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La pretesa di avere l’esclusiva su Dio

Marco Ventura
Corriere della Sera, 20 novembre 2011

Che cosa è più blasfemo? L’immagine di Papa Ratzinger che bacia l’imam di Al Azhar nella
pubblicità Benetton appena ritirata? Il comico Crozza nei panni di un finto Benedetto XVI che
spara ai piccioni di piazza San Pietro? O il vero Benedetto XVI, fotografato mentre riceve in dono
un crocifisso da Silvio Berlusconi?

È il dilemma delle sensibilità, delle emozioni, dei gusti. Due modi opposti di rappresentare Dio: chi lo raffigura con licenza e chi ne custodisce il verbo; i diritti di chi immagina il divino contro i diritti di chi lo amministra.

Intrigò Indro Montanelli il contrasto tra l’estasi di d’Annunzio davanti al rogo della cattedrale di Reims, bombardata dai tedeschi durante la Prima guerra mondiale, e l’indignazione del vescovo locale.

La Francia è ancora nell’occhio del ciclone. Cattolici anti-cristianofobia hanno distrutto ad
Avignone l’opera Piss Christ di Andres Serrano e si son poi scagliati a Parigi contro la pièce di
Romeo Castellucci Sul concetto del volto del Figlio di Dio.

Intanto, alla vigilia dell’uscita di un numero speciale sull’Islam, la sede del periodico satirico «Charlie Hebdo» veniva data alle fiamme.

Cristianofobia e islamofobia sono benzina nel motore di chi si fa violento perché possiede un Dio
da difendere. Invece nessuno ha l’esclusiva su Dio. Dio è di tutti.

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