Home Chiese e Religioni Un tedesco allo IOR, sotto l’ombra di Bertone

Un tedesco allo IOR, sotto l’ombra di Bertone

Sandro Magister
http://chiesa.espresso.repubblica.it/ 22 febbraio 2013 –

Tra gli ultimi atti di governo di Benedetto XVI hanno avuto un notevole impatto mediatico le nomine riguardanti l’Istituto per le Opere di Religione, l’ente finanziario con sede in Vaticano che custodisce depositi, al novembre del 2011, per 6,3 miliardi di euro, per conto di 20.772 clienti. Per cominciare, il 15 febbraio la sala stampa vaticana ha annunciato il nome del nuovo presidente del consiglio di sovrintendenza dello IOR. Si tratta del tedesco Ernst von Freyberg che prende il posto di Ettore Gotti Tedeschi, rimasto in carica dal settembre 2009 al maggio 2012, quando venne bruscamente defenestrato dai suoi colleghi del board.

L’annuncio è stato dato con un comunicato della sala stampa vaticana pubblicato anche a pagina 2 de “L’Osservatore Romano” datato 16 febbraio. “La commissione cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR) – recita la nota – ha provveduto alla nomina, a norma degli statuti, del nuovo presidente del consiglio di sovrintendenza nella persona dell’avvocato Ernst von Freyberg. Gli altri quattro membri del consiglio di sovrintendenza mantengono il loro incarico”. In base all’articolo 8 dello statuto dello IOR del 1990, infatti, spetta alla commissione cardinalizia nominare e revocare i membri laici del consiglio di sovrintendenza. I quattro confermati sono il tedesco Ronaldo Hermann Schmitz, l’americano Carl Albert Anderson, lo spagnolo Manuel Soto Serrano e l’italiano Antonio Maria Marocco.

“Tale decisione – prosegue il comunicato – è il risultato di profonda valutazione e di diverse interviste che la commissione cardinalizia ha compiuto, sempre con il supporto del consiglio di sovrintendenza. Si è trattato di un percorso di alcuni mesi, meticoloso e articolato, che ha permesso di valutare numerosi profili di alto livello professionale e morale, anche con l’assistenza di un’agenzia internazionale indipendente, leader nella selezione di alti dirigenti d’impresa. Il Santo Padre, che ha seguito da vicino l’intero processo di selezione e di scelta del nuovo presidente del consiglio di sovrintendenza dello IOR, ha espresso il suo pieno consenso alla decisione della commissione cardinalizia”.?

Parlando con i giornalisti, il direttore della sala stampa padre Federico Lombardi ha specificato che la scelta è stata adottata “all’unanimità” dai cardinali la mattina del 13 febbraio e che il papa ne è stato informato il pomeriggio del 14, ribadendo comunque che non si tratta di per sé di una nomina pontificia.? “Il procedimento per la ricerca del nuovo presidente dello IOR è stato avviato l’estate scorsa”, ha spiegato Lombardi, che ha aggiunto: “È stata utilizzata l’agenzia Spencer Stuart e la commissione cardinalizia ha dato mandato di procedere in questo modo”.

“È stato notevole il modo con cui il personale dell’agenzia ha affrontato il lavoro”, ha proseguito padre Lombardi, spiegando che “l’agenzia ha presentato quaranta candidati, una selezione ne ha ridotto il numero prima a sei e poi ad una terna. Questi hanno avuto colloqui con la commissione cardinalizia, con i due cardinali residenti fuori Roma [Scherer e Toppo – ndr] informati telefonicamente”.

Von Freyberg, tedesco, 55 anni, sposato, è membro dei Cavalieri di Malta e codirigente dell’Associazione per i pellegrinaggi a Lourdes dell’arcidiocesi di Berlino. Ma il suo profilo biografico ha scatenato l’attenzione dei media per un altro aspetto. Il nuovo presidente laico dello IOR è infatti anche presidente dei cantieri navali Blohm & Voss Group di Amburgo, la cui “attività fondamentale – ha precisato Lombardi – è oggi nella trasformazione e riparazione di navi da crociera, nell’attività per l’industria che opera in alto mare, nella costruzione di yacht. Attualmente fa anche parte di un consorzio che costruisce quattro fregate per la marina militare tedesca”.

Il portavoce del gruppo cantieristico ha spiegato che si tratta di navi destinate ad aiutare la Germania e la NATO a combattere terroristi e pirati e che, comunque, è l’ultima commessa di questo genere del gruppo stesso, dopodichè la Blohm & Voss non si occuperà più di forniture militari.

Il giorno dopo l’annuncio della nomina di von Freyberg è arrivata anche la notizia del rinnovo della commissione cardinalizia che presiede allo IOR. Il 16 febbraio infatti è stato diffuso comunicato della Sala Stampa, anche questo pubblicato su “L’Osservatore Romano” con data del giorno successivo, con cui si dà notizia che Benedetto XVI “ha rinnovato per un quinquennio” la commissione cardinalizia dello IOR.
In pratica il pontefice ha confermato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, che rimane presidente della commissione, e i porporati Jean-Louis Tauran, presidente del pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Odilo P. Scherer, arcivescovo di San Paolo in Brasile, e Telesphore P. Toppo, arcivescovo di Ranchi in India.

