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La chiesa dietro la vittoria di Pisapia

Alcide Gonella
www.lettera43.it

Un rapporto che nasce da lontano quello tra i cattolici di Milano e Giuliano Pisapia. Lo dimostrano i tanti che hanno seguito in diretta dal teatro Elfo Puccini l’arrivo dei risultati del ballottaggio che hanno consacrato l’avvocato milanese prossimo sindaco della città. Tra il pubblico Fabio Pizzul, consigliere regionale del Partito democratico e già direttore della diocesana radio Marconi, don Virginio Colmegna, direttore della Casa della carità e tanti altri appartenenti a movimenti cattolici di volontariato.

UN LEGAME INIZIATO DALLE PRIMARIE. Ma la genesi di questo riuscito legame tra le forze di sinistra e il mondo moderato cattolico e borghese di Milano ha trovato le sue origini nelle primarie del novembre 2010. In quella occasione il candidato indicato come più vicino al mondo cattolico era il presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida. Tra i suoi sostenitori in quella sfida era facile trovare cattolici e borghesia milanese che da sempre appartengono al più caratteristico mondo riformista ambrosiano.

Pisapia aveva un radicato rapporto con l’associazionismo ecclesiale, già da prima della sua discesa in campo, e il suo profilo personale suonava – anche ai cattolici più riottosi – una garanzia rispetto alle paure che sorgevano rispetto alle forze politiche al suo fianco: da Sinistra ecologia e libertà fino al più variegato mondo della sinistra radicale.

Stefano Boeri, candidato ufficiale del Pd, aveva anch’egli raccolto intorno a sé il mondo cattolico impegnato nel sociale che non aveva rinunciato ad appuntamenti pubblici con lui: dal già citato don Virginio Colmegna a don Gino Rigoldi, cappellano delle Carceri minorili di Milano.

La forza di Pisapia e del suo team è stato un paziente lavoro di cesellamento e di costruzione di rapporti con tutti i soggetti del mondo cattolico che nel corso delle primarie erano scesi in campo e con quanti invece avevano preferito restare sullo sfondo.

La curia ambrosiana non è scesa in campo, salvo solo richiamare al silenzio e all’abbassamento dei toni al termine della prima parte della campagna elettorale, e non ha dato alcuna indicazione ufficiale. Ma alcuni uomini vicini a piazza Fontana e in collegamento con le forze vicine a Pisapia e al suo staff hanno fatto capire che era necessario far giungere un messaggio per rassicurare sulle future intenzioni che l’amministrazione comunale intendeva perseguire.

IL MESSAGGIO DI PIZZUL SUL CORSERA. Non è un caso l’intervista sul Corriere della sera pochi giorni prima della presentazione delle linee d’indirizzo della futura giunta da parte di Fabio Pizzul. Quel colloquio appariva come una «telefonata» per richiamare all’importanza di dare un messaggio chiaro e rassicurante non solo alla curia, ma all’intero mondo moderato cattolico – di base centrista – pronto a dare fiducia a Pisapia, senza però firmare cambiali in bianco.
Il messaggio pare essere stato colto in pieno proprio attraverso alcune linee d’indirizzo che la futura giunta perseguirà.

L’unico movimento ecclesiale rimasto legato al centrodestra e all’ormai ex sindaco Letizia Moratti è stata Comunione e liberazione. Sino all’ultimo, diversi suoi appartenenti non hanno fatto mancare la loro opera di volantinaggio per presentare la Moratti come la migliore risposta alle istanze cattoliche. Una decisione nonostante il trattamento ricevuto al termine del primo turno, quando Il Giornale (e non solo) aveva additato gli appartenenti al Movimento di don Giussani come i «giuda» che avevano tradito (accusa sciolta come neve al sole). E anche in occasione del ballottaggio (molti turandosi il naso) Cl ha sostenuto il candidato del Popolo della libertà.

I CATTOLICI SPERANO NEI POSTI IN GIUNTA. Non sono serviti i proclami sulla realizzazione di una moschea a Milano o sull’invasione di profughi e immigrati per spaventare i cattolici, che hanno deciso di dare fiducia alla forza tranquilla e al viso sorridente di Pisapia. Anche se ora qualcuno comincia a dire che sarà importante vedere i primi passi.

L’avvocato e i suoi consiglieri dovranno essere abili nel tenere a bada le forze più estreme e le eventuali, se mai ci fossero, voglie di «vendetta». Dovranno contenere – è questo il pensiero di alcuni leader cattolici di Milano – le spinte radicali visto che Marco Cappato (unico esponente dei Radicali) siederà in consiglio comunale. La misura verrà anche dai posti in giunta che verranno riservati ai cattolici. Perché è vero che Pisapia ha vinto, ma chi gli ha dato fiducia ha fatto capire che nessuna cambiale è stata firmata in bianco.

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