Home Chiese e Religioni Roghi tossici, anatema della Chiesa alla politica

Roghi tossici, anatema della Chiesa alla politica

Antonella Palermo
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/ 27 agosto 2012

C’è la Chiesa, con quattro vescovi, a mobilitarsi contro i roghi tossici che anche in quest’estate l’hanno fatta da padrone nelle campagne tra Napoli e Caserta: la «terra dei fuochi». Il vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina, quello di Aversa, Angelo Spinillo, di Capua, Bruno Schettino, e di Acerra, Giovanni Rinaldi, si sono dati appuntamento ieri per la veglia di preghiera organizzata da don Maurizio Patriciello, parroco della Chiesa San Paolo Apostolo, nel parco Verde di Caivano, e fautore della crociata contro i roghi tossici che avvelenano popolosa fetta della Campania.

Una crociata fatta di preghiere ma anche di azioni di sensibilizzazione. È stato lo stesso don Maurizio a guidare un gruppo di parroci della zona che, dopo un incontro con il vescovo di Aversa (che è anche presidente per il Sud della Conferenza Espiscopale Italiana) e assieme all’alto prelato, hanno voluto scrivere un’accorata lettera ai cittadini. La lettera, divenuta anche un manifesto, ha fatto velocemente il giro del web ancora prima di essere distribuita ieri durante la veglia. Un grido di dolore, una denuncia, ma anche un richiamo al senso civico e al dovere (non solo morale) di denunciare. «Le nostre amate campagne da tempo sono diventate una pattumiera a cielo aperto di rifiuti industriali altamente tossici e nocivi per la salute. Ad ogni ora del giorno e della notte, altissime colonne di fumo nero e puzzolente avvelenano l’aria e le persone. Siamo molto preoccupati per il nostro territorio e per le nostre vite. Il pensiero corre soprattutto ai bambini e agli ammalati. Vi siamo accanto in questi difficili momenti. Stiamo soffrendo con voi e per voi. Insieme a voi gridiamo al mondo il dolore ma anche la speranza che questa somma ingiustizia finisca presto. L’aria ce l’ha donata Dio, nessuno ne è il padrone. L’aria ci è indispensabile più del pane, nessuno ha il diritto di insozzarla, di avvelenarla. A nessuno è concesso di deturpare la nostra terra e rattristare i cuori. Siamo indignati per quanto accade sotto gli occhi di tutti. Non bisogna, però, cedere allo scoraggiamento. Ognuno faccia la sua parte. Impariamo a denunciare il male e chi lo compie».

Anche la politica è chiamata a fare la sua parte. «Purtroppo – ha commentato don Maurizio – all’interesse mediatico di questi giorni non è corrisposto un impegno politico adeguato contro questo triste fenomeno. I roghi continuano, beffardi e imperterriti, sotto gli occhi di tutti, compresi quelli dei nostri politici che dovrebbero, invece, intervenire, in maniera perentoria». Intanto il Coordinamento dei comitati contro i fuochi va avanti con una raccolta firme per depositare a settembre una ufficiale denuncia nei confronti del Presidente della Regione, dei Presidenti delle Province di Napoli e Caserta e dei sindaci di una quarantina di Comuni. «Andiamo avanti – fa sapere – con le denunce dei singoli cittadini e l’azione di stimolo verso le istituzioni. Il cammino è ancora lungo ma non ci scoraggiamo».

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