqua cilene e tutti gli ecosistemi dei ghiacciai.

Le organizzazioni firmatarie hanno portato avanti innumerevoli azioni per invalidare il Trattato Minerario Binazionale ed i progetti che si stanno promovendo sulla base dello stesso, ma purtroppo nessuna di queste ha avuto successo. È per questo motivo che ci rivolgiamo a Lei, Santo Padre, come garante morale del Trattato di Pace ed Amicizia, affinché faccia prevalere l’etica politica sugli interessi economici che fino ad oggi hanno dettato le decisioni in questo ambito.

La lettera, è stata consegnata alla Nunziatura di Santiago del Cile il giorno venerdì 20 novembre 2009 alle ore 11 della mattina, da parte dei rappresentanti delle organizzazioni della Valle del Huasco e di diversi settori ecclesiali, e siamo in attesa che Benedetto VXI la riceva prima del suo incontro con le Presidentesse Michelle Bachelet e Cristina Fernández , il giorno 28 novembre, in Vaticano.

Nel 2007, alcune organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa, organizzarono un Tribunale Pubblico contro la multinazionale Barrick Gold, titolare del progetto “Pascua Lama” promotrice della firma del Trattato Minerario Binazionale. In quella occasione, in base alle esperienze negative già vissute da altre comunità in Perù, in Cile ed in Argentina, a causa della presenza della Barrick Gold, il Tribunale ordinò l’immediato abbandono, da parte della multinazionale, delle nostre terre per l’irreparabile danno socio-ambientale e morale che stava producendo.

Questa sentenza, con tutte le sue argomentazioni giuridiche, è stata allegata alla lettera inviata al Papa, insieme con una cartina geografica raffigurante tutto il territorio cileno ed argentino che, grazie al Trattato Minerario Binazionale, viene ceduto alle multinazionali.

Santiago, Valle del Huasco, 20 novembre 2009

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Sua Santità
Papa Benedetto XVI

