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Cattolici in politica. Resoconto dell’incontro su Cattolici ed associazionismo cattolico all’opera

Amici di Supplemento d’anima
Articolo pubblicato sul settimanale delle diocesi toscane uscito il 14/06/2012

Il 9 giugno si è svolto, promosso da Amici di Supplemento d’anima CSC, l’incontro su Cattolici ed associazionismo cattolico all’opera. Un progetto politico oggi per l’Italia di domani. Dilagante disaffezione dei cittadini nell’attuale classe politica e desiderio di uno strumento credibile per il bene comune hanno dato forte voce a chi vuole sperare nonostante tutto, con una generazione di politici nuova, diversa dall’attuale. I cattolici avvertono in più l’urgenza di esprimersi con persone illuminate, capaci e determinate a servire al di là dell’interesse privato e delle visioni di parte.

Esponenti di numerose associazioni toscane (CISL, ACLI, MCL, Coldiretti, UCID, Movim. politico per l’unità – Focolari, AC, MEIC, AGE, Rondine/Cittadella della pace, “F. Mazzei”, AIART, …), hanno espresso insieme la ferma volontà di cooperare, fin d’ora, ad un progetto politico per l’Italia: progetto che, sia chiaro, vuol essere non solo pre-politico, ma politico tout court, nel quadro della Carta d’intesa, sottoscritta a livello nazionale, e di Retinopera, in raccordo con analoghe iniziative, come il cd Forum di Todi: la partecipazione attiva all’incontro di chi opera fuori Toscana lo comprova. La comune ispirazione cristiana dei partecipanti non esclude di porsi in discernimento, a questo fine, con altre persone di retta coscienza, salda preparazione e buona volontà.

Si è deciso, intanto, di elaborare, con un coordinamento di gruppi di lavoro tematici – attivo nei prossimi giorni -, un progetto che, richiamandosi ai principi della DSC, sia condiviso, sì da promuoverne, perciò, l’effettiva realizzazione. Quando il progetto prenderà forma, guardando al ruolo del partito politico, di strumento fondamentale della partecipazione per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, si porrà, caso mai, la questione del “contenitore”.

Ora, vanno elaborate proposte su lavoro, famiglia, economia, finanza ed infrastrutture, welfare, democrazia e su quella sfida educativa che, oggi più che mai, di tutto ciò è premessa e chiave di lettura. Va risolta la questione della riforma elettorale; ma se ne dimostrano capaci le forze politiche in campo? Gli evidenti motivi di questa impasse la rendono, però, inaccettabile.

Occorre un programma di formazione alla vita pubblica, chiarito che, se la politica non è anche libertà dai propri interessi privati, essa diviene un servizio prima (o solo?) a se stessi. Bisogna riprendere i sentieri interrotti della Costituzione con lo spirito del Codice di Camaldoli, e ridonare credibilità alla politica con la testimonianza di chi vi opera. Perciò, si è subito chiarito che non si mette vino nuovo in otri vecchi: quindi, è centrale promuovere un deciso ricambio della classe dirigente del Paese, rimasta al potere ai diversi livelli istituzionali negli ultimi decenni.

Troppi hanno coltivato troppo a lungo in più di uno schieramento disegni gretti: quella stagione è definitivamente finita! Qui ed ora ha da giocarsi la sana aspirazione ad edificare qualcosa di più e di meglio di quanto abbiamo trovato: una sfida legittima e doverosa, che oggi suona temeraria? La disaffezione e, talora, la rabbia che si esprime in forme, anche elettorali, di protesta, richiedono un nuovo impegno nel politico, fatto di amore per la responsabilità, la legalità e la democrazia, di capacità di pensare in grande, di posporre assolutamente l’interesse privato al bene comune e, non ultimo, il coraggio di osare!

Rinunciarvi in questa temperie sarebbe colpevole omissione quando va data la luce di una dimensione concreta alla Speranza: ce lo chiedono le generazioni passate, presenti e future. E’ la chiamata a testimoniare la politica davvero come servizio, la più alta forma di carità, è l’aforisma degasperiano, per cui un politico guarda alle prossime elezioni (non che se ne possa prescindere, intendiamoci), ma è uno statista che guarda alle prossime generazioni; è, oggi più che mai, lo Spes contra spem! di La Pira.

Ci siamo detti insieme che cosa intendiamo fare per il Paese: ora, operiamo!

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