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Auguri ai Musulmani per l’inizio del Ramadan 1432

Decima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2011 – Comitato Organizzatore
www.ildialogo.org

Cari fratelli e sorelle,

in occasione dell’inizio del Ramadan 1432 vi porgiamo i nostri auguri più sinceri e fraterni e niente affatto rituali.

L’inizio del vostro Ramadan avviene quest’anno a pochi giorni dall’infame e terribile atto criminale realizzato in Norvegia da chi si è dichiarato “cristiano” e propugna idee naziste e razziste. Vittime di quell’infame azione sono stati giovani e giovanissimi fra cui tantissimi cristiani e musulmani che in quel paese convivono pacificamente oramai da decenni e che insieme stavano partecipando ad un campo giovani del Partito Laburista norvegese per costruire un futuro migliore.

Questa azione infame e l’ideologia infame che l’ha generata ci devono spingere ancora di più sulla strada del dialogo, dell’amicizia, del rispetto e della stima reciproci, del superamento di qualsiasi incomprensione e pregiudizio reciproco. Di fronte a tale barbarie, che ripete ciò che i nazisti hanno fatto nel corso della seconda guerra mondiale e di tutta la loro infame storia, siamo ancora più convinti che non c’è alternativa alla via del dialogo se vogliamo dare un futuro alla nostra umanità.

Sono passati oramai dieci anni da quando nel 2001 lanciammo l’appello per la realizzazione di una giornata del dialogo cristiano-islamico. Da allora tantissime cose positive sono accadute ma purtroppo, come gli ultimi tragici avvenimenti della Norvegia ci ricordano, non siamo ancora riusciti a sconfiggere la guerra e la violenza e l’ideologia odiosa che la genera e la sostiene.

Ma proprio i tragici fatti della Norvegia ci confermano ancora di più sulla necessità del dialogo nonché sull’urgenza del tema, “dialogo, pluralismo, democrazia: il nostro comune orizzonte”, che quest’anno abbiamo indicato alle comunità cristiane e musulmane per la celebrazione della Decima Giornata del Dialogo Cristiano-Islamico del prossimo 27 ottobre 2011, perché il dialogo, per consolidarsi tra le persone e tra i popoli, non può fare a meno di pluralismo e democrazia.

Crediamo sia necessario che tutti gli uomini e donne di volontà buona prendano esempio dal primo ministro norvegese Stoltenberg che ha affermato di voler rispondere all’odio e alla violenza con “più democrazia e più apertura”, esattamente l’opposto di quello che vogliono terroristi e guerrafondai.

Sappiamo che il Ramadan per le comunità musulmane è un momento di gioia, di impegno personale e collettivo sulla via del bene, rifiutando tutto ciò che è male e aprendosi al povero e al diseredato per i quali vengono raccolti fondi di solidarietà.

Auguriamo che un tale spirito possa espandersi anche alle comunità cristiane e a tutte le altre comunità di fede, per riscoprire il bene comune, l’amore per la vita ed il rifiuto di ogni violenza, rifiutando l’idea di poter essere padroni di Dio, perché – così abbiamo concluso il nostro appello – il dialogo è lo sforzo sulla via di Dio che ci compete e ci onora.

Ramadan karim!
Con un fraterno saluto di shalom, salaam, pace

Il Comitato Organizzatore della Decima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2011

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AI FRATELLI E ALLE SORELLE MUSULMANE AUGURI DI BUON RAMADAN

Il Ramadhan (visto dal mondo cristiano)

Rosario Amico Roxas

Colgo l’occasione di questo spazio per porgere ai fratelli musulmani gli auguri per l’inizio del Ramadhan 1432, che in moltissimi onoreranno, anche se potrebbero sentirsi esonerati, trovandosi lontani dalla loro terra, ripromettendosi di recuperare quando dovessero ritrovarsi nella condizione più favorevole.

Auguri, ovviamente a titolo personale, ma sarebbe bello che altri ritenessero opportuno associarsi.

“Ramadhan” è il nome del nono mese lunare del calendario musulmano.

Si tratta di uno dei cinque pilastri della religione musulmana, che concretizza la visione verticale della religiosità (rapporto esclusivo dell’uomo con Dio) e orizzontale (rapporto solidale fra gli uomini).

Durante questo mese i musulmani, da circa un’ora e un quarto prima del sorgere del sole fino al suo tramonto, si astengono dal bere, dal mangiare e da qualsiasi relazione sessuale. E’ dunque un mese di rottura, rispetto alla vita quotidiana, che mira al risveglio della spiritualità ed alla coscienza della presenza di Dio.

E’ la volontà, da parte del musulmano, di prendere le distanze dal mondo per avvicinarsi al Creatore dei mondi. Questa dimensione spirituale è fondamentale, è l’espressione intima della verticalità della fede, cioè della dimensione che regola il rapporto fra l’uomo e Dio.

Ma la dimensione orizzontale si presenta come il complemento indispensabile poiché colui che digiuna entra in una sorta di comunione con gli altri uomini, ma, principalmente, con i poveri e i bisognosi della terra. Senza bere, senza mangiare, l’uomo è incoraggiato a dare, a condividere ed a partecipare alla vita comunitaria.

La privazione del corpo segna la rinascita e la rigenerazione dell’energia spirituale, perché tale privazione si coniuga con l’esigenza di ripristinare rapporti sociali interrotti, screzi fatti o subiti, in un sentimento di pacificazione interiore che riavvicina le famiglie e i gruppi alla luce della solidarietà umana e sociale.

L’aspetto religioso si fonde così con l’aspetto sociale, per questo il ramadhan va inteso come l’espressione della verticalità della fede. Tutto però dipende dal più importante pilastro dell’Islam, e cioè la Professione di Fede, che unisce tutti gli altri pilastri: la carità, la preghiera e il pellegrinaggio alla Mecca.

Non esiste digiuno senza la professione di fede, come non esisterebbero gli altri pilastri se non compresi nell’unico disegno divino che trova, nella professione di Fede, la più alta manifestazione.

Nel nostro mondo occidentale e nelle Chiese cristiane, il digiuno e l’astinenza dalla carne, che era di regola tutti i venerdì e durante tutta la Quaresima, cioè quaranta giorni, sono stati praticamente abbandonati. Nel mondo protestante questa prescrizione si mantiene astratta e non fa parte di quelle obbligatorie.

Tra i cattolici restano solo due giorni di digiuno all’anno, ma un giorno di digiuno per un cattolico significa semplicemente limitarsi ad un pasto e due spuntini. Non si tratta assolutamente di astenersi da alimenti e bevande per tutto l’arco della giornata.

La pratica islamica è certo stupefacente per noi cristiani. Costituisce una testimonianza di fede singolare. Non c’è alcuna confessione al di fuori dell’Islam che manifesti in modo così forte la sua fede in questa occasione.

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