Più di trenta anni fà, due nazioni sorelle, le Repubbliche del Cile e dell’Argentina, quasi
entrarono in guerra per una controversia di confine. Grazie all’opportuno intervento di Sua Santità
Papa Giovanno Paolo II, si evitò lo scontro ed alla fine, le nostre due nazioni firmarono nel 1984 il
Trattato di Pace ed Amicizia tra i popoli. L’obiettivo centrale di questa iniziativa era consolidare la
vocazione pacifica nella risoluzione dei conflitti e previlegiare “gli interessi fondamentali dei loro
popoli” ad altri meschini interessi, consagrando il tutto sotto “la protezione morale della Santa
Sede”.
Tuttavia, la buona fede di questo documento fu capitalizzata dalle multinazionali
dell’industria mineraria che, avvalendosi degli Accordi di Complementarietà Economica,
travisarono la logica originaria del trattato e spinsero i governi a firmare nuovi accordi: il più
importante fu il Trattato di Complementarietà ed Integrazione Mineraria, sottoscritto nel 1997 e
ratificato nel 2001, con il quale vennero ceduti più del 25% del territorio cileno e il 6% del territorio
argentino andini allo sfruttamento minerario da parte di capitali stranieri, dando vita a veri e propri
“paesi virtuali” in vari luoghi dove si trovano i ghiacciai e le sorgenti di acqua che irrigano le valli
ed i campi andini dei nostri paesi.
Questo documento fu redattato dalla multinazionale canadese Barrick Gold, titolare del
progetto Pascua Lama, primo progetto minerario binazionale del mondo che si vuole portare avanti
grazie al trattato. Le comunità hanno utilizzato tutte le istanze possibili per farsi ascoltare e
recuperare il vero spirito dell’Accordo di Pace ed Amicizia tra i popoli, ma gli Stati hanno preferito
la gestione impresariale sull’opzione cittadina.
Le comunità ed organizzazioni che sottoscrivo questa letrera, dal 2000 sono
quotidianamente colpite dal progetto Pascua Lama: 15 lavoratori sono morti sulle ande ancor prima
che il giacimento si metta in funzione, due dei principali ghiacciai della zona sono già stati distrutti,
il traffico di camion carichi di macchinari pesanti, cariche esplosive e pericolose per quelle strette
strade di montagna e per i nostro paesini ha diviso le nostre famiglie, i vicini sono entrati in
conflitto tra di loro per la somministrazione dell’acqua perché i fiumi che scendono dalle ande già
risentono degli interventi dell’impresa mineraria, le autorità locali sono state corrotte ed hanno
quindi indebolito ogni meccanismo di rappresentanza della popolazione, distruggendo quel minimo
di fiducia verso il prossimo, motore del nostro modo di vita semplice, genuino, legato
all’agricoltura ed ai cicli della terra.
Le nostre chiese ed in particolare le comunità locali della Chiesa Cattolica hanno giocato un
ruolo fondamentale nell’aiutarci a svegliare in noi l’interesse e capire l’importanza della difesa del
creato e la sua preservazione per le generazioni future. Grazie all’appoggio di queste comunità e dei
popoli originari minacciati dagli interventi minerari, abbiamo portato avanti moltissime iniziative:
legali, di diffusione, di denuncia, messe e manifestazioni, azioni locali, regionali, nazionali ed
internazionali, cercando di fermare ciò che sappiamo costituirà la morte della valle nella quale per
secoli hanno vissuto le nostre famiglie, e dove oggi vivono più di 70 mila persone. Il potere dei
soldi e la collusione tra i politici e gli impresari hanno oscurato le nostre richieste, i nostri Stati
hanno ceduto alle imprese, permettendo loro di prendere in mano anche l’educazione, la salute e le
politiche della casa e di altri servizi di base nella zona. Questi aiuti monetari (bricciole rispetto alle< br />milionate che si ottengo con il business delle miniere e che non fanno altro che aumentare la
disuguaglianza tra ricchi e poveri, quella disuguaglianza che la Chiesa ha sempre denunciato in
tutto il Mondo), fanno in modo che, pur sapendo benissimo che tutto prima o poi sarà contaminato
dalla presenza delle multinazionali, molte persone non si azzardano a mandarle via dalle loro terre,
perchè ormai la loro vita dipende anche da queste.
Pascua Lama è il primo progetto (ma ce ne sono già altri 6 pronti a partire, ed una lista
d’attesa di oltre 150) che si ubicherà a 5200 metri d’altitudine. I negoziati per realizzare iniziative
simili tra il Cile ed il Perù, Cile e Bolivia, Ecuador e Perù, sono già in atto. È uno scenario di crisi
ambientale, idrica, di migrazioni forzate e miseria che sicuramente genererà nuovi scontri tra fratelli
e sorelle a livello binazionale e continentale.
