Home Chiese e Religioni Vescovi del Libano: Primavera araba espressione delle aspirazioni infrante dei giovani

Vescovi del Libano: Primavera araba espressione delle aspirazioni infrante dei giovani

Fady Noun
www.asianews.it, 30 novembre 2011

Nella loro assemblea annuale, i patriarchi e i vescovi cattolici del Libano mettono al centro i giovani. La necessità di trovare un linguaggio che avvicini la Chiesa alle nuove generazioni.

“Le rivoluzioni arabe in corso sono state organizzate per dare ai giovani uno spazio dove poter realizzare i loro sogni”. E’ quanto afferma il comunicato finale della recente Assemblea annuale dei patriarchi e dei vescovi cattolici del Libano (Apecl). L’incontro avvenuto a Bkerké (Beirut), si è concluso lo scorso 26 novembre ed è stato guidato dal patriarca maronita Bechara Rai.

Il tema della sessione è stato incentrato su “I giovani, il loro spazio e la loro missione nella Chiesa”, seguendo una raccomandazione della riunione speciale del Sinodo dei vescovi, avvenuta a Roma nell’ottobre 2010, dove si è sottolineato che “i giovani sono il futuro della Chiesa e sono suoi testimoni nelle loro comunità”.

Basandosi su una ricerca sul campo e su un questionario inviato a 1200 ragazzi fra i 18 e i 30 anni, i membri dell’assemblea hanno considerato la necessità di “modernizzare il linguaggio con cui la Chiesa si rivolge ai giovani”. In merito, i prelati hanno ascoltato alcuni laici, uomini e donne, membri di associazioni e docenti universitari, che hanno espresso le proprie aspettative e suggerito alcuni cambiamenti per avvicinare alla Chiesa giovani credenti e non.

L’assemblea ha analizzato soprattutto gli effetti sociali della modernità sui giovani, l’impatto dei media, il loro coinvolgimento nelle organizzazioni non governative e la delusione delle loro aspettative. Tuttavia, i prelati hanno notato con grande soddisfazione l’impegno di migliaia di giovani nei movimenti di apostolato dei laici, parrocchie e associazioni.
I vescovi hanno espresso la loro preoccupazione per “l’emarginazione di una gioventù invasa dai media, che vive al ritmo di una progresso senza precedenti nella storia; una gioventù che soffre l’instabilità sociale e politica dell’ambiente, fonte di problemi psicologici , e che si lamenta di non avere alcuna influenza sul proprio futuro, e che finisce per perdersi (riferendosi alle droghe), ribellarsi, oppure emigrare”.

Sul piano politico è da notare, una evoluzione della posizione della Chiesa nei confronti della Primavera araba. “Le rivoluzioni al momento in corso nei Paesi arabi sono solo una delle facce della aspirazioni dei giovani”, afferma il comunicato. Il nostro obiettivo è procurare uno spazio dove possano realizzare i loro sogni”, così anche da poter giocare un ruolo sempre più efficace nella società e nella vita pubblica”.

Su questo particolare punto, il comunicato dell’assemblea va oltre e domanda “per i popoli arabi in rivolta, riforme politiche, sociali ed economiche”, e li esorta a condurre la loro lotta in modo pacifico “, lontani dalla guerra e dagli spargimenti di sangue che si stanno verificando ora. ”

Per il resto, la nota ripete il messaggio della Chiesa maronita e invita al consolidamento dell’unità sulla base del patto nazionale; la gestione interna della vita pubblica del Paese, il rispetto per la democrazia, le libertà civili, diritti umani e l’alternanza al potere, la creazione di una nazione civile “(II.1et 2), al contrario di una teocrazia o uno Stato puramente laico.
L’ Apecl chiede anche “il rispetto di tutti gli impegni internazionali del Libano, per prima cosa quelli presi con il Tribunale speciale per il Libano, dal quale si aspetta verità e giustizia sul’omicidio di Rafik Hariri “.

I vescovi invitano il Libano a rinvigorire il suo modello di dialogo islamo-cristiano: il dialogo della vita tra due culture , “nella speranza che un giorno sia designato dalle Nazioni Unite come un centro internazionale per il dialogo tra religioni, culture e civiltà “.
In conclusione, l’Apecl lancia ancora una volta un appello per risolvere il conflitto israelo-palestinese, basato su una soluzione “giusta e globale che rispetti le risoluzioni internazionali, compreso il diritto dei palestinesi a fare ritorno nella loro terra e di avere uno Stato entro confini sicuri e riconosciuti “.

Sul piano amministrativo interno, l’Apecl ha deciso che il prossimo anno (2012), sarà l’anno della Bibbia, e ha sottolineato l’importanza della riconciliazione tra i coniugi, prima di qualsiasi procedura di annullamento, e il sostegno alle scuole private e gratuite. Infine, esso ha comunicato le nomine dei nuovi responsabili nei vari comitati.

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