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Pellegrini, ora si vola in terra santa con El Al

Luca Kocci
il manifesto, 04.02.2012

Apartheid con approvazione ecclesiastica. Da metà febbraio i pellegrini dell’Unitalsi – la struttura cattolica che organizza i viaggi di ammalati e anziani a Lourdes e negli altri santuari religiosi – si recheranno in Terra santa, ovvero in Israele e Palestina, con i voli della El Al, la compagnia di bandiera israeliana. L’accordo è stato presentato pochi giorni fa a Roma, in un palazzo del Vicariato, alla presenza anche del sindaco Alemanno, e ha incassato la benedizione del patriarca latino di Gerusalemme, mons. Foud Twal. «Grazie all’assistenza a terra e a bordo della compagnia di bandiera El Al Israel Airlines», spiega entusiasta Salvatore Pagliuca, presidente dell’Unitalsi, migliaia di «persone disagiate e disabili, nonostante le loro difficoltà, potranno viaggiare verso gli itinerari dello spirito per scoprire attraverso il pellegrinaggio in Terra santa il cuore delle radici cristiane».

«Un’altra, pesantissima, irresponsabile e deprecabile firma di sostegno diretto all’apartheid più lungo della storia», il duro commento di Pax Christi e del suo coordinatore nazionale, don Nandino Capovilla, principale animatore della campagna «Ponti e non muri», contro il muro di separazione voluto dal governo di Gerusalemme. Si tratta di «un accordo apparentemente solo economicoturistico, ma la potenza occupante che da decenni distrugge nell’impunità il popolo palestinese è riuscita a comprare l’appoggio incondizionato della più grande organizzazione cattolica di pellegrinaggi alle sue politiche di oppressione», aggiunge Pax Christi, e migliaia di malati e anziani delle nostre parrocchie diventeranno «inconsapevolmente sostenitori dell’occupazione di Israele nei Territori palestinesi». Perché ad Israele «non bastano tank e bulldozer per arrestare e demolire, né caccia e bombe al fosforo», ma anche «milioni di inconsapevoli «soldati» da tutto il mondo che, pensando di aderire ad un percorso spirituale e culturale encomiabile, prestino il loro volto innocente e magari sofferente, alla demolizione di interi villaggi e aiutino a nascondere il vero volto di uno Stato occupante e violento».

Insomma un’operazione di cosmesi al profumo di incenso e mirra, con benedizione ecclesiastica, che chiama i Territori palestinesi occupati con l’edulcorata e bugiarda espressione «Judean desert» e riporta tutti i nomi degli insediamenti israeliani ma dimentica quelli delle città e dei villaggi arabi dove i palestinesi tentano di sopravvivere. Dal prossimo 19 febbraio – quando è previsto il primo viaggio Unitalsi-El Al – migliaia di pellegrini cattolici italiani «diventeranno senza saperlo diretti promotori e finanziatori dei crimini di cui continua a macchiarsi Israele», denuncia Capovilla.

Ma è solo l’inizio, annuncia Pagliuca: «Unitalsi ed El Al contano di incrementare il flusso dei pellegrini in Terra santa ma anche di inaugurare nuove destinazioni europee di pellegrinaggi, Lourdes, Banneaux, Nevers, Fatima e Santiago de Compostela».

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