Nella Sua recente enciclica “Carità nella Verità”, Lei afferma:
“L’accaparramento delle risorse, specialmente dell’acqua, può provocare gravi conflitti tra le
popolazioni coinvolte. Un pacifico accordo sull’uso delle risorse può salvaguardare la natura
e, contemporaneamente, il benessere delle società interessate […] Il degrado della natura è
infatti strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana: quando l’
«ecologia umana» è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio
[…] Per salvaguardare la natura non è sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi
economici e nemmeno basta un’istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma il
problema decisivo è la complessiva tenuta morale della società”.
In questi suoi apprezzamenti, troviamo eco alle nostro domande, ed è per questo motivo che che ci
rivolgiamo a Lei, Santo Padre, come garante morale del Trattato di Pace ed Amicizia, affinché
faccia prevalere il buon spirito orginario del Trattato di Pace, soprattutto adesso che riceverà in
Vaticano le Presidentesse Michelle Bachelet e Cristina Fernández , il giorno 28 novembre, per
celebrare i 25 anni di questo trattato tanto importante.
Concretamente, Le chiediamo che possa mediare tra le nostre Presidentesse affinché
s’impegnino a:
– Congelare tutte le richieste da parte delle imprese minerarie realizzate nell’ambito del
Trattato di Complementarietà ed Integrazione Mineraria, fino a quando non si realizzi una
discussione informata nelle comunità ed un dialogo aperto sulla trascendenza di questi
progetti, con rappresentanti di tutti i settori.
– Rispondere alla società per non aver mantenuto gli impegni presi in campagna elettorale,
soprattutto con rispetto alla promessa di legiferare in materia di protezione degli ecosistemi
dei ghiacciai.
– Accettare il parere del Tribunale Etico dei Popoli (si allega documento in versione originale)
per quanto riguarda le azioni intraprese dalla multinazionale Barrick Gold nei nostri paesi, in
modo che questo parere possa costituire un precedente sufficiente per esigere il suo
abbandono dai nostri territori.
– Rendere pubblico il risultato dell’udienza, per superare così l’usuale recinto informativo che
cirdonda le comunità colpite.
Cristina Hoar
Departamento de Justicia, Paz e Integridad
de la Creación de la Conferencia de los
Religiosos/as de Chile -CONFERRE
Lucio Cuenca
Presidente
Observatorio Latinoamericano de
Conflictos Ambientales -OLCA
Arianne Van Andel
Coordinadora Coalición Ecuménica
Mauricio Ríos
Presidente Consejo de Defensa del Valle
del Huasco
Sottoscrivono questa lettera
Persone ed Organizzazioni Cilene
Agrupación de defensa del Valle de Chalinga, Salamanca
Centro Cultural, Social y del Medio Ambiente Ceibo – Maipú
Centro Ecuménico Diego de Medellín.
Centro Ecoceanos
Coalición Ecuménica por el Cuidado de la Creación
Comité de defensa del valle de Chuchiñi, Salamanca
Comité de Defensa y Recuperación del Cobre
Comité Defensa Del Mar, Misissipi, San José de la Mariquina, Región de los Rios
Congregación Misioneras de Jesús María y José (Vallenar)
Coordinadora Defensa del Valle del Huasco, Alto del Carmen, región de Atacama
Coordinadora Regional Ambiental – Atacama
Consejo de Desarrollo de Salud Juan Verdaguer, Huasco
Departamento de Justicia,Paz e Integridad de la Creación de la Conferencia de los religiosos/as de
Chile -CONFERRE
Departamento Justicia, Paz e Integridad de la Creación (Diócesis de Copiapó)
Observatorio Latinoamericano de Conflictos Ambientales – OLCA
OCAS Organización Ciudadana Ambiental de Salamanca
Pastoral Salvaguarda de la Creación, Comuna de Alto del Carmen, Región de Atacama.
Plataforma Rural por la Tierra
Sacerdotes y Religiosas Región de Atacama, Valle Sur.
Sindicato de la Construcción de Vallenar, Región de Atacama.
Persone ed Organizzazioni Argentine
Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel de la Paz
Ing. Mario Cafiero (Diputado Nacional M.C.)
Amigos de la Tierra, Argentina
Asamblea Patagónica por la Vida y el Territorio, Contra el Saqueo y la Contaminación de Argentina.
Asamblea Permanente por los Derechos Humanos, Delegación Bariloche, Argentina-
Conciencia Solidaria, Ong. Interprovincial de Argentina
Departamento de Pastoral Social de la Diócesis de Bariloche, Argentina.
Junta Directiva Nacional de CONFAR (Conferencia Argentina de Religiosas y Religiosos).
Vecinos Autoconvocados de San Carlos. Mendoza Argentina
Altri
Padre Marco Arana – Premio Nacional de DDHH – Perú
Observatorio Conflictos Mineros de América Latina -OCMAL

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