L’unico membro della commissione sostituito è stato il cardinale Attilio Nicora, presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria, AIF al posto del quale il papa ha nominato il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, APSA. Questa variazione di per sé non risulta sorprendente. Infatti, nel rapporto stilato lo scorso luglio dagli esperti di Moneyval circa l’inserimento della Santa Sede tra i paesi virtuosi nella lotta al terrorismo e al riciclaggio, si chiedeva di sciogliere il conflitto d’interessi creato dalla presenza di Nicora sia nell’ente controllore, l’AIF, che in un ente controllato, lo IOR.

Sempre il 16 febbraio, padre Lombardi ha spiegato che il board laico, cioè il consiglio di sovrintendenza dello IOR, compreso il nuovo presidente von Freyberg, è previsto che rimanga in carica fino al 2015.
Il doppio cambio ai vertici dello IOR ha suscitato un’ondata di commenti sulla stampa e anche nel mondo ecclesiastico, cardinali non esclusi. Ci si è chiesto infatti se fosse davvero necessario nominare il nuovo presidente laico del board e, soprattutto, rinnovare i membri della commissione cardinalizia proprio all’indomani dell’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI e a pochi giorni dall’inizio della sede vacante. Senza aspettare cioè la nomina del nuovo papa, che comunque avrà, se vorrà, il potere di cambiare a suo piacimento la commissione cardinalizia.

In base agli statuti del 1990, infatti, nella governance dello IOR il papa interviene solo nella nomina dei cinque cardinali membri della commissione. Mentre tutte le altre nomine sono “a cascata”, cioè non prevedono un diretto intervento del pontefice. Il presidente della commissione cardinalizia infatti – che ha il compito di vigilare “sulla fedeltà dell’Istituto alle norme statutarie” – “è designato dai membri della commissione stessa”. Mentre il consiglio di sovrintendenza composto da cinque professionisti laici – che ha la responsabilità dell’amministrazione e della gestione dello IOR, nonché della vigilanza e supervisione delle sue attività sul piano finanziario – è nominato a sua volta dai cardinali della commissione. Lo stesso consiglio di sovrintendenza poi, previa approvazione della commissione cardinalizia, nomina il direttore generale e il vice, che hanno la guida operativa dell’Istituto e che dal 2007 sono Paolo Cipriani e Massimo Tulli.

Non c’è nessuna norma, poi, che stabilisca che il segretario di Stato sia anche presidente della commissione cardinalizia dello IOR. Se infatti Jean Villot guidò la commissione fino alla sua morte nel 1979, il successore Agostino Casaroli, pur essendo stato membro della commissione dal 1979 al 1994, non ne è mai diventato presidente. Angelo Sodano, diventato segretario di Stato alla fine del 1990, è subentrato a Casaroli nel 1994 ed è diventato subito presidente della commissione. Mentre Tarcisio Bertone è entrato a far parte della commissione cardinalizia nell’ottobre 2006, un mese dopo essere diventato segretario di Stato, ma ne è diventato presidente solo alla fine del 2007, dopo la fuoriuscita di Sodano dalla commissione.

Lo IOR, inoltre, pur essendo definito “ente centrale” della Chiesa cattolica, non fa parte della curia romana e quindi è in parte svincolato dalle norme che regolano la vita della Santa Sede.
Lo si vede, ad esempio, per quanto riguarda i limiti di età. Più volte, infatti, i cardinali membri della commissione al compimento degli 80 anni hanno dovuto lasciare gli altri loro incarichi di curia ma non la membership dello IOR. È stato il caso del cardinale Maximilien de Fürstenberg, che rimase in carica fino alla morte avvenuta nel 1988 a 84 anni, o di Jozef Tomko, che rimase in carica fino al 2006 quando aveva 82 anni. Anche i cardinali Casaroli, John J. O’Connor, Carlo Furno, Rosalio José Castillo Lara sono stati sostituiti dopo aver passato gli 80 anni.

Resta aperta la questione del prelato, figura prevista dallo statuto come cerniera tra la commissione cardinalizia e il board laico. Fino al 1993 questo incarico era stato ricoperto da monsignor Donato De Bonis, che in precedenza, con il vecchio statuto, era stato il segretario dell’ufficio amministrativo dello IOR il cui presidente era il vescovo Paul C. Marcinkus. De Bonis lasciò l’incarico nel 1993 per diventare prelato dell’Ordine di Malta, e così l’incarico di prelato dello IOR rimase vacante, anche se di fatto il ruolo era ricoperto dal segretario particolare del segretario di Stato.

Nella pagina dedicata allo IOR dell’Annuario pontificio del 2000 la carica di prelato venne addirittura cancellata. Ma non nello statuto. Cosicché nell’estate del 2006 la commissione cardinalizia presieduta dal cardinale Sodano (che a settembre avrebbe dovuto lasciare l’incarico di segretario di Stato) nominò il nuovo prelato nella persona di monsignor Piero Pioppo, che di Sodano era segretario particolare.
Nel gennaio 2010 Pioppo è stato fatto arcivescovo e inviato come nunzio apostolico in Camerun e Guinea Equatoriale, e di conseguenza la carica di prelato è rimasta libera. Nel 2012 gli ispettori di Moneyval hanno scritto nel loro rapporto di aver appreso nei loro colloqui in Vaticano che era stato già nominato un nuovo prelato. Ma nulla è accaduto.

E anche Lombardi, illustrando ai giornalisti le ultimissime nomine allo IOR ha detto che per la nomina del prelato bisognerà aspettare ancora. Almeno in questo caso, quindi, occorrerà attendere il prossimo pontificato.

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