Home Chiese e Religioni Bagnasco: cattolici, tornate a impegnarvi in politica

Bagnasco: cattolici, tornate a impegnarvi in politica

Angelo Miotto
www.peacereporter.net

Todi, culla del nuovo impegno dei cattolici in politica. L’affondo della Cei delle settimane scorse, le distanze evidenziate dallo stesso cardinal Bagnasco rispetto ai vent’anni di berlusconismo ( nei quali la Chiesa ha taciuto e premuto per ottenere i provvedimenti a lei cari dal fine vita, alle coppie di fatto, le scuole private e i regimi fiscali attenuati fra l’altro), oggi trova il momento costruttivo di una nuova realtà, già all’opera all’interno della maggioranza di governo e fuori, come testimonia l’attivismo degli ex Dc su tutti i fronti, politici e mediatici. La benedizione di Bagnasco è stata preceduta da quella del direttore del Corsera, Ferruccio De Bortoli, in un chiarissimo editoriale che dice dove punta lo storico quotidiano moderato in cerca di una nuova realtà politica di destra liberale.

Il testo della prolusione ai lavori del convegno di Todi, che riunisce importanti personalità della politica, dell’imprenditoria e del pensiero tutti accomunati dalla matrice cristiana cattolica (Cisl, Confcooperative, Acli, Coldiretti, Azione cattolica, Movimento dei Focolari, Confartigianato, Movimento cristiano lavoratori, Compagnia delle Opere, Comunità di Sant’Egidio, Fuci e a tanti altre associazioni. È la prima volta, dopo il Concilio Vaticano II, che si riuniscono tutti questi gruppi), è ricco di riferimenti biblici e delle diverse anime della dottrina morale e sociale della Chiesa.

C’è un unico problema, sostengono diversi analisti. Mancherebbe un leader.

Proponiamo un semplice e schematico gioco di citazioni dal discorso del presidente della Cei, che disegna agilmente quali siano i capisaldi della nuova ‘Cosa’ bianca.

I cristiani hanno qualche cosa da dire, di decisivo per il bene dell’Umanità.

[… ] La comunità cristiana deve animare i settori pre-politici nei quali maturano mentalità e si affinano competenze, dove si fa cultura sociale e politica.

La religione non è un problema per la società moderna ma, al contrario, una risorsa e una garanzia: la Chiesa non cerca privilegi, né vuole intervenire in ambiti estranei alla sua missione, ma deve poter esercitare liberamente questa missione.

È opportuno ripetere che non c’è motivo di temere per la laicità dello Stato, infatti il principio di laicità inteso come “autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica – ma non da quella morale – è un valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa e appartiene al patrimonio di civiltà che è stato raggiunto”.

Metamorfosi antropologica. Sono in gioco le sorgenti stesse dell’uomo: l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino.

Nella coscienza universale sancita dalle Carte internazionali è espressa una acquisita sensibilità verso i più poveri e deboli della famiglia umana, e quindi è affermato il dovere di mettere in atto ogni efficace misura di difesa, sostegno e promozione. Ciò è una grande conquista, salvo poi – questa dichiarazione – non sempre corrispondere alle politiche reali.

La nostra Europa come l’intero Occidente segnato da una certa cultura radicale fortemente individualista, si trova da tempo sullo spartiacque fra l’umano e il suo contrario. Questi temi non sono rimandabili.

La Dottrina sociale della Chiesa, il pensiero universale e l’esperienza, offrono in verità una visione ben più alta e nobile dello Stato.

Portare a tutti e in ogni ambiente questo patrimonio, con la coerenza della vita e il coraggio della parola fino alle conseguenze sociali, è un servizio doveroso perché è un bene per tutti.

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