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Chiesa e società. La KEK adotta il documento “Europa e politiche familiari”

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Un ricettario a protezione delle famiglie e dei loro membri più deboli: bambini, donne, anziani

Molti cambiamenti nella società e nell’economia hanno delle significative ripercussioni sulla vita delle famiglie. E’ partendo da questa constatazione che la Commissione chiesa e società della Conferenza delle chiese europee (KEK) dal 2008 ha avviato una riflessione che ha prodotto l’articolato documento “Europa e politiche familiari” lanciato ufficialmente in questi giorni.

Approvato già a fine novembre, le chiese membro della KEK, sottolineando l’importanza che riveste la famiglia nella vita delle persone e nella società, con questo “ricettario” indirizzato sia alle chiese, ma anche ai decisori politici, vogliono mettere l’attenzione sul fatto che le politiche oggi non possono più prescindere dalla pluralità dei volti delle famiglie: “I sostanziali cambiamenti in fatto di attitudini e comportamenti nei confronti del matrimonio, della procreazione e della sessualità, ci pongono oggi di fronte a una crescente varietà di modelli famigliari in Europa. Sempre più persone vivono sole, e molte sono le famiglie monoparentali o – in caso di nuovi matrimoni dopo il divorzio – anche ‘allargate’.

Non è più possibile parlare de ‘la famiglia’ come un’entità uniforme”, si legge nell’introduzione al documento. Pertanto, al centro dell’attenzione della Commissione chiesa e società della KEK sono, non tanto i mutamenti a livello microsociologico, ma le sfide che le famiglie si trovano a dover affrontare in tempo di crisi: sicurezza materiale, inclusione attiva, politiche fiscali. L’accento è posto in particolare sulla promozione dell’interesse superiore del minore, ma anche delle politiche di genere, della giustizia intergenerazionale, della cura per le persone anziane, della protezione delle famiglie migranti e delle donne vittime di violenza, senza dimenticare il ruolo che hanno le chiese nel sostenere responsabilmente tali politiche.

L’esortazione rivolta agli stati, pur nella difficoltà della crisi economica, è quella di non dimenticare il loro sostegno alle famiglie che restano “il miglior canale attraverso il quale ogni società può offrire cura, educazione e socializzazione”. In caso contrario il risultato potrebbe rivelarsi “estremamente costoso, sia in termini finanziari che di coesione sociale”. (Il documento è scaricabile qui in lingua inglese: http://csc.ceceurope.org/index.php?id=15).

La KEK, fondata nel 1959, raccoglie 120 chiese anglicane, ortodosse, protestanti e vecchio-cattoliche, nonché una quarantina di associazioni in tutta Europa. Ha i suoi uffici a Ginevra, Bruxelles e Strasburgo.

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