Home Chiese e Religioni Sostegno all’appello alla disobbedienza dei 320 preti austriaci di un gruppo di preti della diocesi di Rouen

Sostegno all’appello alla disobbedienza dei 320 preti austriaci di un gruppo di preti della diocesi di Rouen

S.A.P.A. FRANCE
www.culture-et-foi.com (traduzione: www.finesettimana.org)

… PER UNA VERA OBBEDIENZA AL VANGELO

Approviamo il testo dell’appello alla disobbedienza. Aggiungiamo che vogliamo una Chiesa che sia in ascolto dei bisogni e delle attese degli uomini di oggi, una Chiesa solidale con i poveri e gli
esclusi. Scritto in un contesto un po’ diverso dal nostro, il manifesto dei preti austriaci ha i suoi limiti; si può discutere l’uno o l’altro punto, ma non vogliamo aspettare ad unirci al movimento, al fine di contribuire a far progredire le cose. Esprimiamo anche la nostra solidarietà alla dichiarazione dei 190 teologi tedeschi.

NOTA COMPLEMENTARE

1. Vogliamo una Chiesa che, ad immagine di Gesù Cristo, sia presente alle sofferenze, ai dolori, ai fallimenti e alle speranze della vita degli uomini. Una Chiesa che rivela che l’amore di Dio agisce nei cuori e nell’intelligenza di tutti gli uomini. Una Chiesa fatta di peccatori che procedono insieme a tutti gli altri uomini. Una Chiesa che cerca di riparare ciò che le disgrazie della vita hanno spezzato. Per questo sosteniamo i fedeli divorziati-risposati che chiedono di poter ricevere i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia. Il sentimento di esclusione di cui soffrono non fa che aumentare le sofferenze spesso molto dure che hanno sopportato.

2. Vogliamo una Chiesa che non dia lezioni di morale ma che cerchi insieme agli uomini di oggi il modo di rendere il mondo migliore per tutti; una Chiesa che mostri quanto il Vangelo possa essere liberatore; una Chiesa presente là dove gli uomini sono rifiutati e umiliati, che accompagni gli immigrati, gli irregolari senza documenti, i disoccupati, una Chiesa che non li rinchiuda nel loro passato ma che contribuisca ad aprire loro un futuro e una speranza: la Chiesa del Padre Wresinski (ATD Quart Monde), dell’Abbé Pierre, di Madre Teresa, di Soeur Emmanuelle, la Chiesa di Nelson Mandela, di Martin Luther King, di Dom Elder Camara e delle comunità di base in America Latina… E di tutti coloro che lottano ovunque per un mondo più giusto.

3. Vogliamo una Chiesa che dia ai laici tutto il loro spazio, che sappia ascoltarli, che sappia lasciare che si assumano delle responsabilità a tutti i livelli, che dia loro, essendovene sempre più di preparati, la possibilità di predicare, di essere responsabili di comunità… Già ora sono nominati dei delegati pastorali per ovviare allo scarso numero di preti. Questa situazione non potrà che amplificarsi in futuro. Non basta riconoscere loro una responsabilità e nominarli se non si dà loro al contempo la possibilità di esercitare questo ministero: celebrare il battesimo, essere testimini del matrimonio, e per altri, poter dare l’unzione degli infermi, sarebbe il segno di un vero riconoscimento. Crediamo che l’ordinazione di uomini sposati, che darebbe alle comunità i preti di cui hanno bisogno, trasformerebbe il ministero del prete. Questi preti, che manterrebbero la loro vita professionale, non sarebbero più il centro di tutto, ma agirebbero circondati da una comunità di persone che condividerebbero le loro responsabilità.

4. Siamo PER una Chiesa che dialoghi, che ascolti e che parli a più voci. Il nostro intervento ha lo scopo di sostenere i vescovi che da tempo chiedono delle riforme a Roma e non vengono ascoltati.

5. Deploriamo un regresso rispetto al Concilio Vaticano II, che definiva la Chiesa popolo di Dio, con una gerarchia a servizio di questo popolo. Abbiamo troppo spesso l’impressione di essere tornati ad una Chiesa piramidale, con il papa, poi i vescovi, poi i preti, e infine, proprio in basso, i fedeli destinati ad obbedire passivamente. Il Concilio Vaticano II ha ridato al corpo episcopale la possibilità di esercitare, in unione con il Papa, il potere su tutta la Chiesa (Lumen Gentium n° 22). Questo potere si esercita specificamente
nei sinodi dei vescovi. Ma bisogna riconoscere che attualmente questi sinodi sono diretti e limitati nei loro obiettivi dalla curia romana; la loro libertà di espressione è controllata. Ugualmente, i sinodi diocesani non possono trasmettere a Roma le proposte dei fedeli che non potrebbero essere accolte dalla curia. Giovanni XXIII aveva lottato perché la Chiesa sfuggisse al potere della curia. Noi temiamo fortemente che anche oggi sia la curia a dirigere la Chiesa.

6. Con altre chiese cristiane e molti teologi cattolici, pensiamo che non ci siano controindicazione all’ordinazione delle donne al ministero presbiterale; tale ordinazione sarebbe il segno di una Chiesa che entra nella modernità e accetta di trasformarsi sotto il soffio dello Spirito, e non quello di una fortezza assediata e che cede all’integralismo per paura del mondo di oggi. È importante ricordare che il gruppo promotore del sostegno all’appello dei preti austriaci è lo stesso che aveva pubblicato un intervento sul quotidiano “La Croix” nel 2007 con il titolo “Che cosa
aspettano i nostri vescovi?”

SAPA France – 135 rue St Julien – 76100 ROUEN
Il Comitato direttivo: Paul Flament – Guy Gravier – René Gobbé – Jean-Marie Héricher

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