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Il Vaticano, il Vangelo e Machiavelli

mons. Luigi Bettazzi
Adista Segni Nuovi n. 23/2012

Quanto sta avvenendo in Vaticano in queste settimane e mesi ha sconcertato il mondo. Ed ha sconcertato soprattutto i cattolici.

Se qualcuno, dal di fuori, può guardare con soddisfazione il rivelarsi di lotte meschine entro le mura del potere vaticano, i cattolici – ma non soltanto loro – osservano invece con sgomento il manifestarsi di faide all’ultimo coltello, proprio laddove si predica e, soprattutto, si dovrebbe testimoniare la pace, come frutto dell’amore. Ovvero la sostanza del messaggio evangelico di Gesù.

Certo la Chiesa è fatta di uomini – anzi di persone umane, ma in Vaticano quasi esclusivamente di uomini al maschile – ed è quindi inevitabile che vi siano debolezze umane, come ce ne sono sempre state, anche più gravi di quelle di questo periodo.

Colpisce però che al giorno d’oggi, proprio a cinquant’anni di distanza dall’inizio del Concilio Vaticano II che voleva rinnovare la Chiesa, i mezzi di comunicazione abbiano potuto divulgare in tutto il mondo queste miserie del vertice istituzionale della Chiesa cattolica.

È vero che chi ha organizzato tutto questo pasticcio – al di là del povero maggiordomo che sicuramente sarà stato indotto a questo compito malvagio “per il bene della Chiesa” – l’avrà fatto forse pensando davvero al bene della Chiesa. O per lo meno a quello che lui pensava come bene della Chiesa. Ma era Niccolò Machiavelli, non il Vangelo, a tranquillizzare che «il fine giustifica i mezzi»!

E il mio pensiero corre a quanti, soprattutto a cominciare dai giovani, scandalizzati di questi comportamenti, ne riceveranno una sollecitazione, se non a opporsi alla Chiesa, almeno a lasciarla o a disinteressarsene. Non è proprio questa la “nuova evangelizzazione” da proporre!

Eppure, dal momento che Dio dal male è capace di ricavare anche il bene, credo che la Chiesa, dall’intera vicenda, peraltro ancora in corso, possa ottenere una sollecitazione a dismettere le sue aspirazioni e i suoi programmi di potenza e di ricchezza per ritrovare sempre più l’ispirazione evangelica della semplicità, della povertà, della coerenza.

Penso e prego per papa Benedetto, che aveva intrapreso un’opera di purificazione della Chiesa, incoraggiando trasparenza e severità nell’ambito della questione della pedofilia, ed ora si trova proprio in casa queste lordure (cui aveva già accennato in quella famosa Via Crucis prima di essere eletto al soglio pontificio, nel Venerdì santo della Quaresima del 2005). Preghiamo per lui e per la Chiesa, perché sappiano trarre da questa vicenda così triste l’ispirazione e la forza per una purificazione decisa e trasparente, che sia di conforto per quanti vorrebbero un mondo più giusto ed esemplare.

* Vescovo emerito di Ivrea (To); già presidente di Pax Christi

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